SNAPCASE in concerto: i maestri dell’hardcore incendieranno Milano sabato 3 luglio per un’unica data
giugno 30, 2010 by admin
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Snapcase
E’ per questo sabato l’appuntamento con l’unica data italiana degli Snapcase – 3 luglio ai Magazzini Generali di Milano – in occasione della loro recente ed attesa reunion. A 5 anni dallo scioglimento, tornano in Europa per pochissime, esclusive date. L’attesa è enorme come dimostra il profilo “twitter” della band, subissato di richieste da parte di centinaia di fan europei dato che le poche date europee sono già quasi sold out dappertutto.
Snapcase torneranno con la loro straordinaria carica di hardcore ‘new school’, miscelato in maniera unica con sonorità metal e punk, che li ha resi uno dei gruppi portanti per il panorama hardcore mondiale durante tutti gli anni ‘90 e primi ‘00 e considerati fra gli evolutori del genere.
Nascono a Buffalo (nello stato di New York) sul finire degli anni ‘80, quando la seconda generazione hardcore (Youth Crew) viveva la sua massima espressione, con il nome di Solid State. Alfieri del movimento Straight Edge e fra i primi gruppi ad aver firmato per Victory Records (etichetta cardine per l’intera scena hardcore mondiale) si sono da subito distinti dalla “massa” per le loro composizioni mai scontate e la loro carica ed energia on stage.
La consacrazione di questa band arriva nell’anno 2000 con l’uscita dell’album “Design For Automotion”, seguito nel 2002 dall’ottimo “End Transmission”. L’attività live della band di Buffalo è sempre stata un elemento fondamentale quanto la composizione di nuove canzoni; infatti Snapcase partecipano per diverse edizioni sia al Vans Warped Tour che al Deconstruction Tour, oltre ad avere all’attivo centinaia di live in tutto il globo.
SNAPCASE + Guest
03-07-10 | Magazzini Generali – Milano
Open h 20:30 | Start h 21:30 | 20 € + d.d.p.
Prevendite: www.ticketone.it www.vivaticket.it www.ticket.it
Per informazioni www.hubmusicfactory.com
La settimana di SHERWOOD festival (Padova) è con i live di Baustelle, Dente e Teatro degli Orrori
SHERWOOD FESTIVAL 2010
PADOVA | PARK NORD STADIO EUGANEO
MERCOLEDÌ 30 GIUGNO: TEATRO DEGLI ORRORI
VENERDÌ 2 LUGLIO: BAUSTELLE
SABATO 3 LUGLIO: DENTE
3 i concerti del palco principale per questa settimana di Sherwood Festival: si parte con la carica oscura e dirompente dei Teatro degli Orrori, passando per l’attesissimo live dei Baustelle in tour per presentare il loro quinto album, per finire con la poesia in musica di Dente, nome emergente della musica indipendente italiana.
SHERWOOD FESTIVAL 2010
Settimana di grandi live a Sherwood festival, 3 occasioni in più per dimenticare la vicenda mondiali…Si parte alla grande mercoledì 30 giugno con l’esibizione di Pierpaolo Capovilla e i suoi Teatro degli Orrori: rock applicato alla canzone d’autore, poesia lucida, passione sociale, musica per chi ha voglia di riflettere. La band non mancherà di proporre al pubblico brani estratti dall’ultimo disco ‘A Sangue Freddo’, un album “politico” fino in fondo, attento alle contraddizioni sociali dell’Italia d’oggi; un disco ricco di collaborazioni, tra cui spicca quella con uno dei gruppi più “caldi” e blasonati del momento, i Bloody Beetroots: apparentemente lontani dal mondo della band, ma capaci di mettere in collisione il rock de Il Teatro degli Orrori con suoni mai sperimentati prima con un risultato inedito. In apertura di serata il bombardamento sonoro di Bologna Violenta, pseudonimo dietro cui si cela quel ‘matto genialoide’ (come è stato definito) di Nicola Marzan, polistrumentista, già al lavoro con gli Offlaga Disco Pax, gli stessi Teatro degli Orrori e Ligabue. Il suo ‘Il Nuovissimo Mondo’ è un disco fuori dai soliti canoni, composto da 23 brani molto brevi in cui vengono alternate parole quasi recitate a sferzate elettriche/elettroniche a metà strada fra rock e techno-hardcore.

