Speciale UNALTROFESTIVAL: la II edizione a Milano e Bologna il 14 e 15 Luglio

Dopo il successo dello scorso anno, in cui ha registrato il tutto esaurito nella sua prima edizione, UNALTROFESTIVAL toccherà Milano e Bologna. Il 14 e 15 Luglio il festival si svolgerà in contemporanea a Milano e Bologna, fatto assolutamente inedito per l’Italia: il cast del 14 Luglio a Milano suonerà a Bologna il 15 e viceversa.

A Milano confermata la location dello scorso anno, il Magnolia, mentre a Bologna il festival si svolgerà nella nuova location all’aperto “Fiera District” (all’interno della Fiera) e sarà organizzato in collaborazione con il Covo Club, nell’ambito degli appuntamenti di bè bolognæstate 2014, il cartellone estivo promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Milano

CIRCOLO MAGNOLIA – via Circonvallazione Idroscalo, 41 – Segrate (Milano)

MILANO – LUNEDI 14 LUGLIO
APERTURA CANCELLI 19.00
KUROMA 20.10
M+A 20.45
HIS CLANCYNESS 21.20
PANDA BEAR 21.55
MGMT 22.45
Biglietti in vendita cliccando qui >> http://bit.ly/1gSRv1M

MILANO – MARTEDI 15 LUGLIO
APERTURA CANCELLI 19.00
FOXHOUND 19.50
TELEGRAM 20.25
TEMPLES 21.00
THE HORRORS 21.45
THE DANDY WARHOLS 23.15
Biglietti in vendita cliccando qui >> http://bit.ly/1o894vT

Bologna

FIERA DISTRICT – Piazza Costituzione, 6 – 40128 Bologna

BOLOGNA – LUNEDI 14 LUGLIO
APERTURA CANCELLI 18.30
FOXHOUND 18.40
TELEGRAM 19.30
TEMPLES 20.20
THE HORRORS 21.30
THE DANDY WARHOLS 23.00
Biglietti in vendita cliccando qui >> http://bit.ly/1gE81Ba

BOLOGNA – MARTEDI 15 LUGLIO
APERTURA CANCELLI 18.30
KUROMA 19.05
M+A 19.50
HIS CLANCYNESS 20.30
PANDA BEAR 21.20
MGMT 22.30
Biglietti in vendita cliccando qui >> http://bit.ly/1eOdT83

MGMT
Il loro album di debutto “Oracular Spectacular” è considerato come uno degli album più famosi ed influenti del 21mo secolo.
Prodotto da Dave Fridmann, contiene Time to Pretend e Kids, due singoli ormai diventati dei veri e propri classici.
Con il secondo album “Congratulations”, prodotto da Sonic Boom degli Spacemen 3, hanno confermato tutta la loro straordinaria creatività, realizzando un disco molto diverso dal precedente ma che ha decisamente convinto pubblico e critica, debuttando al 2° posto nella classifica di vendite di Billboard.
Per il terzo album, “MGMT”, la band torna a lavorare con Fridmann. Il risultato è un disco che è la naturale progressione dei primi due, e definisce l’identità del duo di Brooklyn: il pop psichedelico assume nuove forme, creando un suono nel quale è facile perdersi e dimenticarsi del tempo. Un album che mostra la loro incredibile capacità di sperimentare e che conquista sempre di più ad ogni ascolto.
Nati nel 2001, gli MGMT originali sono Andrew VanWyngarden e Ben Goldwasser. Dopo il loro primo album anche Will Berman, James Richardson e Matt Asti, i musicisti che li accompagnavano in tour, sono entrati nelle famiglia MGMT.

