30 anni di HELLOWEEN: reportage e scaletta del concerto di Milano

“Happy happy helloween …hello ween hello weeen, happy happy helloween helloooo weeen”

Mi trovo in giro per le strade di una Milano stranamente desolata ( c’è il derby calcistico cittadino) canticchiando ormai da 40 minuti questo semplice motivetto riposto da anni in una cassettiera insieme alle ormai sgualcite e scolorite t-shirt del mio “glorioso” periodo metallico. Le dita scorrono veloci sullo schermo del mio telefono alla ricerca dei pezzi del nuovo album delle zucche amburghesi, “My God-Given Right” uscito per Nuclear Blast a maggio scorso, disco che segna di fatto i primi 30 anni della band.

Le atmosfere cupe di “The Dark Ride” sembrano, e sono, ormai lontanissime e un ritorno al loro tipico “happy” metal è più che evidente in questo lavoro. Ritornelli “allegri” che ti fanno venir voglia di prendere per il colletto uno dei soliti fastidiosi bagarini accampati fuori dall’Alcatraz, per gridargli sguaiatamente in faccia il chorus della canzone in play in quell’istante.
Ad aprire il live di questa sera, unica data Italiana per questo tour, sono stati chiamati i Crime of Passion (che purtroppo ho perso) e gli storici connazionali Rage che, tra un cambio di formazione e l’altro, sono in giro da più di tre decadi.
Nonostante i vari rimpasti Peavy Wagner è sempre lì, al centro del palco, allora come oggi, ed è un vero piacere bersi una birra fresca osservando generazioni differenti abbracciarsi in transenna intonando il coro della anthemica “Higher Than The Sky”.
La nuova formazione sembra all’altezza del nome Rage e il set scorre via veloce e piacevole. Il pubblico, al pari mio, apprezza e partecipa.

Con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario originariamente previsto, anticipati dalle trombe registrate del celeberrimo “motivetto allegro” di cui sopra, fanno la loro comparsa gli Helloween, “invadendo” una scenografia di palco che ricalca le atmosfere post apocalittiche presenti nell’artwork dell’ultimo lavoro.
La partenza è a dir poco “scoppiettante”. “Eagle fly free” e “Dr. Stein” vengono letteralmente sparate in sequenza incendiando il pubblico presente, prima di far spazio alla nuova title track che viene accolta, forse sulla scia dell’entusiasmo appena generato, come un vero e proprio classico (assomiglia un po’ troppo a “Power”).
Anticipata dalla sua esaltante intro è la volta di “Steel Tormentor” con la quale si fa un passo negli anni ’90 per tributare il giusto onore ad uno dei capitoli più riusciti dell’era Deris (e forse non solo) .

helloweenmilano

Sulla successiva “Mr. Torture” (unico estratto di serata da “The Dark Ride”) si registrano alcune difficoltà vocali di Andi, autore in generale di una prova più che discreta, mentre il fantasma di Uli Kusch aleggia beffardo per l’Alcatraz.
Mi piace molto il “muscolare” Löble, ma permettetemi di dire che, a parer mio, Uli era di un’altra categoria. Fuoriclasse.

Con le riuscite versioni di “Straight Out Of Hell” e “Waiting For The Thunder”, passando per un “opaco” arrangiamento di “Heroes” (da rivedere) rimbalziamo nuovamente indietro di un ventennio con “Where the Rain Grows”.
“Lost in America” è piacevole e si fa cantare, ma suona come un clichè Helloween 100% (lascio a chi legge il libero arbitrio di giudicare ciò positivamente o meno).

“Power” e un medley composto da “Halloween / Sole Survivor / I Can / Are You Metal? / Keeper of the Seven Keys” (Sole Survivor meriterebbe sempre un posto in scaletta) intervallano l’esecuzione di due “ripescaggi” che mancavano da anni nelle scalette della band: “Forever and one” (assente dal tour 2011) e la micidiale “Before The War” (assente dalle setlist europee addirittura dal tour del 1996) che insieme alle prevedibili “Future World” e “I Want Out” compongono l’unico encore e chiudono la serata prima di consegnarla definitivamente alle note (ri)registrate di “A Tale That Wasn’t Right” in una versione con Andi dietro al microfono.

Una bella serata di musica offerta da una band che, tra alti e bassi, è sempre riuscita a reinventarsi, nonostante crolli clamorosi (Chameleon) e palesi errori (Uli Kusch, dove sei?), districandosi tra il brutto carattere del proprio leader (sembrava fosse stato portato all’Alcatraz controvoglia) e i vicoli ciechi di un mercato musicale sempre troppo attento a strizzare l’occhio ai trend dell’ultima ora.

La formazione attuale (credo a questo punto la più longeva della loro storia) funziona bene, Löble non sarà Kusch ma è un professionista serio, preciso e affidabile, l’entusiasmo di Gerstner è coinvolgente e Markus, che ve lo dico a fare, il solito folletto.
Insomma, come diceva il buon Corrado Mantoni: “…e non finisce qui”

HELLOWEEN – Scaletta Milano – 31 Gennaio 2016

Walls of Jericho (Intro)
Eagle Fly Free
Dr. Stein
My God-Given Right
Steel Tormentor
Mr. Torture
Waiting for the Thunder
Straight Out of Hell
Heroes
Drum Solo
Where the Rain Grows
Lost in America
Power
Forever and One (Neverland)
Halloween / Sole Survivor / I Can / Are You Metal? / Keeper of the Seven Keys
– – – – – –
Before the War
Future World
I Want Out

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