Baustelle
Si procede venerdì 2 luglio con una delle band più innovative, raffinate e di spessore del panorama musicale italiano ovvero la formazione toscana dei Baustelle, in tour per presentare il loro quinto album in studio ‘I Mistici dell’Occidente’ (produzione di Francesco Bianconi dei Baustelle insieme all’ingegnere del suono irlandese Pat McCarthy dei R.E.M.): un disco decisamente chitarristico, dal suono meno omogeneo, compresso e potente di quello messo in mostra sui precedenti lavori. Il gruppo nasce nella seconda metà degli anni 90 ed è del 2000 l’esordio discografico che ottiene subito importanti riconoscimenti e apprezzamenti di pubblico e critica, affascinati da quel mix di canzone d’autore francese e italiana, elettronica, new wave, colonne sonore anni sessanta/settanta e bossa nova. Da allora, tra premi, partecipazioni illustri e nuovi dischi, l’ascesa della band non si è mai fermata.
Sabato tocca a un altro grande interprete del cantautorato italiano, il nome emergente della musica indipendente, ovvero Dente (Giuseppe Peveri), trentaquattrenne originario di Fidenza. A Sherwood porterà i brani dell’ultimo e aprrezzatissimo disco ‘L’amore non è bello’ (Ghost Records, 2009) – miglior album indipendente italiano e finalista al Premio Tenco 2009 – oltre alle canzoni che lo hanno fatto conoscere ai più, come le ballate contenute nel secondo album ‘Non c’è due senza te’ (2007), ristampato pochi mesi fa, dopo essere esaurito da lungo tempo. Cantautore dalle grandi potenzialità – paragonato a nomi come Battisti, Rino Gaetano e De Andrè, per la freschezza delle liriche, le atmosfere e le ispirazioni – i pezzi di Dente sono una miscela di ironia, malinconia, sarcasmo, minimalismo e poesia e i suoi dischi ricchi di collaborazioni preziose come Afterhours, Bugo, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Cesare Basile …
Teatro degli Orrori | mercoledì 30/6 | Open h 20 | € 10 + ddp
Baustelle | venerdì 2/7 | Open 20 | € 15 + ddp
Dente | sabato 3/7 | € 1
Per informazioni: www.sherwood.it/Sherwood-Festival-2010
Di seguito i prossimi concerti del palco principale:
09-07-10 | Bad Brains (data unica italiana, formazione originale) | 20 € + ddp
10-07-10 | Vinicio Capossela (data unica Nord Est) | 20 € + ddp
14-07-10 | Ska-p (unica data Nord) + Gogol Bordello (apertura h 17) | 22 € + ddp
16-07-10 | Simone Cristicchi |10 € + ddp
17-07-10 | Motel Connection | 12 € + ddp
Frequenze Disturbate: il 30 e 31 Luglio 2010 a Urbino
Associazione culturale Musicutopia in collaborazione con DNA concerti presenta, con il contributo e il sostegno della Città di Urbino e la collaborazione di ECSTRA, Ass.Cult. Notturno MusicALE, Territoriomusicale
Frequenze Disturbate 2010
3o e 31 luglio 2010 – Urbino – Piazza Rinascimento
BAUSTELLE
venerdì 30 luglio 2010
biglietti: 20 euro+d.p
KINGS OF CONVENIENCE
sabato 31 luglio 2010
25 euro+d.p
In un contesto splendido ed unico, nel cuore della città rinascimentale torna l’appuntamento con Frequenze Disturbate.

Baustelle
Il 30 luglio i Baustelle saranno i protagonisti della prima serata del festival Frequenze Disturbate 2010 a Urbino.
Accompagnati sul palco da Alessandro Maiorino (basso), Ettore Bianconi (tastiere), Diego Palazzo (chitarra), Paolo Inserra (batteria)e dal polistrumentista Roberto Romano (flauti, clarinetti, sax, glockenspiel, percussioni), Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini presenteranno al pubblico di Urbino brani tratti dall’ultimo album “I Mistici dell’Occidente” e alcuni dei loro successi del passato.
“Mistici dell’Occidendete””(Atlantic/Warner Music), quinto album dei Baustelle, è entrato subito nella top 10 dei dischi più venduti, riscuotendo ampi consensi di critica e di pubblico e confermando i Baustelle una delle realtà più interessanti del panorama musicale italiano. Dopo il tutto esaurito dei concerti esclusivi con l’orchestra a Roma, Milano, Torino e Firenze, e la loro partecipazione al concerto del 1 maggio, i Baustelle arrivano anche ad Urbino.
Intanto è in radio ”Le rane”, il secondo singolo tratto dall’album, uno tra i brani più autobiografici in cui il racconto diventa anche letteratura e analisi di costume.