THE DANDY WARHOLS
The Dandy Warhols sono nati a Portland, Oregon, nel 1994 ed è formata dal carismatico cantante e chitarrista Courtney Taylor-Taylor, il tastierista e bassisita Zia McCabe, il batterista Brent DeBoer e da Peter Holmström alla chitarra.
Nel 1995 (per Tim/Kerr Records) esce l’album d’esordio “Dandy’s rule, ok?”, un disco che, fin da subito, delinea i confini sonori della formazione, chiaramente in debito verso Velvet Underground, Rolling Stones, Iggy Pop e lo shoegaze di matrice britannica di gruppi come Jesus & The Mary Chain o My Bloody Valentine. Grazie a questo esordio si scatena l’interesse delle grandi compagnie discografiche, tra cui la Capitol che riuscirà a metterli sotto contratto. Nel 1996 la band realizza il primo lavoro su major, “The Dandy Warhols Come Down”, album che contiene la prima hit della band “Not if you were the last junkie on earth”, successo accompagnato da un videoclip diretto dal celebre fotografo David LaChapelle che porta la band americana ad una considerevole “esposizione” mediatica, soprattutto in Inghilterra dove entra nella top 40 con ben tre brani.
Nel 2000 è la volta di “Thirteen Tales From Urban Bohemia” album che contiene tante canzoni di incredibile successo tra cui la super hit “Bohemian like you”, brano che, anche grazie all’utilizzo in spot televisivi per una celebre compagnia telefonica, accresce la popolarità della band in maniera incredibile.
Dopo una apprezzata collaborazione con 3D dei Massive Attack (che cura un remix del brano “Godless”) e un progetto cinematografico di Taylor (un film, “The last minute”, presentato al Sundance Festival con Anne Heche, Donovan Leitch Jr. e Scott Weiland degli Stone Temple Pilots tra gli attori protagonisti) i lavori per il successivo “Welcome to the monkey house” procedono con calma, tra Portland, New York e Londra: nella capitale britannica i quattro raggiungono Nick Rhodes dei Duran Duran, a cui hanno affidato la produzione del disco (mentre Simon LeBon compare come “guest vocalist” in un brano). L’album esce nel maggio del 2003: nei crediti figurano anche l’ex Lemonheads Evan Dando (coautore di un pezzo con Taylor), Nile Rodgers e il leggendario produttore Tony Visconti (Bowie, T.Rex), che con i Warhols aveva già collaborato in precedenza.

Nel 2005 è la volta di “Odditorium or Warlords of Mars” album che prende parzialmente titolo dallo studio di Portland, Oregon, dove la band prova e registra, The Odditorium. Nel 2008 esce “Arth To The Dandy Warhols”, inizialmente pubblicato solo in digitale, poi pubblicato in formato fisico alla fine dell’estate. Nel 2009 è la volta di “The Dandy Warhols Are Sound”, album che contiene l’ennesima hit della band di Taylor-Taylor e soci, “We Use To be Friends”, usato come sigla della serie televisiva statunitense Veronica Mars. Nel 2012 è invece la volta del nono capitolo discografico della band, “This Machine”, uno dei lavori migliori della band, che vede la collaborazione con la band di Tchad Blake (noto per aver lavorato con Pearl Jam e Black Keys) al mixaggio, dell’autore di fantascienza Richard Morgan, che ha scritto quattro racconti brevi per la presentazione dell’LP, e di Hickory Mertsching, artista di Portland che ha realizzato la copertina dell’album. Nel 2013 la band festeggia l’anniversario (13 anni) dell’uscita di “Thirteen Tales From Urban Bohemia” con l’uscita del loro primo album dal vivo “Live At The Wonder Ballroom”. Un disco che mostra la grandezza di questa band sul palco, non è un caso che nella loro carriera sono stati chiamati ad aprire tour di artisti come The Rolling Stone, The Killers, David Bowie e The Strokes.

Tutte le biografie delle band

THE HORRORS
Con il loro album di debutto STRANGE HOUSE (2007) hanno stupito tutti grazie ad un suono spontaneo che ha messo subito in evidenza l’enorme talento della band, capace come nessun altro di variare tra garage rock, dark, goth e post punk.

Con PRIMARY COLOURS (2009) hanno cambiato completamente rotta sotto il profilo dello stile e della ricerca sonora, realizzando un disco assolutamente strepitoso, curato in ogni dettaglio, che mette insieme in maniera davvero originale le influenze post punk e shoegaze della band.

Con SKYING (2011) cambiano ancora una volta look e formula, ma non il risultato, ovvero un altro disco straordinario che li conferma come uno dei migliori gruppi in circolazione, capace di costruire nuove architetture sonore, muovendosi con disinvoltura tra suoni ed influenze diverse. Acclamato dalla stampa internazionale e considerato il loro lavoro migliore, Skying mostra il lato più pop e psychedelico della band.
A maggio realizzeranno LUMINOUS, attesissimo quarto album per XL recordings.
La band di Southend formatisi nel 2005 dall’incontro tra Faris Badwan, Joshoua Hayward, Tom Cowan, Rhys Webb e Joseph Spurgeon, The Horrors sono uno dei gruppi più cool ed originali del panorama indipendente internazionale.
Ogni loro disco ha sempre rappresentato una tappa di un processo che li ha visti crescere in maniera incredibile. L’evoluzione del suono e la capacità di mutare rappresentano più di ogni altra cosa la loro cifra stilistica.
Per questa ragione l’attesa per il nuovo Luminous, in uscita il prossimo 5 Maggio, è enorme. Quale sarà la strada che la band intraprenderà questa volta? Registrato in più di 15 mesi nello studio/laboratorio della band situato nell’East London, Luminous è stato coprodotto dalla band e da Craig Silvey (già al lavoro con Arcade Fire, REM, Ray Davies e NIN) ed è anticipato dal singolo “I See You”, già disponibile su Youtube.

