DICKIES in concerto al Magnolia di Milano

Oramai tutti questi nuovi gruppi emo-pop-punk americani ci stanno facendo dimenticare il vero spirito del punk che negli anni ’70 cambio radicalmente la storia della musica rock. Per fortuna però ci sono ancora i The Dickies che, rispetto ad altri gruppi defunti come Black Flag, Ramones e Misfits, conservano ancora intatto lo spirito di quei tempi. Dalla formazione originale sono rimasti solo il chitarrista Stan Lee e il mitico cantante Leonard Graves Phillips ma i nuovi arrivati non hanno di certo sfigurato regalando ai presenti un’ottimo spettacolo a base di punk e gag comiche. Il compito di aprire la serata è toccato alle band italiane Le Cattive Abitudini e Me For Rent che hanno saputo intrattenere a dovere un pubblico che però si è concentrato in massa sotto il palco solo durante lo show della band americana.

Dickies in concerto al Magnolia

Il concerto inizia sulle note di “Nights In White Satin” di Moody Blues” che manda subito in escandescenza la folla: Leonard Phillips appare visibilmente invecchiato, ma dentro conserva intatto lo spirito degli anni ‘70 così come Stan Lee, sempre più brutto e sgraziato nel suonare la chitarra.  Nell’ora abbondante di show la band esegue a raffica i pezzi più celebri come ad esempio “Manny, Moe And Jack”, “Gigantor” e “Give It Back” senza concedersi una minima pausa. C’è spazio anche per la solita cover di “Paranoid” dei Black Sabbath e per le varie gag umoristiche come ad esempio il ballo valzer di Phillips con una bambola gonfiabile ed il solito stacchetto con i pupazzi animati dalla mano dello stesso cantante. Lo show si chiude sulle note della celeberrima “Banana Splits” che viene cantata da tutti i presenti e che pone  il sigillo su una prestazione maiuscola del gruppo americano.

Dickies in concerto al Magnolia

Senza ombra di dubbio nella storia della musica i The Dickies occuperanno uno spazio di minor spessore rispetto ad illustri colleghi come Ramones, Black Flag, e Misfits, ma Lonard Phillips e soci stasera hanno dato una sana lezione di attitudine punk, cosa non troppo frequente di questi tempi.

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