A volte ritornano…

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A volte succedono cose straordinarie, cose che apparentemente non hanno senso, cose che se le guardi bene ti fanno capire che, ogni tanto, la volontà di tante persone può cambiare veramente le cose. La pace nel mondo? No. Gli alieni? No. Apparizioni della Madonna? No.
Sto parlando di un locale che ha aperto l’anno scorso e che in meno di un anno è diventato il punto di riferimento della musica emergente nel Nord Italia, un punto di riferimento per la musica dal vivo in generale, e un punto di riferimento per molte persone che si sono stufate di sentire le solite cover band o di vedere le solite programmazioni fotocopia dei locali rock.
Questo locale dopo poco più di un anno di intensa attività, per vari motivi è stato costretto a chiudere. Nel momento in cui ha dato l’annuncio ufficiale della chiusura, il myspace, il sito, la mail, i myspace dei soci, ogni contatto raggiungibile, è stato bombardato di messaggi che esprimevano un profondo dispiacere per la chiusura o che cercavano di convincere i proprietari a continuare l’avventura.

Molta gente tenta l’azzardo di aprire un locale, ma dopo poco tempo deve confrontarsi con la realtà e chiudere, molti locali spariscono senza lasciare traccia, ma in questo caso, a fronte del rumore e dello sconcerto che ha provocato la notizia della chiusura, la traccia è stata lasciata e anche profonda, nonostante il breve periodo di attività.

Addirittura è stata organizzata una raccolta fondi per convincere i proprietari a riaprire. Che io mi ricordi, una raccolta fondi per un locale di quel genere (che non sia un circolo Arci o un centro sociale) non l’ho mai vista. Segno che l’interesse e l’affetto della gente nei suoi confronti sono altissimi.

Alla fine è stata raccolta una somma simbolica (simbolica per le spese che deve sostenere un locale di quelle dimensioni, ma non irrisoria), che insieme ai moltissimi messaggi, e all’aggiunta di due nuovi soci, ha convinto i proprietari a non gettare la spugna e a riprovarci. Così il 3 ottobre Le Piccole Iene di Romagnano Sesia hanno riaperto.

Ho raggiunto Simone, uno dei tre soci fondatori per fargli alcune domande su quello che è successo. E soprattutto, per capire se è veramente possibile in Italia fare qualcosa di diverso e anche di qualità:

Le Piccole Iene

L: Immaginavi che la chiusura del locale potesse provocare una reazione così “violenta” nella gente che in questo anno è passata da voi, addirittura una raccolta fondi?

S: L’unica risposta possibile è “no”. Siamo rimasti tutti quanti un po’ interdetti (in senso buono!) da tutto   questo clamore suscitato. Abbiamo tentato di dissuadere i ragazzi dal fare le raccolte fondi, non ci sembrava corretto….ma niente da fare….questo flusso ci ha letteralmente travolto

Quali sono le difficoltà che avete incontrato durante questo anno di attività?

Beh, prima di tutto abbiamo dovuto vincere lo scetticismo di chi pensava che un locale così non potesse funzionare. Poi ovviamente, non essendo dei nababbi noi tre, i soliti problemi economici…

E’ stato difficile avviare un programma così ricco fin da subito? Quanto vi siete sbattuti per offrire tutta quella quantità e qualità, musicalmente parlando?

E’ stata una ricerca molto complessa. All’inizio quasi proibitiva, poi grazie al fatto che il locale si stava facendo pian piano un nome, le cose si sono fatte più semplici. Anche se comunque la ricerca di bands per soddisfare tutti i palati è sempre un po’ una piccola impresa.

Perché invece non avete seguito la via semplice, ovvero affidare il sabato sera a qualche conosciuto deejay rock, per andare sul sicuro e offrire alla gente quello che si aspetta da un classico locale rock? (stesse canzoni tutte le sere, stessa scaletta, stesse frasi dette dal DJ ecc)

Semplicemente perché non era quello il motivo per cui avevamo deciso di aprire un locale. Come ho detto prima, nessuno dei tre è ricco, abbiamo un regolare lavoro durante la settimana e non volevamo che il nostro locale diventasse la fotocopia degli altri.

Solitamente nei locali di media/grande capienza come Le Piccole Iene o sei una cover/tribute band o il palco non lo vedi neanche con il binocolo, a meno che il gruppo non sia supportato da un’agenzia (o non sia già famoso). Da voi invece si sono viste spesso band emergenti aprire concerti di artisti più famosi, o in serate dedicate solo a loro. Come mai da voi è possibile e invece in altri posti no? E’ così difficile? Hai qualche consiglio da dare alle band emergenti? O anche qualche critica?

Sì è vero. Tante bands emergenti hanno suonato da noi e tante ne suonano e suoneranno ancora. Ovviamente è molto difficile perché parlandoci terra terra le bands emergenti non ti fanno guadagnare ma ti fanno perdere dei soldi. E anche se il nostro scopo non era quello di guadagnarci un sacco di soldi da questa attività, beh, perdendoli si arriva poi alla situazione di giugno, quando siamo stati costretti a chiudere. Ci vorrebbe un giusto mix, ma nessun ha la sfera magica!

Un consiglio….beh…io suono in bands emergenti da anni ormai e mi sono accorto che le pretese della maggior parte di esse sono decisamente aumentate e senza motivo. Io quando c’era da suonare prendevo la macchina e andavo dappertutto, l’ho fatto per anni, come emergente è giusto così. Le bands non hanno più questo spirito e spesso vengono fuori con pretese assurde…non scendo nel dettaglio per correttezza.

Cambierà qualcosa in questo nuovo corso delle Piccole Iene? Sarà organizzato in maniera diversa? Le serate cambieranno direzione?

Qualcosina cambierà. Ovviamente l’ “ideologia” del progetto rimarrà invariata, quindi niente cover bands. Però abbiamo apportato alcuni piccoli cambiamenti per indirizzare di più la clientela. Quest’anno ad esempio faremo sempre pagare un biglietto il sabato (giustificato da concerti di un certo peso comunque) e di contro il venerdì e la domenica saranno sempre ad ingresso gratuito.

La musica dal vivo ha ancora presa sul pubblico? A parte chi va a vedere e sentire le solite cover/tribute band (da voi sono passate pochissime volte), c’è ancora qualcuno che ha il piacere di andare in un locale per sentire qualcosa di nuovo?

Dall’esperienza maturata quest’anno mi sento di dirti un bel si! Tutta la gente che ama la musica indipendente dove credi che possa andare?

Un consiglio invece a chi volesse imbarcarsi in un’avventura come la vostra?

Non fatelo se non siete completamente fuori di testa come noi! E’ un’esperienza interessante e ti fa crescere, ma allo stesso tempo è distruttiva…

One Response

  1. Abbey

    COLDFLAME, LIVE IN CONCERT da Inghilterra
    Teatro Galletti – Domodossola
    Sab.20 Dicembre 2008, Ore 21,30

    Programma ‘Made in Europe 2008/2009’
    Visita http://www.vivaossola.com

    Teatro Galletti, Domodossola (VB)

    Rock/Pop/Indie/Folk/Country/Blues..ecc…

    Grazie

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