PANDA BEAR
PANDA BEAR è pseudonimo dietro il quale si cela Noah Lennox, batterista e percussionista degli Animal Collective.
Vero e proprio genio musicale, Panda Bear è salito alla ribalta grazie all’album Person Pitch (Paw Tracks/Domino), disco dell’anno per Pitchfork nel 2007, lavoro in cui mostra una capacità unica nel destrutturare e ricostruire la forma canzone, con armonie vocali che richiamano ai Beach Boys ed al “blubblegum pop” degli anni 60. Il tutto con aggiunte di loops e suoni ipnotici che sembrano provenire da un’altro pianeta.
Nel 2011 ha realizzato Tomboy, un disco che ha aggiornato il concetto di psichedelia, grazie ad un trionfo di riverberi e microsuoni che accompagnano l’ascoltatore in un viaggio pieno di gioia.
Dopo aver collaborato con i Daft Punk in Random Access Memories in cui ha firmato il brano “Doin’ It Right”, Panda Bear uscirà con un nuovo album il prossimo 2 Giugno 2014. Un lavoro che si preannuncia più upbeat e dance dei precedenti e che sarà anticipato da un singolo in uscita il prossimo Marzo.

TEMPLES
I Temples sono una delle band più promettenti del 2014.
Il loro album di esordio, Sun structures, uscito a Gennaio per la Heavenly Recordings, arriva dopo la pubblicazione di diversi singoli nel 2013, Shelter Song, Keep In The Dark e Colours To Life, è già considerato come uno dei dischi dell’anno.
Noel Gallagher (Oasis) e Johnny Marr (The Smiths) li hanno definiti “la migliore band del Regno Unito degli ultimi tempi”.
I Temples sono bravi: hanno un innato senso della melodia e sanno tirar fuori riff di chitarra a ripetizione.I Temples, gruppo formato da James Edward Bagshaw (voce e chitarra solista), Thomas Edison Warmsley (basso), Sam Toms (batteria e percussioni) e Adam Smith (chitarra ritmica e tastiere, in particolare mellotron), si formano nel 2012 a Kettering nel Northamptonshire.
Grazie al bellissimo singolo Shelter Song, registrato nel loro Pyramid Studios, la Heavenly Recordings, label sempre attentissima ai giovani, li scrittura.
A questo segue un ricco giro per i maggiori festival europei come supporting act di titani della musica brit come Suede, Kasabian e Vaccines e il gioco è fatto: via con l’annuncio dell’imperdibile Sun Structures ottenendo elogi da artisti del calibro di Johnny Marr, Noel Gallagher e Robert Wyatt, ed essendo presenti in pubblicazioni tra cui NME (“una delle luci più brillanti della scena psych corrente”), MOJO (“Rising “), Drowned in Sound, e The Guardian.
Sun Structures è un album che ha alle spalle uno studio ossessivo della musica psichedelica degli anni sessanta: Tintern Abbey, Small Faces, Kinks. Per non parlare dei primi Pink Floyd e, ovviamente, dei Beatles. La loro musica folgora al primo ascolto: basta un primo ascolto per fischiettare le melodie di ogni canzone dell’album.

KUROMA
Il progetto Kuroma nasce nel 2007 con l’uscita dell’EP “Paris” (2008) e l’album “Psychopomp” (2010). Hanno suonato in tour con artisti come MGMT, Primal Scream, Tame Impala e The Whigs. Nel 2013 hanno suonato in tour con gli MGMT per più di 60 date in Nord America.
La band ha appena completato nuovo album “Kutomarama” prodotto da Benjamin Goldwasser.
KUROMA è un progetto a quattro mani di Hank Sullivant (The Whigs, MGMT), Simon O’Connor (Amazing Baby) James Richardson (MGMT) Will Berman (Amazing Baby, MGMT)

