GRAZIE A DIO E’ LUNEDI’: HOT CHIP, Kurt Vile and the Violators a Milano il 2 Luglio

DNA concerti è felice di presentare
GRAZIE A DIO E’ LUNEDI’
2 luglio 2012 – Segrate (Milano)
Circolo Magnolia – Circonvallazione Idroscalo, 41

HOT CHIP
+ KURT VILE AND THE VIOLATORS
+ DRY THE RIVER
+ BRETON

Ingresso: 20 euro+d.p.
Apertura porte: 18,30
Prevendite disponibili: www.vivaticket.it, www.ticket.it, www.mailticket.it, www.ticketone.it

HOT CHIP
Dopo anni d’attesa tornano finalmente gli Hot Chip per presentare il nuovo album In Our Heads. Registrato a Londra e prodotto dalla band insieme a Mark Ralph, In Our Heads è il seguito dell’inebriante One Life Stand del 2010, e il loro primo album per Domino. In Our Heads sarà disponibile dall’11 Giugno (in UK) su CD (WIGCD293), LP (WIGLP293) e digitale (WIG293D). Ci sarà anche un’edizione speciale dell’album in doppio vinile con un bonus artworked 7” contenente un brano esclusivo. Il singolo Night And Day(video diretto da Peter Serafinowicz) disponibile dal 5 Giugno, l’album In Our Heads dal 12 Giugno. Il video vede la presenza di Terence Stamp, Reggie Watts, Lara Stone e ovviamente degli Hot Chip. Tra le altre novità, il brano Boy From School è stato utilizzato in un episodio dei Simpsons (‘A Totally Fun Thing Bart Will Never Do Again’).

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KURT VILE
Kurt Vile arriva in Italia con i suoi Violators dopo anni di attesa per presentare il quarto album della sua carriera Smoke Ring For My Halo, capolavoro che lo ha consacrato come uno dei più grandi e originali cantautori della sua generazione, e il nuovo ep SO OUTTA REACH uscito a fine 2011 sempre per MATADOR Records.

Già dalle atmosfere evocate da Baby’s Arms, brano di apertura dell’ultimo album, è evidente quanto Smoke Ring For My Halo sia familiare e inedito allo stesso tempo. Una dimostrazione di come Kurt possa utilizzare metodi e suoni logori per ottenere però dei risultati che sono emozionalmente e musicalmente tutt’altro che ovvi. Ci troviamo di fronte un album, difficile da catalogare, che contiene evidenti tracce del passato ma che non perde tempo prezioso ad essere riverente verso di esso. Con il precedente Childish Prodigy (2009) Kurt era stato paragonato a Leonard Cohen, Tom Petty, Psychic TV, e Animal Collective, ed oggi forse potremmo trovare dei rimandi ad un mondo sonoro che spazia dai Suicide, Leo Kottke, My Bloody Valentine, Bob Seger sino a Nick Drake. Tuttavia Kurt è in grado di unire tutte queste disparate e varie fonti d’ispirazione in modo talmente naturale e affatto pretenziosoda rendere inutili tutti i paragoni.
Da pochi mesi ha visto la luce So Outta Reach, una collezione di 5 brani registrati durante la session di Smoke Ring For My Halo ma non utilizzati nell’album che contiene anche una versione di ‘Downbound Train’ di Bruce Springsteen.

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[/one_half]DRY THE RIVER
Freschi di pubblicazione di uno degli esordi migliori dell’anno, il quintetto londinese arriva in Italia per una data per presentare il bellissimo Shallow Bed.
Dry The River è il nome di un quintetto londinese nato nel 2009. Grazie a due EP, si sono fatti notare dalla Sony (che li ha messi sotto contratto) ed hanno fatto parlare di loro tutta la stampa britannica, NME e BBC Radio (che li ha inseriti anche nella lista dei nomi da tenere d’occhio per il 2012) compresi.

Il disco è stato registrato negli Stati Uniti con il produttore Peter Katis (già al fianco di The National, Interpol e Fanfarlo) e assorbe diverse sonorità proprio dal panorama folk e indie-rock americano, con la voce del cantante Peter Liddle (paragonato da molti a Brandon Flowers dei Killers) in primo piano. Riferimenti: Fleet Foxes e Arcade Fire.

BRETON
Breton è una specie di autopsia audio-visiva, decostruisce e riassembla la cultura popolare. Di derivazione squat, inizialmente i Breton si sono formati per produrre film senza però trovare posti accessibili per esibirsi e permettere al collettivo di registrare.
Di base a The Lab, una banca di Kennington convertita in un centro creativo dove i cinque membri ora vivono e lavorano, i Breton sono immersi tutto il tempo nella musica e nella realizzazione di pellicole.

Il loro album di debutto ‘Other People’s Problems’ è autoprodotto – un avvincente mix di pop, inquietante hip-hop e heavy electronica – la band ha preso con sè il suo fragile Lab-recording digitale ed è volata negli idilliaci studi Islandesi dei Sigur Ros per dare calore e peso all’album. Hauschka ha registrato gli archi, Thomas Hein dei These New Puritans e la leggenda dell’Hip Hop Harry Love hanno compiuto il loro dovere nel mixaggio di tre tracce. I Breton sono: Roman Rappak, Adam Ainger, Ian Patterson, Daniel McIlvenny e Ryan McClarnon.

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