È inoltre in rotazione nelle principali emittenti televisive musicali il video di “Le rane”. Il video ha come riferimento estetico principale la scena finale del film “I 400 Colpi” di Francois Truffaut ed è stato realizzato in due giorni. Le riprese sono state effettuate nella riserva naturale di Torre Guaceto (Brindisi), a San Vito dei Normanni (Brindisi) e nella fiera del Levante a Bari con il sostegno di Apulia Film Commission.
www.baustelle.it/
KINGS OF CONVENIENCE
Il duo norvegese che ha incantato il mondo e raggiunto le vette delle classifiche di tutto il globo con i singoli Misread e I’d Rather Dance with You, estratti dal celebre album Riot on an Empty Street, arriva ad Urbino per presentare il nuovo bellissimo album DECLARATION OF DEPENDENCE uscito per EMI alla fine del 2009.
Il terzo album dei Kings Of Convenience, Declaration Of Dependence, é un disco meraviglioso per diverse ragioni. Per prima cosa, Eirik Bøe si trova ugualmente a suo agio nel parlare delle “idee serie” del disco così come nel ridere dei suoi momenti “bossanova intellettuali”, mentre Erlend Øye é chiaramente eccitato dall’aver realizzato “il disco pop più ritmico che sia mai stato fatto senza percussioni né batteria”. Secondo, non c’è nessuno che faccia dischi come loro. “Quando abbiamo iniziato avevamo paura di suonare come altri artisti”, dice Erlend. “Ma adesso ci sentiamo piuttosto soli”. Ma la cosa che colpisce di più di questo album é quanto potentemente ricordi che fare musica non é un gioco, non é qualcosa da prendere sottogamba: questo disco é parte di un quadro molto più ampio, una relazione lunga e complicata che conosce i suoi buoni e i suoi cattivi momenti. Per essere in grado di fare una musica così apertamente emozionale bisogna essere pronti a mettere in gioco molto di sé, e a sviluppare l’abilità di essere brutalmente onesti circa le proprie idee. Declaration Of Dependence vede i Kings Of Convenience – due personalità molto diverse – afferrare il potere che hanno insieme e li sorprende ad ammettere quanto abbiano bisogno l’uno dell’altro per fare la musica che vogliono davvero fare. Un’onestà come questa non è comune nella musica pop.
Toccante come vi aspettate, con brani come Second To Numb, Rule My World e 24-25, perfette come nulla che abbiano scritto finora. Declaration Of Dependence marca anche l’inizio di una nuova era per il duo. Il disco ha iniziato a prender forma nel febbraio del 2007, quando i due si sono ritagliati il tempo per una vacanza in Messico insieme. Il mese successivo hanno suonato insieme un concerto per la prima volta in più di due anni. E hanno sentito subito, insieme, la sensazione che c’era un altro disco da fare. “Davvero”, dice Eirik. “Non avevamo scelta”.
Eirik and Erlend ora vivono di nuovo a Bergen, con Erlend che ha traslocato dopo aver trascorso 5 anni a Berlino (“Volevo stare in un posto dove potessi camminare e camminare e camminare”, dice ora della sua città adottiva. “Volevo perdermi in una città meravigliosa”). “’C’é tanto dolore creativo quando stiamo insieme”, dice Erlend. “La persona meno entusiasta tra tutte quelle che conosciamo é sempre l’altro. Vogliamo sempre che l’altra persona venga fuori con un’idea e che quell’idea sia superinnovativa!”. “Il modo in cui lavoriamo”, dice Eirik, “é quello di lasciare che le cose si muovano naturalmente, e molto lentamente. I processi attraverso cui passiamo sono molto selettivi, il ché vuol dire che le canzoni che alla fine buttiamo fuori sono solo quelle che sono sopravvissute ai durissimi meccanismi di critica che ci presentiamo continuamente l’un l’altro. Bisogna essere capaci di lasciare andare alcune cose, é un po’ come uccidere un proprio caro, ed é qualcosa che non smette mai di far male”.
Read More:
www.dnaconcerti.com
www.kingsofconvenience.com
PREVENDITE:
www.ticketone.it
call center 892 101
FREQUENZE DISTURBATE:
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info : musicautopia@hotmail.it info@frequenzedisturbate.it
INFOLINE: 3383562780 3356639003 3890564831 .
