Reunion dei BAD BRAINS: unica data italiana 9 luglio 2010
gennaio 30, 2010 by admin
Filed under Prossimi Concerti

Bad Brains
Hub Music Factory annuncia per il prossimo mese di Luglio una data che ha qualcosa di unico e leggendario, la reunion dei mitici Bad Brains!
I Bad Brains sono una seminale band del punk hardcore mondiale, nativi di Washigton sono una rartità in un mondo – quello punk e h.c – ad uso (quasi) esclusiuvo di teenager e giovani/adulti bianchi: i Bad Brains infatti sono tutti afroamericani!
Il loro suono nasce nel contesto del più caldo funk e dell’improvvisazione jazz fusion sul finire dei ’70s per poi virare su territori estremi, trovando una formula unica di hardcore viscerale ultra-veloce e “black”. Allontanati da tutti i club di Washington trovano rifugio a New York dove sposano la religione rastafari e virano sonoricamente verso il reggae.
Due loro dischi – quantomeno unici nel loro sound – “Rock The Light” e “Bad Brains” sono due album dove l’hc viene esaltato dalla immensa tecnica strumentistica della band, due dischi che sono pietre miliari del rock moderno e che hanno influenzato pesantemente musicisti come Beastie Boys, Red Hot Chili Peppers ,Smashing Pumpkins, Tool, No Doubt e Living Colour.
Oggi i Bad Brains tornano per una reunion che avrà dell’indimenticabile, ecco la formazione con cui saliranno sul palco
H.R. – voce
Dr. Know – chitarra
Darryl Jenifer – basso
Earl Hudson – bateria
www.myspace.com/badbrains
BAD BRAINS (reunion tour) ::: venerdì 9 Luglio 2010
A breve informazioni sulla venue, sul costo dei biglietti e sullo spettacolo
Prime conferme per il Festival spagnolo di Benicassim
Prime conferme dal Festival di Benicàssim: Prodigy, Kasabian, PiL, The Specials, Ian Brown, Dizzee Rascal.

Festival Internazionale Benicassim - dal 15 al 18 Luglio
La 16esima edizione del FIB Heineken – Festival Internacional de Benicàssim, che si svolgerà dal 15 al 18 luglio nell’arena concerti di Benicàssim (Castellòn, Spagna) – ha iniziato a prendere forma con i primi artisti confermati dal front-office; tra questi i nomi più altisonanti sono quelli di The Prodigy, Kasabian, PiL, The Specials, Ian Brown and Dizzee Rascal, una line-up stellare con alcuni tra i grandi pionieri della storia della musica pop e rock internazionale.
In attesa delle prossime conferme dal Festival, sono già in vendita nei circuiti tradizionali (per l’Italia Atrapalo.it) i biglietti per partecipare, sia l’abbonamento per i 4 giorni (che comprende il campeggio gratuito) che i biglietti per le singole giornate.
Per ogni altra informazione: www.fiberfib.com
Reportage Live: NILE protagonisti del Those Whom The Gods Detest Tour
gennaio 25, 2010 by Davide Merli
Filed under Focus
Prima tappa italiana per il Those Whom The Gods Detest Tour, che ha visto esibirsi nella stessa sera band del calibro di Nile, Grave, Krisiun, Corpus Mortale e Ulcerate.

Arriviamo giusto in tempo per vedere all’opera i Grave che, con il loro old school death metal di puro stampo europeo, scaldano a dovere la folla. Il quartetto svedese, nonostante 20 anni di rispettabilissima carriera, non ha mai saputo fare il passo finale per uscire dall’underground ma stasera ha comunque dimostrato di essere una garanzia dal vivo e di saper intrattenere a dovere un pubblico comunque molto coinvolto.
