Un’eco dal Giappone a Monza: lo spettacolo di Taiko del SayuriShinDo di Firenze

Un’eco dal Giappone a Monza: lo spettacolo di Taiko del SayuriShinDo di Firenze

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Data
16/11/19 - 21:00 - 23:00

Locale
Teatro Triante
Monza
(Monza e Brianza)

Genere


Info

Il 16 novembre alle ore 21 sul palco del Teatro Triante di Monza in Via Duca D’Aosta 8 i membri del SayuriShinDo di Firenze incanteranno la platea con inedite performance di Taiko impreziosite da esibizioni di Karatè e Danze di ispirazione orientale.

Questa rappresentazione di Taiko è come una coinvolgente e spettacolare cavalcata, un’incalzante succedersi di suoni sia forti e decisi che lievi e delicati. Un’esibizione dove i corpi disegnano suggestioni indimenticabili e i suoni riecheggiano non solamente nelle orecchie, ma anche nel cuore e negli occhi degli spettatori che sono conquistati dagli agili e vigorosi gesti degli artisti in scena.

Per questo spettacolo il SayuriShinDo ha attivato sinergie con diverse realtà del territorio lombardo tra cui: l’Associazione Culturale Giappone in Italia, il Centro culturale giapponese Tozai Giappone a 360 gradi, l’Associazione Giapponese del Nord Italia tutte e tre di Milano, l’Aikido Shinsei di Lissone, la Palestra La Baita e la Palestra Ronin di Monza.

Il gruppo SayuriShinDo

Il fascino che molti provano per l’Oriente ed in particolar modo per il Giappone deriva, nella maggior parte dei casi, dall’aver visto o sentito raccontare di un mondo dalle tradizioni, dai costumi e dal tessuto sociale profondamente diverso da quello europeo ed italiano in cui viviamo.

Proprio in provincia di Firenze, precisamente fra Pontassieve e Fiesole si allena un gruppo di ragazzi che ha scelto di dedicarsi e approfondire una pratica tipicamente Giapponese per poi proporla al pubblico con spettacoli e workshop: il Taiko, termine che indica tipici tamburi giapponesi che fin dall’antichità venivano suonati nelle cerimonie religiose e in particolari occasioni della vita civile; anticamente, persino i confini di una regione venivano tracciati dove si perdeva l’eco dei tamburi suonati al suo interno. 

Oggi in Italia ed Europa sono presenti pochissimi gruppi di Taiko tra cui il SayuriShinDo (letteralmente Via del Piccolo Giglio del Cuore), il cui nome fa esplicito riferimento al giglio fiorentino. Incluso nel Kikai Dojo il gruppo SayuriShinDo, che ha mosso i suoi i primi passi seguendo le orme della scuola del Kyoshindo – primo gruppo italiano di Sosaku Taiko (Taiko da spettacolo) impegnato nella comunicazione e diffusione di questa disciplina sia nei suoi aspetti tradizionali che in quelli innovativi – oggi spinge la propria ricerca verso performance sempre più sinergiche e scenografiche.

Da oltre 10 anni, sotto la guida, prima, del Maestro Daniele Agresti e poi, del suo allievo nonché musicista Duccio Bonciani, i membri del SayuriShinDo, tra cui il monzese Leone Guglielmo Mingozzi, propongono al pubblico performance di Taiko pubblico

Non è possibile, infine, descrivere questo gruppo senza soffermarsi sul concetto di “Via” (Do in Giapponese): l’attività che viene portata avanti dal SayuriShinDo, infatti, non è un semplice percorso artistico finalizzato alla produzione di eventi e spettacoli, attraverso lo studio del Taiko, del Karatè e delle Danze, i suoi componenti affrontano un costante e continuo lavoro sul sé ed in particolar modo sulla scoperta del proprio corpo e dei propri pensieri, favorendo l’unione fra queste due parti dell’Essere.

L’unione mente corpo è un percorso progressivo ed impegnativo che porta ogni allievo a creare armonia dapprima all’interno e quindi con il mondo che lo circonda.

Il Taiko, da tradizione giapponese a spettacolo internazionale

Il Taiko fa parte della cultura tradizionale giapponese. Usato da tempo immemorabile nelle zone rurali del Giappone durante i Matsuri (feste) per mostrare rispetto per gli Dei (Kami) ed ottenere buoni raccolti, viene anche usato quotidianamente dai monaci per la meditazione e la preghiera.

Suonare il tamburo giapponese è dunque molto di più che eseguire ritmi in sequenza, è pratica quotidiana, mettersi in gioco, migliorarsi e comunicare con l’altro. È riflettersi sulla pelle del tamburo (che in Giappone viene appunto chiamata Kagami, ovvero specchio) e lasciare che ogni tamburo rifletta la persona che lo suona.

Ogni Taiko è fatto a mano, creato artigianalmente: il legno utilizzato per creare il corpo deve essere stagionato molti anni e preparato con cura, la pelle lavorata deve subire speciali trattamenti, le bacchette usate per suonare (dette bachi pronuncia baci) si distinguono per lunghezza e tipo di legno impiegato. Ogni particolare è attentamente studiato e contribuisce alla creazione di un suono unico e irripetibile

Dal periodo seguente alla II Guerra Mondiale il Taiko ha subito una grande trasformazione che lo ha portato sui più importanti palchi del mondo: radicalmente evoluto dalla forma folcloristica e tradizionale, si è affermato in tutti i Paesi occidentali diventando una vera e propria forma di spettacolo teatrale. Un gruppo fra tutti, i Kodō che sono senza dubbio il complesso percussionistico di taiko più conosciuto e stimato ed è considerato ambasciatore delle performance di taiko al di fuori dei confini del Giappone. 

Per informazioni e acquisto biglietti per lo spettacolo
visitare il sito www.kikai-dojo.it  oppure rivolgersi alle rivendite:
TOZAI – Giappone a 360 gradi – Milano Via Pacini 93
Aikido Shinsei – Lissone Via Volturno 3
Palestra La Baita – Monza Via Solferino 5
Palestra Ronin – Monza Via Gerolamo Savonarola, 19


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