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 Intervista ai BLESSED CHILD OPERA
Interviste_KIKE_ Scrive "di Francesco Diodati

Chi sono i Blessed Child Opera, che fanno e come nascono?
I Blessed sono una band che si è formata nel 1999, dallo scioglimento dei Silken Barb, noise-band napoletana capitanata da me e con Raffaele di Somma al basso... Dopo quest’esperienza sentivo la necessità di fermarmi più sulla canzone d’autore, dal momento che tutta la parte sperimentale era stata sondata con i Silken Barb (eravamo arrivati ad un punto di saturazione di tipo musicale)…per cui decisi di mettere su questa formazione chiamando con me vari musicisti (un violinista, un fisarmonicista e un vibrafonista che, tra l’altro, tutt’ora è presente nel nostro secondo album).
Durante l’inizio del progetto dei Blessed, ho avuto l’onore di suonare nella band francese, Ulan Bator, e, ovviamente, quest’esperienza m’ha dato moltissimo.

Mi parli del vostro primo album??
Ma guarda, il primo album ha avuto una doppia uscita (in America per la LOAD DUST RECORDINGS – BMI e in Italia per la mia Seahorse Recordings), è un disco molto intimo, introspettivo (volendo anche molto lento), un disco che, se vogliamo, suona decisamente molto più folk rispetto a “Looking after the child”.

Nell’album ho notato somiglianze artistiche con i Wilco, Calla, Microphones e Black Heart Procession, dico bene?? Generalmente ti infastidiscono i paragoni con altre band? E comunque t’infastidisce essere catalogato per generi musicali?
Ognuno legge la musica come meglio crede ed ogni persona ha la necessità di trovare dei riferimenti in qualcos’altro. Comunque, in generale, non mi da fastidio nulla. Il mestiere del musicista è quello d’essere soggetto a delle critiche o a dei giudizi della stampa specializzata...per cui, ribadisco, non mi sento toccato da questo problema. Non mi infastidisce anche perché penso che dietro queste cose ci sia ben altro (vedi, ad esempio, la personalità della band); l’unico rischio, se vogliamo, è che spesso si viene paragonati a dei stereotipi stranieri e non ad altri gruppi italiani…ma comunque non posso certo negare che fa piacere che il disco sia stato rapportato a dei nomi grandi (vedi Wilco, Calla ecc ecc)…tutto questo mi fa capire lo spessore del progetto.

Chi ha influenzato, musicalmente e non, i Blessed Child Opera?
L’influenza è qualcosa che sta nell’aria, non è che tu scegli una band di riferimento e dici “d’ora in poi farò questo”…[Intanto Paolo s’accende la terza sigaretta in dieci minuti]…quello che metto nella musica proviene da dentro, tutto quello che c’è nell’aria ha influenzato i Blessed. L’influenza, ti ripeto, non è necessariamente legata ad un suono di un gruppo o di una tendenza; ogni band deve esprimere quello che realmente ha dentro…è fondamentalmente un processo di metabolizzazione di tanti ascolti.

Musicalmente parlando, cosa t’è rimasto delle tue, due, passate esperienze musicali?
Tantissimo. I Silken Barb erano un un gruppo molto fisico, dalle sonorità molto geometriche, ricercate…sonorità, come già t’avevo accennato, molto più noise e aggressive. Anche i testi erano diversi…molto declamatori, una sorte d’urlo costante; tuttavia nel disco dei Silken puoi notare la presenza della melodia (sicuramente inferiore rispetto ai dischi dei Blessed Child Opera). Discorso simile per gli Ulan Bator anche se, essendo più affini al pop, rispecchiano maggiormente i parametri dei Blessed Child Opera, proprio perché il pop è un concetto che approfondiremo, ancora maggiormente, nei prossimi lavori discografici.

La cosa che sorprende maggiormente è aprire la custodia del cd e leggere tutti quei strumenti utilizzati nella realizzazione dell’album…Come mai questa scelta??
Personalmente m’è sempre piaciuto l’aspetto orchestrale degli arrangiamenti. Per me l’arrangiamento è molto importante perché, non solo, è una cornice dei brani ma può evidenziare, ancora maggiormente, “la canzone” rendendola più lirica possibile. Credo che il compito dei Blessed sia quello di far si che i brani rendano molto dal punto di vista emotivo, prestando molta attenzione alla lirica, alle forti emozioni e all’intensità.