Successivamente è il turno dei Krisiun, terzetto brasiliano che dal vivo riesce ad esprimere una notevole potenza e che stilisticamente ricorda molto band come i Morbid Angel. Per quanto riguarda la loro performance, vale lo stesso discorso dei Grave: su disco magari non hanno mai entusiasmato in maniera eccessiva, ma dal vivo Camargo e i fratelli Kolesne sanno dare il meglio, regalando ai presenti una mezzoretta di puro death metal tritaossa.

Nile
Arriviamo dunque agli headliner ed attesissimi Nile, band che con dischi come “Black Seeds of Vengeance” e “In Their Darkened Shrines” ha saputo scrivere la storia del death metal post-millennio. Magari gli ultimi due lavori “Ithyphallic” e “Those Whom the Gods Detest” non brillano come i restanti album della loro discografica, ma bastano poche note di “Kafir” per esser letteralmente travolti dal muro sonoro della band americana, eccellente come sempre nel mescolare death metal ultratecnico ad intermezzi egiziani. Il pubblico accoglie con estremo entusiasmo le successive “Sacrifice Unto Sebek” e “Execration Text”, due vere e proprie scariche di note a velocità della luce. Dallas Toler-Wade, da anni oramai convertitosi in frontman dopo l’abbandono di Vesano, svolge il ruolo di prima linea in tutte le voci, lasciando la maggior parte degli assoli ad un Sanders invece più lontano dai riflettori.
La scaletta alterna pezzi nuovi o recenti come “Ithyphallic”, “Papyrus…” , “Permitting The Noble…” a pezzi più storici come ad esempio “Lashed To The Slave Stick” e la malefica “Sarcophagus”, assolutamente devastante nei suoi ritmi lenti e melmosi. Il concerto si chiude con una “Black Seeds Of Vengeance” che strappa gli ultimi applausi ad un pubblico visibilmente soddisfatto: anche stasera i Nile hanno dimostrato la loro totale supremazia sul 95% delle band death metal in circolazione.
Reportage Live: GOSSIP in concerto
gennaio 25, 2010 by Davide Merli
Filed under Focus
Questo è l’anno della consacrazione dei Gossip: è bellissimo vedere un Palasharp gremito che balla per un’ ora e mezza sulle note del trio americano, autore di una prestazione impeccabile.

Gossip
Aprono la serata gli interessanti Ssion che ci presentano il loro indie a tratti ipnotizzante riscuotendo un’ottimo successo da parte del pubblico. Alle 22 circa inizia lo show sulle note di “Dimestore Diamond” che manda subito in delirio la folla. Beth si presenta sul palco con un taglio di capelli ancora più indecente di quello mostrato a settembre a Genova, ma dimostra ancora una volta di avere un carisma e una voce al di sopra della media degli altri frontman usciti in panorama rock negli ultimi anni.
Lo show è incentrato ovviamente sul bellissimo “Music For Men” dal quale vengono eseguiti quasi tutti i brani, senza però dimenticare anche estratti dal disco precedente, quali “Your Mangled Heart”, “Coal To Diamonds”, “Listen Up” e la conclusiva “Standing Out The Way Of Control” che fa esplodere per l’ultima volta il palazzetto milanese che non ha mai smesso di inneggiare la band dal primo all’ultimo minuto.
Come nei concerti precedenti, c’è stato spazio anche per qualche cover reinterpretata in chiave Gossip come “We Are The Champions” dei Queen, “Whats Love Got To Do With It” di Tina Turner e qualche accenno a “Psycho Killer” dei Talking Heads e “Lady Marmalade”.
Da annotare anche dei suoni veramente perfetti e piacevoli, che hanno dato il loro contributo nella resa finale dello show. Beth Ditto, prima della beffarda “Men In Love”, non perde anche l’occasione per ricordare le tendenze sessuali di tutti i membri del gruppo e si commuove quando dal pubblico arrivano striscioni anti-omofobia, che raccoglie e usa come vestito per quasi tutto lo show.