Reportage Live: FLOGGING MOLLY in concerto a Milano

L’Alcatraz si tinge di verde in questo caldo martedì estivo milanese per l’unico show italiano dei Flogging Molly. L’irish-punk band statunitense, reduce della prestazione clamorosa di un anno fa al Rock In Idro, offrirà ai moltissimi fans accorsi al locale uno show completo che si trasformerà in una vera e propria festa. In apertura i milanesi Andead, band che nel giro di un paio di mesi avrò visto 4 o 5 volte e che ogni volta mi convince sempre di più con la sua dose di punk rock con venature rockabilly. I pezzi del debutto discografico “Hells Kitchen” dal vivo coinvolgo bene la folla che pian piano si accalca sempre di più nelle prime fila.
Sono le 21 e 45 quando i Flogging Molly fanno il loro ingresso sul palco e fin dalle prime note di “Paddy’s Lament” partono le danze che riscaldano all’inverosimile la temperatura all’interno del locale nonostante ci fossero i condizionatori accesi. Dave King e combriccola appaiono in forma strepitosa e i suoni eccellenti fanno il resto per rendere il concerto di stasera memorabile. Il set proposto stasera pesca in maniera eterogenea dai quattro studio albums della band, ma è durante i pezzi di ”Drunken Lullabies” che si raggiunge il non plus ultra della serata quando tutti i presenti scatenano pogando e ballando sulle note della titletrack, di “Rebels Of The Sacred Heart” e di “What’s Left Of The Flag”. La band non smette un secondo di ringraziare il fans per l’accoglienza e le ovazioni riservate alla band stasera, e Dave King si diverte pure a dedicare “Float” alla nazionale di calcio del Sud Africa, rea di aver eliminato proprio quel giorno i tanto odiati francesi al Mondiale di Calcio. Il concerto scorre via rapidamente e dopo quasi due ore ci si ritrova ai saluti finali affidati all’immancabile “Seven Deadly Sins” che viene ballata e cantata dai presenti con le ultime forze rimaste. Poco altro da aggiungere: i Flogging Molly stasera hanno dato vita ad un concerto perfetto che rimarrà a lungo nei cuori di tutti i presenti. Se in studio se la giocano con i Dropkick Murphy’s, dal vivo non ci sono paragoni: i Flogging Molly sono la miglior Irish Punk band del pianeta.
SETLIST:
1. (No More) Paddy’s Lament
2. The Likes Of You Again
3. Swagger
4. Requiem For A Dying Song
5. Every Dog Has Its Day
6. The Worst Day Since Yesterday
7. Drunken Lullabies
8. You Won’t Make a Fool Out of Me
9. Man With No Country
10. The Wanderlust
11. Us of Lesser Gods
12. Factory Girls
13. Float
14. Punch Drunk Grinning Soul
15. Tobacco Island
16. Rebels of the Sacred Heart
17. Devil’s Dance Floor
18. If I Ever Leave This World Alive
19. Salty Dog
20. The Lightning Storm
21. What’s Left Of The Flag
Encore:
22. The Wrong Company
23. Black Friday Rule
24. The Seven Deadly Sins
LAGWAGON e NO USE FOR A NAME in agosto in concerto a Milano e Rimini
giugno 27, 2010 by admin
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No Use for a Name
Una news riguardo al tour di agosto della coppia d’assi del punkrock americano Lagwagon e No Use for a Name: alla data di Rimini del 10 agosto si è aggiunta quella di Milano, l’11 agosto al Circolo Magnolia di Segrate.
Sono quindi 2 le date del tour italiano di questi mostri sacri dell’hardcore punk californiano, tanto in voga negli anni 90. E’ da 12 anni (dal lontano Warped tour 98) che Lagwagon e NUFAN non si esibivano insieme in italia. Un appuntamento unico che farà felici migliaia di fan vecchi e nuovi.
Le due band, colonne portanti della Fat Wreck Chords (etichetta punk di culto fondata da Fat Mike dei NOFX), sono uscite due anni fa con i loro rispettivi ultimi lavori, poi una serie di fortunatissimi live set acustici con Joey Cape dei Lagwagon e Tony Sly dei No Use for a Name rafforzano il legame fra i due leader che decidono di ripetere la positiva esperienza ma con le loro rispettive band creando un package incredibile.
LAGWAGON
www.myspace.com/lagwagon
Ultimo EP Ufficiale: “I think my older brother used to listen to Lagwagon”(2008)
NO USE FOR A NAME
www.myspace.com/nouseforaname
Ultimo disco ufficiale “The feel good record of the year” (2008)
Una nascita e un passato in comune, sulle spiagge californiane e sulle note dei Bad Religion, ha visto da sempre Lagwagon e NUFAN vivere una storia “a braccetto” sia come genere musicale che stile di vita: quando nella stagione d’oro dell’hardcore melodico californiano insieme allo skate rappresentavano una vera e propria corrente generazionale capace di influenzare pesantemente decine di band.