Qual è la differenza fra il cd dei Blessed Child Opera e il concerto dei Blessed Child Opera?
Il live è abbastanza differente dal disco; il live è più aggressivo, spigoloso…anche perché sul palco siamo in tre (basso-chitarra-batteria).

Nel prossimo album ci saranno delle virate stilistiche…o rimarrete anchilosati su questo genere musicale (post-rock/folk)?
C’è in ballo un discorso che vuole mettere ancora più in evidenza “la canzone”, cercando di scremarla dai toni psichedelici. Non abbandonerò il canone folk anzi, sarà sempre più in evidenza…ma ci orienteremo ancora maggiormente verso il pop, cercando una comunicazione ancora più diretta; ci sono delle canzoni che stiamo facendo che sono ancora più immediate.

Paolo Messere, leader dei Blessed Child Opera e, allo stesso tempo, fondatore della Seahorse Recordings…com’è nata l’idea di fondare una casa discografica?
L’etichetta è nata per cercare di dare visibilità a dei progetti; siamo un’etichetta che riceve centinaia di demo (anche discreti e di buon valore) al giorno ma, avendo dei nostri canoni (folk/post-rock, ndI), non riusciamo a farli rientrare nel catalogo della Seahorse proprio perché cerchiamo di seguire dei nostri criteri che hanno come base “la canzone d’autore”.


Da chi nasce e come nasce l’idea della copertina??
L’idea nasce essenzialmente dal nostro amico Moopo che è un grande pittore…la scelta nasce dalla sua mente; è stato comunque un lavoro duro e, soprattutto, oneroso anche perché non è semplice trovare la carta giusta per fare questi cd, bisogna cercarla in posti non comuni e lui è dovuto andare fino a Fabriano. Quindi l’idea della copertina la dobbiamo a Moopo e anche al grafico londinese che, generalmente, si occupa del sito.

Cinzia La Fauci (Snowdonia Records) mi ha accennato una collaborazione fra voi e la sua casa discografica…ce ne parli un po’?
Con Cinzia stiamo collaborando in diversi modi…il primo modo è quello di collaborare sia come fonico che come produttore artistico del progetto Maisie, capitanato da Cinzia La Fauci e Alberto Scotti; in più ho “masterizzato” la compilation “Lo zecchino d’oro dell’underground”, dove, fra l’altro, saremo presenti con un nuovo brano,“La danza dell’orso”, cantato in italiano con una ragazzina di nove anni. Infine è prossima la collaborazione fra la Seahorse e Snowdonia in cui ci sarà l’uscita del nuovo album dei Maisie.

Com’è stato registrare il disco a Napoli?

[si accende la quarta sigaretta e intanto si va fuori discorso…
- ”com’era il panino”?
- “ottimo, davvero buono”…
- ”ma con che l’hai preso?”
- “con la feta e cipolla…”
- “dovresti fumare di meno e tenere di più ai tuoi polmoni…”
- “dovrei tenerci di più, hai ragione…anche perché canto…
- “ma io sapevo che esistevano dei rimedi, tipo gocce…”
- “nah…io non credo a niente di queste cose…così come non credo alla crescina per i capelli…personalmente non ci credo…a differenza di tutte le fidanzate che invece continuano a rompere “piacevolmente” i coglioni]…

- si diceva di Napoli…
Ah si…no io sono fortunato perché c’ho uno studio abbastanza “underground”, quindi sotto terra, che mi permette di chiudere completamente i ponti con l’esterno, esterno che è circondato dai “Quartieri Spagnoli” e da Via Roma. La cosa fantastica è che nel momento in cui vuoi staccare “la spina” dal loop di registrazione hai comunque modo di “riprendere i sensi” con quel casino che c’è fuori.

Progetti per il futuro?
Ci sarà un disco che sicuramente uscirà in inverno (Novembre 2005) ma non posso dire di più…

"
Postato il Lunedì, 21 febbraio @ 18:44:08 CET di God
 

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