A conti fatti i Gossip stasera non hanno sbagliato nulla: hanno saputo divertire, incantare con la loro miscela di indie-punk-dance carico di groove, e far ballare un intero palazzetto letteralmente pazzo per loro. Uno degli highlight live di questo ricco 2009.

Reportage Live: BILLY TALENT e SILVERSTEIN in concerto a Milano
gennaio 25, 2010 by Davide Merli
Filed under Focus
Il Canada invade Milano per una serata: dall’Ontario arriva ai Magazzini Generali il carrozzone guidato dai Billy Talent, band che soprattutto all’estero da qualche anno attraversa un momento di fama e consensi decisamente notevole. Assieme a loro si sono esibiti i conterranei Cancer Bats e Silverstein, entrambi qui stasera per svolgere più di un semplice ruolo da opener.

Billy Talent
La serata inizia alle otto in punto con i Cancer Bats, quartetto abile nel mischiare hardcore e sludge reduce da due prove discografiche assolutamente notevoli. I suoni non sono il massimo, specialmente nella prima parte dello show, ma Liam Cormier e soci riescono comunque a intrattenere a dovere un pubblico che pian piano cresce di numero. Tra i vari pezzi annotiamo le devastanti “Hail Destroyer”, “Deathsmarch”, Pneumonia Hawk” e la conclusiva “Lucifer’s Rocking Chair”, che chiude in maniera degna uno show molto energico e coinvolgente.
Peccato che solo in pochi erano accorsi per loro. Bagno di folla nelle prime file per i Silverstein invece, band storica del panorama screamo che negli ultimi anni non ha però saputo mantenere alto il livello di interesse nei loro confronti, complice anche un brutto disco come “Arrivals & Departures” e un discreto “A Shipwreck in the Sand”. Nonostante questo la band dal vivo riesce ancora ad emozionare, anche grazie ai pezzi più datati come “Smile In Your Sleep” e “My Heroine” che vengono cantati a squarciagola da tutti i presenti. Da segnalare la cover di “Apologize” degli One Republic, carina ma tutto sommato evitabile visto il tempo limitato dell’esibizione. Nel complesso un’ottima esibizione, anche se già dopo mezzora la monotonia dei pezzi si faceva sentire.

Billy Talent
Cambio di palco veloce ed è finalmente in turno dei Billy Talent che, senza troppe scenate e presentazioni, fanno il loro ingresso sul palco sulle note di “Devil In The Midnight Mass”. Il pubblico è letteralmente scatenato e la band fin da subito riesce trasmettere una carica e un’energia impressionante, accelerando ulteriormente quasi tutti i pezzi del proprio repertorio proposti stasera. La scaletta pesca in maniera eterogenea da tutti i tre album, privilegiando tutti i singoli più famosi a partire da “Surrender” e “The Ex” fino alle nuove “Devil On My Shoulder” e “Rusted From The Rain”. Il mattatore della serata è stato come da pronostico il cantante Benjamin Kowalewicz autore di una prestazione canora eccellente e di delle smorfie e sguardi schizzati degli del miglior Johnny Rotten. Il concerto si chiude sulle note del trittico devastante “Devil On My Shouler”, “Fallen Leaves” e “Red Flag” che riescono a far saltare in aria tutti i presenti, anche quelli più in disparte lontani dal palco.
Un’ottimo concerto, che legittima pienamente la fama che i Billy Talent hanno saputo guadagnarsi in poco tempo all’estero: probabilmente in Italia non riempiranno mai le arene, ma credo proprio che tutta la gente accorsa questa sera ai Magazzini andrà a casa convinta di aver assistito allo show di una delle punk/rock band più in forma del momento.
Reportage Live: PLACEBO in concerto
gennaio 24, 2010 by Davide Merli
Filed under Focus
Nel 2006 durante la parte finale del trionfale tour di “Meds” li avevamo visti come sempre professionali ma palesemente stanchi e freddi tra di loro: infatti pochi mesi dopo avremmo assistito alla dipartita del batterista Steve Hewitt, giudicata da Molko sofferta ma necessaria per la sopravvivenza della band.