Lagwagon + No Use for a Name + guest
10-08-10| Velvet club – Rimini | € 22 in prevendita, € 25 alla porta
11-08-10 | Circolo Magnolia – Segrate (MI) | € 10
Info: www.hubmusicfactory.com
The BLACK KEYS – Brothers
giugno 27, 2010 by Vittorio Lannutti
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The Black Keys - Brothers
V2
Non c’è che dire “Brothers” è uno dei migliori dischi del 2010, almeno per questi primi cinque mesi. Va bene, questa potrebbe essere la conclusione della recensione e, invece, no, ho preferito dare questo giudizio all’inizio, perché in linea con la loro attitudine hardcore, apprezzo molto l’inclinazione all’essere chiari e diretti, senza tanti fronzoli. Così come vi dico subito che “Brothers” è un disco di soul-blues della miglior specie. Non si tratta tanto del famoso vintage, quanto proprio del fatto che il duo Usa suoni proprio questo genere, non meno di quanto facciano, sempre a modo loro, Jack White e Mick Collins.
“Brothers” è intriso di sonorità che arrivano direttamente dai primi anni ’70, in questo lavoro, infatti, Carney ed Auerbach hanno lasciato da parte la loro passione per l’hip hop, attenendosi strettamente alle matrici delle dodici battute e alla musica dell’anima. Tuttavia, in questi quindici brani non mancano sensualità (“The go getter”) e ritmo (“Sinister kid”). Gli anni ’70 poi irrompono in particolare anche con l’hammond di “The only one” e con la zeppeliana “She’s long gone”, brano che fa da contraltare alla bucolica e younghiana “These days”, mentre se in “Everlasting light” il duo si reinventa il proto-rap nel ritmo con un falsetto da far invidia ai White Stripes, in “Howlin’ for you” le ascendenze blues dei seventies sono le stesse della miglior Blues Explosion. Che altro aggiungere se non sperare di vederli al più presto dal vivo.
La line-up definitiva di Benicàssim (15 – 18 Luglio, Spagna)
Con le ultime conferma, si completa anche il tabellone del Festival Internacional di Benicàssim, che quest’anno si svolgerà da giovedì 15 a domenica 18 luglio nell’arena concerti di Benicàssim (Castellòn, Spagna).
I quattro headliner di questa edizione saranno Gorillaz, Prodigy, Kasabian e Vampire Weekend; oltre a loro altri nomi di spicco sono quelli di Goldfrapp, Echo & The Bunnymen, Ash, PiL, Charlotte Gainsbourg, Hot Chip, Julian Casablancas, Mumford & Sons, Calvin Harris, Yacht, Cut Copy, Klaxons, Dizzee Rascal, Efterklang, Foals, Dirty Projectors, Four Tet, Temper Trap, The Cribs e Two Door Cinema Club.
Di seguito, l’elenco di tutti gli artisti presenti al FIB Heineken 2010, divisi per singole giornate:
GIOVEDÌ 15: Benga, Brendan Benson, Broken Bells, Charlotte Gainsbourg, Chin Yi, Cohete, Dirty Projectors, El Hijo, Jack L, Joris Voorn, Kasabian, Love of Lesbian, Magnetic Man, The Paris Riots, Phil Kieran, Puggy, Ray Davies, Scratch Perverts, Skream, Southern Arts Society, Temper Trap;
VENERDÌ 16: Alondra Bentley, Boys Noize, Calvin Harris, Cola Jet Set, Delorentos, Fionn Regan, Goldfrapp, The Haçienda Night featuring Graeme Park DJ Pierre and Justin Robertson, Hot Chip, Ilegales, JJ, Julian Casablancas, Mumford & Sons, Peter Hook performing ‘Unknown Pleasures’, DJ Shadow, Sr. Chinarro, Timo Maas, Triángulo De Amor Bizarro, Vampire Weekend, Yacht & The Straight Gaze;
SABATO 17: Aaron Wright And The Aprils, Alex Under, Ash, Bigott, Clientele, Cribs, Cuchillo, Cut Copy, Daedelus, Four Tet (live), Gentle Music Men, Ian Brown, Japanese Popstars, Jonston, Klaxons, Motor, PiL, Prodigy, Ruskins, Ryan Sheridan, Specials, Sunday Drivers;
DOMENICA 18: Courteeners, Dizzee Rascal, Echo & The Bunnymen, Efterklang, Ellie Goulding, Foals, Funkagenda, Gorillaz, I Blame Coco, Jack Beats, Kidd Ross, Leftfield, Lily Allen, Lindstrøm & Christabelle, Marcus Doo & The Secret Family, Midnight Juggernauts, Parade, Pinker Tones, Prins Thomas, Standstill, Two Door Cinema Club, Yuksek.