TELEGRAM
Grazie al fantastico singolo d’esordio, Follow, i Telegram sono già considerati uno dei gruppi più interessanti, talentuosi ed innovativi della scena indie britannica.
I loro brani sono un mix fantastico delle influenze più varie, in cui riescono a mettere insieme Brian Eno, Sid Barret, il Krautrock, lo Shogaze ed il tardo proto-punk.Il risultato lascia senza fiato!
I Telegram sono un quartetto di Londra composto da Matt Wood alla chitarra, Matt Saunders voce e chitarra, Oli Paget -Moon al basso e Jordan Cook alla batteria.
Follow, il loro singolo d’esordio, è stato registrato a Londra dal produttore Dan Carey e Alexis Smith. Un solo brano che dimostra come i Telegram abbiano tutte le carte in regola per diventare uno dei gruppo cardine della nuova scena psychedelica inglese che sta nascendo grazie all’affermazione di band come The Horrors e Temples.

HIS CLANCYNESS
Il gruppo è considerato una delle realtà musicali più interessanti che si possono trovare in giro a livello europeo, grazie al loro primo album ufficiale “Vicious” uscito il 7 ottobre scorso.
Messo sotto contratto dalla FatCat, la label britannica con sede a Brighton che ha pubblicato anche Sigur Ros e Animal Collective.
His Clancyness non è il nuovo progetto di Jonathan Clancy. His Clancyness è Jonathan Clancy.
Ma attenzione: “Vicious”, il primo album ufficiale uscito per la britannica FatCat il 7 ottobre, non è un resoconto della sua vita, nell’album si entra nelle sue visioni, nei meccanismi che regolano la sua musica. “Vicious” è il modo in cui Jonathan colma le distanze, fissa un punto lontano e lo raggiunge. Si permette di indossare maschere ed essere, all’occorrenza, feroce. 
Un album che odora dell’aria e delle rovine di Detroit, la città in cui Jonathan, insieme a Paul Pieretto, a Jacopo Borazzo e al produttore Chris Koltay (già con Liars, Atlas Sound, Akron/Family, Lotus Plaza e Dirtbombs), ha registrato in tre settimane il suo primo LP, sotto l’ombra dell’abbandonata Michigan Central Station, agli High Bias Recordings.
Un album denso, pieno di dettagli nella musica e nelle parole, svariati livelli che si sovrappongono e si compenetrano, shoegaze e metriche kraut, glam mischiato al cantautorato folk (quello americano, of course).
Attenzione spasmodica ai particolari, perché Jonathan è un tipo che si prende dannatamente sul serio, e il risultato sono dodici brillanti canzoni pop, ma allo stesso tempo crudeli e surreali, come gli scatti di Guy Bourdin. Fotografie quasi malvagie, ma commissionate da Vogue o da Chanel. E come negli scatti di Bourdin, il punto focale di ogni canzone si individua immediatamente, per poi scoprire tutto quello che ci sta dietro, i rimandi ad influenze diversissime come Can, Scott Walker, Sonic Youth, Velvet Underground, Gun Club, The Beach Boys, Swell Maps, l’equilibrio di ogni singolo strumento, la ricercatezza di testi che solo un madrelingua sa concepire.
“Vicious” è His Clancyness in tutto il suo splendore. Questo è un esordio non comune, di una delle realtà musicali più interessanti che si possono trovare in giro a livello europeo, non solo nel cortiletto di casa. Non per altro, His Clancyness è stato messo sotto contratto dalla FatCat, la label con sede a Brighton che ha pubblicato anche Sigur Ros e Animal Collective.
Scusate se è poco.

FOXHOUND
Dopo l’esordio con Concordia, il primo disco uscito a maggio 2012, un tour italiano di 70 date che li ha visti aprire le date italiane di The XX e di Peter Hook, performance in importanti festival tra cui il Primavera Sound di Barcellona a maggio 2013, i Foxhound tornano con un nuovo disco interamente autoprodotto dal titolo “In Primavera”.
‘I just don’t mind’ è il singolo che lancia il nuovo lavoro.

M+A
Gli M+A sono nati in Italia ma hanno capacità, convinzioni ed attitudine internazionali.
“Things.Yes”, il loro album d’esordio, uscito nel corso del 2011 per Monotreme, ha guadagnato attenzione e plauso da parte del pubblico e critica.
Il nuovo lavoro, uscito ad ottobre 2013 s’intitola “These Days” ed è uno sguardo al contemporaneo ed alle sue sonorità: è ricco di ritmica tropicale, intriso di ghetto style e infarcito di electro pop europeo.
Dopo aver vinto l’Emerging Talent Competition 2014, gli M+A saranno la prima band italiana che si esibirà al Glastonbury Festival.

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