Placebo
La scaletta è ancora una volta incentrara fin troppo sugli ultimi due lavori, che vengono riproposti quasi interamente nel corso della serata, lasciando dietro alle quinte brani storici della band come ad esempio “Pure Morning”, Without You I’m Nothing” o “Nancy Boy”. In ogni caso i pezzi del nuovo disco funzionano bene dal vivo, specialmente il terzetto iniziale “For What Is Worth”, “Ashtray Heart” e “Battle For The Sun”. Veramente bella anche la versione proposta stasera di “Follow The Cops Back Home” e “Breathe Underwater”, due pezzi che dal vivo rendono nettamente meglio che su disco.
La voce di Brian si mantiene su livelli eccellenti per tutta la durata del concerto, inoltre l’impiego di ben tre turnisti ha giovato molto alla resa dei pezzi, proposti questa sera senza omettere alcuna sfaccettatura sonora rispetto al disco. Tra i pezzi più datati della band suonati stasera annotiamo la classica “Every You, Every Me”, una sempre coinvolgente “Special K”, “The Bitter End” e la conclusiva “Taste In Men”, che chiude un concerto bellissimo e molto intenso. La nuova incarnazione dei Placebo funziona, e di gran lunga meglio della versione esausta del periodo “post-Meds”.
Ad aprile 2010 ritornano per 4 concerti gli Stiff Little Fingers
gennaio 22, 2010 by admin
Filed under Prossimi Concerti

Stiff Little Fingers
Hub Music Factory annuncia – per aprile 2010 – il tour di Stiff Little Fingers. Il gruppo irlandese di Belfast torna in Italia, come sempre capitanato da Jack Burns – leader indiscusso della band – e con il gradito rientro del bassista originale, Ali Mcmordie.
Il tour italiano sara’ l’occasione per presentare alcuni nuovi brani del loro prossimo album in studio che non ha ancora una data di pubblicazione certa.
Dopo aver visto un concerto dei Clash a Belfast, Jake Burns (Voce e chitarra) – Henry Cluney (Chitarra) – Ali McMordie (Basso) – Gordon Blair (Batteria, poi sostituito da Brian Faloon), decidono di formare una band. Probabilmente il nome del gruppo, Stiff Little Fingers, e’ stato mutuato da una b-sides di un 45 giri dei Vibrators.
Jake Burns, nel giro di poco tempo (novembre ‘77), sforna due brani cattivi e politicizzati che diverranno autentici anthem: ‘Suspect Device’ e ‘Wasted Life’. La voce rabbiosa e stravolta di Burns, unita alle liriche da barricata ed al punk-rock furioso di quei tempi, sono pugni in pieno volto che non lasciano scampo. Il successo dei brani nei concerti porta alla firma con la storica etichetta Rough Trade, (poi sostituita da numerose altre). Da allora sono decine i singoli e gli album e centinaia i concerti di questa grandissima band.
Ecco le dal prossimo tour italiano:
07/04/10 Estragon club – Bologna
08/04/10 Init club – Roma
09/04/10 Live club – Trezzo sull’Adda (MI)
10/04/10 Extramusic – Recanati (MC)
info: www.slf.com; www.hubmusicfactory.com
La mitica Destiny Records è la nuova etichetta della band di culto TALCO
TALCO: NUOVA ETICHETTA – LA MITICA DESTINY RECORDS – E FUORI LE RISTAMPE DI 2 ALBUM PER LA FORMAZIONE VENETA CHE FUROREGGIA ALL’ESTERO. IN ATTESA DEL PROSSIMO DISCO DEDICATO A PEPPINO IMPASTATO.