Per ogni altra informazione: www.fiberfib.com
A MAROSTICA il grande jazz con GOTAN PROJECT, CÈLIA MARA e SARAH JANE MORRIS
giugno 26, 2010 by admin
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In Piazza degli Scacchi, il 29 e 30 giugno e il 1 luglio, il programma firmato da Veneto Jazz
Ritorna il grande jazz a Marostica (VI) con tre giorni di spettacolo. Grazie alla collaborazione con Veneto Jazz che firma uno dei festival più accreditati della scena italiana, l’Assessorato al Turismo della città propone la musica live in Piazza degli Scacchi martedì 29 giugno, mercoledì 30 giugno e giovedì 1 luglio.
Star del cartellone i Gotan Project, pionieri del tango elettronico, che ritornano in Italia con un nuovo album e tour, Tango 3.0. Davvero unici e incredibilmente popolari, con i tre precedenti dischi hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Dopo la Revancha del Tango, capolavoro delle hit internazionali, e Lunatico, aperto alle influenze jazz, una nuova occasione per ballare sulle note sinuose della musica argentina unita alle sonorità elettroniche. Tango 3.0 inaugura per i Gotan Project una visione del mondo elegante e visionaria che non si limita ad invocare lo spirito di Buenos Aires, ma si apre al respiro del Mississippi e del blues del suo delta. Da New Orleans a Nashville passando per i vicoli di New York, nell’album trovano spazio le collaborazioni più disparate: dalla voce emozionante di Cristina Villalonga al bandoneòn del maestro Melingo passando per l’Hammond del leggendario Dr. John fino alla partecipazione di Victor Hugo Morales, un mito nell’immaginario mondiale per aver commentato, con il suo magico urlo, l’incredibile goal di Maradona all’Inghilterra nei mondiali del Messico nel 1986. Nel singolo La Gloria, il commentatore sportivo argentino trasforma il suo classico e interminabile “Goooooooool!” in un inaspettato e potentissimo “Gooooooooooo-tan!”. Il gruppo parigino formato da Philippe Cohen Solal, Eduardo Makaroff e Christoph H. Muller si riconferma capofila di una scena dance originale ed elegante, con i suoi coinvolgenti e raffinatissimi live. In scena, una formazione di dieci elementi e tutto l’emozione di un pubblico che i protagonisti vogliono in piedi e danzante (martedì 29 giugno, ore 21.30, ingresso 35,00 euro).

Gotan Project
La seconda serata è dedicata alla world music con Cèlia Mara, artista emergente, anche se poco conosciuta in Italia. Una voce androgina e scura, dalle mille sfumature, e un funk urbano lavorato da batterie elettroniche sono gli ingredienti della musica di questa brasiliana del Minas Gerais, che lei stessa definisce, coniando un neologismo da terzo millennio, “bastardista”: suono ballabile, che piace al grande pubblico, ma raffinato e cosmopolita. Delle sue origini sudamericane la cantautrice usa la poliritmia, l’assoluta disinvoltura nell’impastare stili e codici, una certa saudade che si traduce in lamenti blues, non formalmente codificati. In Austria, dove risiede, ma anche in Germania, è un personaggio di culto, tanto che il suo album Santa Rebeldia è stato acclamato come una delle uscite più interessanti dell’anno (mercoledì 30 giugno, ore 21.30, ingresso libero).
Chiude la manifestazione una delle voci più affascinanti della scena soul-jazz internazionale, Sarah Jane Morris. La più black delle cantanti inglesi, sempre più coinvolgente ed appassionata nelle sue esibizioni, presenta un repertorio di cover di classici, rielaborate magistralmente secondo uno stile personale e originale. Fra pop, blues, soul, funk, i must della sua carriera, come “Me and Mrs Jones”, nella ormai celebre versione bosso nova di Marc Ribot, o il remake del successo di Thelma Houston “Don’t Leave Me This Way”. Dal pop dei Communards al repertorio di Brecht e Weill, fino al jazz e alla canzone d’autore, Sarah Jane Morris è un’artista sempre in evoluzione. Nota in Italia anche per una sua esibizione al Festival di Sanremo accanto a Riccardo Cocciante, è un’ospite affezionata di Veneto Jazz. A Marostica si propone nella formazione del quintetto, con Henry Thomas al basso elettrico, Kevin Armstrong alla chitarra, Tim Cansfield alla chitarra e Martyn Barker alla batteria (giovedi 1 luglio, ore 21.30, ingresso 15,00 euro).
