HOME FESTIVAL 2014: superata la prova ticket, lettera aperta dell’organizzatore

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La lettera aperta dell’organizzatore, Amedeo Lombardi, alla chiusura della quinta edizione dell’evento tra obiettivi, nodi logistici, sfide per il futuro e le (solite) richieste agli amministratori locali.

Fango, gioia, sudore, meraviglia e una certezza: ora siamo adulti. Dopo una settimana insonne, stamattina ci siamo risvegliati con la consapevolezza che la quinta edizione, ha proiettato Home Festival 2014 oltre le nostre aspettative. Abbiamo superato anche la soglia psicologica del ticket di ingresso. I numeri ci danno ragione: 11.000 ingressi la prima sera, 15.000 la seconda, sold out (20.000) il sabato e chiusura con 16.000, per un totale di 62.000 paganti.

Meglio di così non poteva andare, adesso i numeri sono certificati dai biglietti e dalle spettacolari immagini del nostro villaggio. Guardateci, dall’alto, come hanno fatto i droni: è un nuovo mondo, è un popolo che ha bisogno di stupirsi, socializzare, amare, sperare, vivere. E guardando queste foto il primo tributo va a chi ha lavorato: i volontari, i dipendenti, gli artisti, gli sponsor, i partner, tutti. C’erano 1.400 accreditati, grazie alle loro mani, ai loro cervelli e ai loro cuori ora stiamo volando.

Foto Aeree con Drone da Nuove Tecniche multimedia

Finita l’edizione 2014, adesso è ora di pensare al 2015. Siamo sicuri di quello che siamo, di come lo facciamo, di essere gli unici e modestia a parte i migliori in italia.

Unici perché abbiamo un margine di crescita, abbiamo la possibilità di creare un pacchetto composto da un network con la regione che ci ospita, gli unici che possono creare un’esperienza, un momento di aggregazione, di crescita sociale e culturale, ma soprattutto uno sviluppo e una sostanziosa crescita economica.
Un percorso cominciato 5 anni fa, con un’idea precisa, un progetto che si sta materializzando con un unico obiettivo: realizzare un festival vero e interazione.
Abbiamo visto che non c’è paura per il biglietto anche se minimo e simbolico di cinque euro. E così magari potremmo osare di più con gli ospiti, tentando magari di strutturare l’area per ampliarla e aumentare i servizi.

La strada verso la prossima edizione sarà lunga, seguitici durante tutto l’anno: la nostra famiglia ha una casa, all’Home Rock Bar, ma si muove ovunque, è un attore culturale che propone intrattenimento e cultura per 365 giorni all’anno.

Ma non solo cultura, siamo anche molto pragmatici. E quest’anno la bomba d’acqua di venerdì sera ne ha dato la prova. In pochi attimi siamo riusciti a gestire una enorme emergenza, centinaia di auto bloccate nel fango. Ci siamo sporcati in prima persona, abbiamo pagato di tasca nostra interventi straordinari per ribonificare l’area con camion e camion di terra e ghiaia. Abbiamo pure trovato una nuova area parcheggi all’ultimo minuto grazie ad Alì. Ma sappiamo anche stare tra la gente: abbiamo bussato ad ogni casa nella zona della Dogana, invitando tutti i residenti. Lamentele? Inevitabili, ma meno di quelle che pensavamo. La gente ci ama.

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Spiace però che constatare che ancora una volta si sarebbe potuto far meglio. Come? L’ex Dogana continua a essere un deserto nel quale noi ogni anno installiamo un paese, l’attrezziamo con corrente, acqua, servizi, rendiamo agibile il capannone. Ben venga il dialogo con le Fiere di San Luca, Treviso ha bisogno di una area fissa, organizzata per i grandi eventi. Solo così la città potrà valorizzare la sua importanza turistica. E ci siamo pure stancati di sottolineare cosa questo possa voler dire: hotel e ristoranti che lavorano, marketing territoriale, valorizzazione della città:siamo e potremmo essere sempre più un indotto per il territorio.

Chiediamo sempre di continuo quest famoso “campeggio” che non significa far dormire delle persone in tenda, ma avere un’area viva 24 ore al giorno, in modo da realizzare tutti i nostri obiettivi.
E invece ci troviamo a discutere di orari di apertura, di sciocchezze che servono solo a perdere tempo.Tempo che invece dovremo impiegare per concretizzare azioni, non c’è più tempo e scusa per parlarne.

Sapete dove trovarci, noi siamo sempre a casa, all’Home. Siamo adulti, ve lo abbiamo dimostrato. Ma non siamo ancora stanchi di crescere e migliorare, permetteteci di farlo.

Amedeo Lombardi – Organizzatore Home Festival

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