La storia della band Talco è simile a tante altre della musica alternativa italiana: una formazione nata per passione che raggiunge uno status e una credibilità artistica tale da diventare un riferimento per il mondo della musica alternativa. Per i Talco, l’universo è quello combat rock, tanto da chiudere un accordo discografico con la Destiny Records, etichetta di assoluto prestigio e valore, con sede a Berlino. I veneti Talco sono poco conosciuti in Italia, un fenomeno di nicchia, ma, in giro per l’Europa, sono richiestissimi. Il clamore e i consensi intorno al gruppo incuriosiscono la mitica agenzia di booking ed etichetta Destiny Records che, oltre a produrre il loro prossimo lavoro (in uscita a settembre 2010), ha ristampato anche i due album di maggior successo della band di Marghera.
Ecco le fondamenta dell’accordo, come ci spiega Nick (batteria): “Destiny Records è una delle più importanti realtà discografiche, e non solo, ramificate sul territorio europeo. lo dico sia per la professionalità delle produzioni che per la promozione, cosa che ci permette di fare un ulteriore salto di qualità rispetto al passato. Naturalmente per arrivare a questa scelta, coordinata e promossa efficacemente da Kai “Muttis” che gestisce il management dei Talco, è stato determinante anche un rapporto umano di amicizia che ci lega a quell’ ambiente musicale e sociale berlinese”
I Talco sono una band che si auto definisce “combat” perché, insieme alla parte musicale, ritiene essenziale comunicare precisi messaggi attraverso le proprie canzoni: antirazzismo, richiamo alla memoria storica (forti riferimenti alla lotta di resistenza partigiana), alla società dei consumi, ecc. Tutte tematiche alla base del loro lavoro, a cui si aggiungono le splendide inflessioni musicali che partono dal punk e dallo ska e si uniscono in una patchanka o meglio in una “Punk-chanka, in quanto attingiamo da diversi generi che ci hanno sempre accompagnato: i maggiori riferimenti sono la patchanka della Mano Negra in un’ottica più punkeggiante e la musica folk, dalla balcanica al Kletzmer, per arrivare anche, specie per quel che riguarda le liriche, alla musica cantautoriale italiana”
Forti di un ottimo background, ottima tecnica e un fan base in continua crescita, i Talco arrivano alla Destiny che, non a caso, li definisce una delle migliori band oggi sul mercato (alternativo) italiano, passati in sordina nel proprio territorio d’origine ma esplosi in tutto il resto d’Europa. Qui ottengono successo e continui riscontri positivi: dalla creazione dell’inno di una squadra della Bundesliga, la seria A tedesca, il St. Pauli, passando per i tantissimi tour nell’ Europa dell’Est, Germania, Spagna e molti altri paesi. Tutto questo sono i Talco: 10 anni di musica ska punk e militante sulle spalle, un successo continuo, una fan base in Italia e all’estero compatta e interessata, mai perdendo di vista il senso “gioioso” del fare musica, senza però nascondere le proprio idee, opinioni e radici. L’appuntamento con il nuovo disco in studio è per il 2010: “uscirà il nostro quarto disco, sul quale stiamo lavorando in questo periodo: un concept album basato sulla vicenda di Peppino Impastato, del quale ripercorriamo la vita attraverso le esperienze politiche e sociali contro la mafia, il tutto metaforicamente rapportato ai giorni nostri”
Informazioni: www.myspace.com/talcopatchanka
IL RESTO E’ RUMORE: Intervista a Angela De Rosa, ex assessore alla cultura e politiche giovanili di Novate Mil.
gennaio 18, 2010 by Luca Doldi
Filed under Blog, Focus

Per avere un altro punto di vista sulle questioni introdotte dall’intervista a Roberto Sburlati, ho intervistato Angela De Rosa, ex assessore alla cultura e politiche giovanili di Novate Milanese. Novate è una piccola cittadina alle porte di Milano, che presa come campione ci può dare un’idea più precisa di come si svolge la promozione di attività culturali e musicali, all’interno dei Comuni Italiani. Il quadro che ne è uscito è molto interessante…
Puoi spiegarci a grandi linee in cosa consisteva il tuo incarico al Comune di Novate?