Veneto Jazz Festival è organizzato in collaborazione con la Regione del Veneto e con il supporto di Fondazione Antonveneta ed Enel, main sponsor del festival. I concerti di Marostica sono realizzati grazie al supporto di Confcommercio (Mandamento di Marostica), Telemar, Hotel Ristorante La Rosina, Ristorante Al Castello Superiore, Minuzzo Pavimenti e Rivestimenti, Caron A&D, Ristorante Pizzeria LunaeLaltro, Osteria Madonnetta, Vimar, e alla collaborazione con l’Associazione Pro Marostica.
Biglietti:
Gotan Project – posto unico (in piedi) 35,00 euro + diritti di prevendita
Sarah Jane Morris Trio – intero 15,00 euro / ridotto 12,00 euro + diritti di prevendita
Célia Mara Band – ingresso gratuito
Prevendite:
Ticketone – www.ticketone.it
Boxoffice – www.boxol.it – tel. 041.2719090
Ufficio Pro Marostica – Piazza Castello, 1
Per informazioni :
Veneto Jazz – Tel. +39 0423 452069 – mob. +39 348 3297915
jazz@venetojazz.com – www.venetojazz.com
Reportage Live: PIXIES in concerto a Ferrara
giugno 22, 2010 by Serena Mazzini
Filed under Focus
“Ferrara sotto le stelle”: 6 Giugno, i Pixies
“I was trying to write the ultimate pop song. I was basically trying to rip off the Pixies. I have to admit it [smiles]. When I heard the Pixies for the first time, I connected with that band so heavily I should have been in that band — or at least in a Pixies cover band. We used their sense of dynamics, being soft and quiet and then loud and hard.”
Questa è una citazione di Kurt Cobain. Non mi piace citare gli altri ma sono ancora così emozionata, assuefatta, incredula dello spettacolo a cui ho potuto assistere che credo che nulla possa definire meglio i Pixies di questa citazione. Perché non stiamo parlando della rock band sfigata che passa mtv a tutte le ore. Non stiamo parlando dello scontanto- pseudo- intellettuale ed arrogante alternative rock italiano. Stiamo parlando di una delle band più importanti ed influenti della storia della musica. Stiamo parlando di arte. Di emozioni. Di cambiamenti. Perché, 20 anni fa, la musica l’hanno cambiata per davvero. 20 anni. Sono passati 20 anni dall’uscita di Doolittle. Eppure, quelle canzoni riescono ancora a lasciare un segno in che le ascolta.

Pixies
Ma veniamo a noi: il 6 giugno, all’interno della rassegna “Ferrara sotto le stelle”, si è tenuta l’unica data italiana del tour mondiale dei Pixies, atto per l’appunto a celebrare il ventennale di Doolittle. Credo di aver passato gli ultimi 6 mesi a fare il conto alla rovescia, rendendo partecipi coinquilini, nonna, cane, le cassiere della coop: sì, perché erano passati 6 anni, 6 anni dalla loro ultima esibizione in Italia e io, ai tempi, ero troppo piccola e con me, tante altre persone. Quindi potete capire che, quando ho saputo che avrebbero suonato, mi è tipo venuto un infarto. Così, sono partita 7 ore prima dell’inizio del concerto per la volta di Rovigo, per poi dirigermi verso Ferrara. Chi era presente immagino avrà avuto i miei stessi problemi a trovare un parcheggio, con l’ansia di arrivare tardi (in realtà mancavano 2 ore all’apertura dei cancelli, ma io sono apprensiva e devo avere sempre la situazione sotto controllo). Ed eccomi arrivare in piazza, una fila che non finiva più, la guardia di finanza che è arrivata a chiedere cosa stesse succedendo. Cosa vuoi che stia succedendo, suonano i Pixies, no? “Ah.”.
Con il cuore in gola e l’ansia a mille, sono entrata e , data la mia bassa statura, mi sono subito diretta verso le transenne, per poter stare davanti e vedere qualcosa. A parte il fatto che stimo tantissimo i due genitori che hanno portato i loro bambini, che avranno avuto al massimo 4 e 8 anni (e sapevano le canzoni quasi più di tanta altra gente), il pubblico era abbastanza eterogeneo: si passava dal quarantenne nostalgico, dalla quindicenne fighetta, al metallaro solitario, al punkettone con la cresta. E, che cazzo, sono i Pixies! Mettono tutti d’accordo.

