The CHEMICAL BROTHERS: reportage del live-set al Market Sound di Milano

“Hey boy, hey girl… superstar dj’s, here we go!” Inizio con il botto per il grande spettacolo dei Chemical Brothers al Market Sound di Milano!

Ma facciamo un passo indietro: sotto al palco già ci si stava scatenando dalle 18, con il warm up del dj Paolo Bolognesi a cura di M2O e del duo britannico Sigma dalle 21. Un avvicinamento cominciato nel tardo pomeriggio, con il sole alto e un’afa presente meno di quanto ci si poteva aspettare, che ha comunque scaldato l’atmosfera, preparando il pubblico del Market Sound, sempre più gremito sotto al palco principale.

Il sold out per il dj set di Ed Simons e Tom Rowlands era stato annunciato da tempo. Ma il colpo d’occhio dalle terrazze ai lati del palco é devastante: precisi e in anticipo di qualche minuto, poco prima delle 22.30, annunciati da una nuvola di fumo e un grande buio attorno i due salgono sul palco e la festa raggiunge il suo apice! Un fumogeno rosso tra il pubblico viene acceso e issato in alto a fare luce: non fa parte della scenografia voluta, ma ben si sposa con le luci laser verde acido che provengono dal palco. É la chimica tra i due Brothers e la loro folla danzante: é fuori dagli schemi, inaspettata, a sorpresa. É perfetta.

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Trasformare uno spazio così ampio della periferia milanese a fine luglio in una mega discoteca non era un’impresa scontata, eppure ieri sera quello che é successo é proprio questo! Il Regista dello show Adam Smith, eclettico visual artist, cha saputo ideare uno spettacolo definito dal Guardian: “Un’esplosione estetica a tutto tondo e un visual show gargantuesco”. Non posso che condividere in pieno questa visione, primo perché l’aggettivo “gargantuesco” é tra le mie parole preferite (e non solo per tarantiniana memoria), secondo perché tutto lo show pur essendo smodatamente sopra le righe, non risulta mai essere eccessivo, lasciando allo spettatore-protagonista del concerto la possibilità di scegliere quanto smodatamente delirare.

Mai come in questo spettacolo la Musica é sì da ascoltare e ballare, ma soprattutto da vedere! Ogni pezzo é un susseguirsi di visual ed effetti sempre diversi, forti di una carica espressiva e simbolica molto suggestiva. Ci sono gli scheletri danzanti immaginati dalla ragazza fuori di testa del video di Hey Boy Hey Girl, ci sono leva silhouette dorate e stilizzate di Ed Simons e Tom Rowlands, e non mancano anche dei robot giganti che marciano sopra il palco al ritmo della sequenza di beat di Under the Infuence.

Con 8 album prodotti, in cui hanno saputo fondere sapientemente l’elettronica più spinta con i suoni del brit-pop, del rock e anche dell’hip-hop, lo spettacolo dei Chemical Brothers per setlist e struttura ricalca molto lo schema di un concerto rock, in cui passato, presente, passato e ancora presente oscillano in una dimensione perfetta. Tra Sometimes I Feel So Deserted e Go dall’ultimo album Born in the Echoes e Star Guitar da Come With Us fino al medley di Setting Sun e Out of Control, per poi arrivare alla chiusura di altri classici come Galvanize e Block Rockin’ Beats, scorre l’ora e mezza di live, in un connubio chimico e fisico in cui suoni, luci, colori e sudore sono i grandi protagonisti.

Poco dopo mezzanotte si chiude il concerto psichedelico dell’acido duo from England, si continua a ballare fino a notte fonda con l’aftershow show di Gramatik. Per rivederli in Italia dovremo attendere fino al 12 agosto nel Piazzale dello Stadio Adriatico di Pescara, per la loro seconda data nel nostro Paese – biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/chem-2016. Se siete da quelle parti in vacanza andate e scatenatevi, non ne rimarrete certo delusi!

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