Il mio ambito di azione riguardava le politiche culturali, scolastiche e giovanili e il mio compito, su questi argomenti, era promuovere progetti direttamente e sostenere idee proposte dai soggetti terzi rispetto al Comune.
Che tipo di eventi/iniziative organizzavi o sostenevi come assessore?
Eventi di diverso genere, al centro della programmazione di ogni stagione c’erano sempre musica, teatro, arti figurative, lettura, scrittura, etc… Attribuivo molta importanza alle iniziative che fossero momento culturale e, contemporaneamente, momento aggregativo. Inoltre, per me è sempre stato fondamentale sostenere le idee provenienti dal territorio. L’obiettivo era favorire il protagonismo delle associazioni e dei singoli cittadini in ambito culturale anche perché Novate in questo senso è una realtà molto viva e valida.
Quali di questi venivano apprezzati di più sia da un punto di vista di “critica” e di pubblico?
Nel corso dei cinque anni ci sono due iniziative, in particolare, che hanno riscosso maggior successo in questo senso: la mostra collettiva di artisti non professionisti e i percorsi d’arte legati al patrimonio artistico culturale del nostro territorio. Alla prima, hanno aderito tantissimi artisti non professionisti, entusiasti di potere condividere con altri la loro arte, erano talmente tanti che non siamo riusciti ad ospitarli tutti. Inoltre, abbiamo registrato un ottimo numero di visitatori che hanno apprezzato l’aver saputo mettere al centro dell’evento culturale la persone oltre che l’arte. Relativamente all’altro evento, la gente ha apprezzato la possibilità di vedere il proprio paese in modo diverso, di conoscerne aspetti ignorati quasi che questo rafforzasse il rapporto di amore con esso.
La musica intesa come concerti, ma anche altre iniziative legati ad essa, che percentuale occupava all’interno di questi eventi?
Potrei dire più della metà, infatti, il genere musicale è quello intorno al quale si raccolgono il maggior numero di associazioni novatesi.
Quali di questi venivano maggiormente apprezzati?
I concerti della banda Santa Cecilia in occasioni di cerimonie celebrative e civiche o quelli dell’associazione Impara l’arte sia che ad esibirsi fossero adulti o giovani.
Quali invece, se ce ne sono stati, hanno generato maggior dissenso o proteste?
Beh, senza ombra di dubbio “Aspettando Villa Arconati“, già “Aspettanto Sconcerti”, il concorso per giovani band. Ancor prima di diventare assessore questa iniziativa era più famigerata che famosa! Il concetto era: “organizzate pure i concerti per i giovani purchè non vicino casa mia!”.
Secondo la tua diretta esperienza pensi che i concerti rock o comunque tutti gli eventi musicali indirizzati a un pubblico più giovane siano causa di maggiori proteste?
Sì! Nella maggior parte delle persone non c’è tolleranza per una modalità di divertimento che è distante dal proprio modo di essere! Faccio un esempio che non c’entra niente con la musica ma che spiega cosa voglio dire: nel 2006, quando l’Italia ha vinto i mondiali diversi cittadini si sono lamentati per quel rumore e quegli schiamazzi che, per chi stava festeggiando, erano il modo di esprimere felicità ed orgoglio!
Pensi sia solo un fatto di “volume” e di rumorosità o credi sia più una questione di bigottismo (il più classico “son tutti drogati e delinquenti”)?
Credo sia finita l’epoca del bigottismo. Oggi il problema è l’incapacità di comunicare tra due universi troppo distanti e l’incapacità di intendere la libertà come dovere e non solo come diritto: la nostra libertà finisce là dove comincia quella degli altri e viceversa.
Nell’intervista a Roberto Sburlati è venuto fuori il concetto per cui la quiete pubblica porti più voti della cultura, pensi sia questo il motivo per cui si da così tanta importanza alle lamentele (vedi ad esempio le polemiche sui decibel a S. Siro)?