E fu così che, dopo 3 ore in piedi spiaccicata contro le braccia sudate di quelli più alti di me, finalmente ho potuto iniziare a cantare, saltare e ballare perché, anche se si può far fatica a credere, dato che sono un gruppo di 50enni non troppo in peso forma, non hanno lasciato un solo secondo di respiro, iniziando subito con dei pezzi velocissimi, infilati uno dietro l’altro ed accompagnati da una grandiosa scenografia di luci e colori, le cui protagoniste erano delle sfere giganti made in IKEA. Grandioso il momento in cui si sono susseguite Monkeys gone to heaven, Hey e Gouge away. Le mie corde vocali ringraziano.
Che cosa di può dire di loro? Dei veri animali da palco, suoni nitidissimi, voci pazzesche, Black Francis che non si è mai scomposto, ha infilato un brano dopo l’altro, hanno ripercorso tutta la discografia, concedendosi anche alcuni brani da Trompe Le Monde, il loro ultimo album del ‘91 e la bellissima Winterlong di Neil Young.
Però, c’è un però. In un momento di esaltazione e comunicazione sinaptica tra il pubblico e la band, proprio quando la mia anima era lì lì per uscire dal corpo e raggiungere il nirvana da quanto stavo urlando, esce sul palco un tale Pietro e dice che, a causa di problemi di sicurezza, se tutti non fanno un passo indietro, sarà necessario sospendere il concerto. Ah, e ovviamente, dobbiamo cercare di non spingerci. Sì, vai tra! Siamo in 568365984653mila in una piazza e tu pretendi che facciamo un passo indietro e non ci spingiamo. La prossima volta esci e cerca il bosone di Higgs tra la folla, già che ci sei.
Nel frattempo Kim credo abbia raccontato una barzelletta, io ero impegnata a urlare di far finta di fare un passo indietro per poter sentire cosa dicesse. Mi era scesa davvero un sacco. Ma, da grandi artisti che sono, hanno salvato la situazione, affidando la ripresa a brani storici, come Is she weird, Wave of mutilation e Tame (con cui ho fatto quasi scappare la folla davanti a me, in quanto l’ho urlata tutta in growl). Ma è soprattutto con Vamos e Isla de encanta che hanno ristabilito una connessione mistica e spirituale con la folla, facendo saltare, ballare e cantare tutti. Io ero sconvolta dalla bravura, dalla precisione, dal tutto, cazzo. Sono dei mostri, dei fottuti mostri.
Hanno poi ovviamente fatto la finta di andarsene, per poi tornare con due brani unici, favolosi, indiscutibili: Where is my mind, eseguita da far venire la pelle d’oca, ancora più bella ed intima di quanto possiate mai immaginare su disco; ed Here comes your man, un degno finale per un grandioso concerto.
I Pixies se ne vanno, ma il pubblico rimane lì, felice, sudato, senza fiato e senza voce.
Chi è rimasto un po’ di più nella piazza, come me, ha avuto la fortuna di incontrare Kim che, sorridente, ha fatto foto ed ha autografato i biglietti a tutti.
“Questa è la nostra prima volta a Ferrara”, ha ripetuto ridendo dopo ogni canzone. Spero che ci sia anche una seconda.
Xabier Iriondo torna in concerto con gli AFTERHOURS per il Summer Tour 2010
giugno 21, 2010 by admin
Filed under Prossimi Concerti
Dopo la tournée teatrale di Marzo e Aprile gli Afterhours tornano alla carica con un live elettrico ad alta intensità rock nei migliori festival italiani.
Per l’occasione salirà sul palco con loro come ospite fisso Xabier Iriondo, storico chitarrista della band dal 1992 al 2001.
Dopo l’anteprima con uno speciale Reading di Ennio Flaiano, il 2 luglio alla Notte Rosa di Rimini (Corte degli Agostiniani), queste le prime date del tour estivo confermate:
10 Luglio – GENOVA – Villa Serra Blackout
16 Luglio – SANT’AGATA BOLOGNESE – Sonica Festival
19 Luglio – MILANO – Festival Carroponte
21 Luglio – ROMA – Rockinroma
11 Agosto – OFFIDA (AP)
13 Agosto SAN PANCRAZIO SALENTINO (BR) – Forum Eventi
18 Agosto – SIENA – Fortezza Medicea Festa del PD
ATTENZIONE: il tour estivo degli Afterhours rappresenta l’ultima possibilità di vedere la band di Manuel Agnelli fino all’estate del 2011.
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www.afterhours.it
www.myspace.com/weareafterhours