Certo! Ormai lamentarsi è diventato lo sport nazionale, più stiamo bene e più pretendiamo; poco importa che le nostre scelte siano contraddittorie. La cultura, a qualsiasi genere si pensi, fa parte della vita di un numero esiguo, e quindi irrilevante, di persone, al contrario, la percezione della quiete e della sicurezza pubblica appartengono al patrimonio genetico della comunità quindi le istituzioni (enti pubblici, forze dell’ordine, etc..) puntano a difendere le seconde anche a discapito della prima. Ho accostato al concetto di quiete pubblica quello della sicurezza perché spesso la percezione di mancanza di quiete è accostata a quella della sicurezza.
Hai mai riscontrato resistenze da parte della giunta riguardo all’organizzazione o promozione di concerti?
Assolutamente sì, ma solo con riguardo a quelli rivolti ad un pubblico giovane. Qualcuno si preoccupava della reazione della gente per l’eventuale fastidio senza concentrarsi sui benefici dei concerti…Di più, di solito di fronte ad una criticità si cerca una soluzione, viceversa, nel caso dei concerti c’era il rifiuto quasi sistematico di fare sforzi mentali!
Cito da un titolo del Corriere della Sera di giovedì 17 dicembre: “I tagli cominciano dalle spese culturali” “Il nostro Paese ha reagito alla crisi economica in modo diverso dal resto d’Europa” “In dieci anni la quota di reddito riservata alle voci –istruzione e tempo libero- è scesa dal 6,2 al 5,3 per cento”.
Da questo sintetico quadro emerge che per gli Italiani spendere in cultura non è poi così importante, in una situazione di crisi è la prima spesa ad essere tagliata, e la musica di solito è quella che ne risente di più. Questo denota poca curiosità e poca voglia di scoprire cosa offrono le nostre città a livello culturale. Tu hai riscontrato questa pigrizia sul campo?
Assolutamente si! Dirò di più, credo che l’ente locale investa poco su eventi culturali e per il tempo libero o che comunque, in caso di difficoltà, taglino per prime queste voci di spesa, perché troppa poca gente partecipa alla vita sociale e culturale della propria comunità e a quella più in generale. Parlando della mia realtà: quando, su una popolazione maggiorenne pari a 16.000 abitanti, l’affluenza di 300 persone, cioè di meno del 2%, ad un’iniziativa è vissuta come un successone, ti trovi a chiederti se non valga la pena dirottare le risorse umane ed economiche necessarie per quell’evento per qualcosa di più “utile”… per gli anziani, i diversamente abili, i bambini, la famiglia, etc… Le istituzioni percepiscono il disinteresse della maggior parte delle persone e si comportano di conseguenza!
Si dice sempre che c’è poco spazio per la musica e quel poco che c’è la maggior parte delle volte non è gestito al meglio, tu pensi che si possa fare di più nel piccolo per favorire l’offerta di luoghi e attività legati a questa arte un po’ maltrattata?
Mah, in base alla mia esperienza si può sempre fare di più e meglio…non credo però in un ruolo troppo invasivo delle istituzioni su questa questione degli spazi. Le criticità che si riscontrano con riferimento alla musica valgono per altre e troppe questioni. Diciamo che le istituzioni potrebbero favorire ed aiutare iniziative private che già esistono in modo da permetterne un ulteriore sviluppo offrendo un valore aggiunto a beneficio di tutti.
Quanti degli eventi che hanno coinvolto il tuo assessorato sono stati proposti dai cittadini?
Pensi che ci debba essere più impegno da parte delle persone, ma soprattutto dei ragazzi a fare, organizzare, richiedere spazi, concerti, ecc? Credi che la pigrizia ci sia anche nel mettersi in gioco in prima persona?
In cinque anni, sono stati diversi gli eventi proposti dai cittadini o quelli a cui i cittadini hanno partecipato come protagonisti. Scarsa la partecipazione dei giovani. Alle volte oltre alla pigrizia, a sfavore della partecipazione gioca la paura di mettersi in gioco e di fallire, di mettersi a nudo ed essere rifiutati. Quando vai davanti ad un pubblico devi avere una enorme consapevolezza e fiducia in te, perché quello che leggi negli occhi di chi ti guarda potrebbe non corrispondere alle tue aspettative. Detto questo, mi piacerebbe che soprattutto i giovani vivessero più da attori e meno da comparse. Nel mio ambiente, in politica, mi piacerebbe che i giovani avessero la forza d’animo di “lanciare il proprio cuore oltre le stelle”.
Durante la tua attività avrai sicuramente avuto a che fare con agenzie, gruppi, artisti, fonici, manager, hai mai avuto problemi a trattare con queste “entità”?
Pensi che a volte ci sia poca professionalità o disponibilità da parte di alcuni?
Hai mai avuto problemi con qualche gruppo?
Intanto premetto che non ho mai trattato di persona ma sempre per il tramite di qualcuno con queste figure. Comunque, non abbiamo mai avuto a che fare con persone non professionali, casomai capricciose e preoccupate di fare i divi senza necessariamente esserlo. Problemi veri e propri mai…al massimo qualche lamentela per la birra non abbastanza fredda, fossero questi i problemi!
Hai qualche consiglio da dare per migliorare i rapporti fra il mondo musicale e le istituzioni? Pensi che gli enti locali debbano fare di più per promuovere la musica?
Per quanto ne so la musica è tra i generi d’arte quello maggiormente promosso dagli enti locali, questo non vuol dire necessariamente che lo facciano bene. Consigli? Ascoltare di più chi con il mondo musicale ha un reale rapporto e coinvolgerli nella realizzazione delle iniziative. Ognuno deve fare quello che è capace di fare.
Gli ULTRAVOX tornano in concerto il 14 Aprile a Modena
gennaio 17, 2010 by admin
Filed under Prossimi Concerti

Ultravox
GLI ULTRAVOX TORNANO IN TOUR – RETURN TO EDEN Part II
Dopo il grande successo delle date inglesi che hanno segnato il ritorno della band sulla scena live, gli Ultravox hanno annunciato delle nuove date in Inghilterra e nel resto d’Europa a partire dal mese di aprile. Questo tour europeo sarà il primo dopo 25 anni. Anche l’Italia avrà il piacere di ospitare il gruppo britannico: il 14 aprile, infatti, gli Ultravox saranno al Vox Club di Modena.
Gli Ultravox sono stati una delle band principali del movimento pop elettronico inglese nei primi anni Ottanta. Gli Ultravox sono: Midge Ure, Chris Cross, Warren Cann e Billy Currie.
Midge Ure ha detto: “Quando abbiamo parlato di tornare insieme per un tour nel 2009 l’intenzione era di fare una cosa una tantum, anche per celebrare i 30 anni di anniversario di “Vienna”. Questo nuovo tour non era assolutamente in programma inizialmente, ma abbiamo preso la decisione di intraprenderlo vista la straordinaria reazione da parte del pubblico. Il tour inizierà in concomitanza con la pubblicazione del DVD dal vivo registrato alla Roundhouse di Londra lo scorso aprile. Ci sembra il regalo migliore da lasciare ai nostri fan prima di concludere questo capitolo. Dopotutto siamo sempre stati una band live, e la grande richiesta di rivederci dal vivo lo conferma”.
I biglietti per l’unica data italiana, 14 aprile Vox Club di Modena, saranno in vendita dalle 10:00 del 15 gennaio tramite il circuito TicketOne www.ticketone.it
Costo dei biglietti: 30 euro + prevendita (posto unico)
Per informazioni LIVE NATION ITALIA – 02 53006501 – info@livenation.it – www.livenation.it


