GLASVEGAS: la rivelazione rock dal vivo in Italia

febbraio 25, 2009 by admin  
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La rivelazione rock, che sta conquistando l’Europa, per la prima volta in tour in Italia

DOMENICA 10 MAGGIO – MADONNA DELL’ALBERO (RA) – BRONSON
LUNEDì 11 MAGGIO – ROMA – CIRCOLO DEGLI ARTISTI
MARTEDì 12 MAGGIO – MILANO – MAGAZZINI GENERALI

Sono sulla cresta dell’onda con il singolo “Daddy’s gone”, tratto dal loro omonimo album d’esordio: Glasvegas, prodotto da James Allan (leader della band) e Rich Costey (già produttore di Interpol, Muse, Franz Ferdinand, Mew), è entrato al N.2 della classifica UK degli album poco dopo la data di pubblicazione (settembre 2008) e ha fatto esplodere il fenomeno Glasvegas – inteso come band, sonorità, modo di essere –, il gruppo che il New Musical Express ha già definito “The Greatest New Rock and Roll Band in the World”. La stessa band che ora è attesa per la prima volta in Italia per 3 concerti, il 10 Maggio a Ravenna, l’11 a Roma, il 12 a Milano.
L’escalation dei Glasvegas – il nome è una combinazione post-moderna che evoca il coraggio della classe operaia industriale della loro città natale, Glasgow, e il luccicante mondo di Las Vegas – in Inghilterra è stata a dir poco frenetica: pubblicano il primo singolo autoprodotto, “Go Square Go!”, il 30 ottobre 2006. Il successivo – l’edizione limitata in formato 7″ dal titolo “Daddy’s Gone” – nel 2007 guadagna il 2° posto nella classifica Single of the Year stilata da NME. Poco dopo la pubblicazione del terzo singolo in edizione limitata, “It’s My Own Cheating Heart That Makes Me Cry” (14 febbraio 2008), si aggiudicano il Philip Hall Radar Award (prestigioso premio riservato alle nuove band in base ai voti dello staff di NME) in occasione della cerimonia per i Shockwaves NME Awards 2008.

Glasvegas

Glasvegas

I Glasvegas dedicano parte del 2008 a consolidare la reputazione che li annovera tra le principali live band nel Regno Unito. Le date del tour in Scozia segnano il tutto esaurito in meno di una settimana, mentre la stampa musicale elogia i Glasvegas per le memorabili performance nei festival più importanti, fra i quali SRO a Glastonbury e T In The Park.
I quattro scozzesi James Allan (voce), Rab Allan (chitarra), Paul Donoghue (basso), Caroline McKay (batteria) approdano in America all’inizio del 2008 per registrare l’album di debutto presso i Brooklyn Recording Studios. Il progetto include nuove versioni degli storici singoli della band, “Daddy’s Gone” e “It’s My Own Cheating Heart That Makes Me Cry”, accanto a brani inediti come “Geraldine”, singolo di lancio del nuovo album. Le canzoni affrontano da un punto di vista intimo e personale i temi sociali, le paure e le speranze delle persone comuni, con un linguaggio poetico e allo stesso tempo diretto.

Dopo avere letteralmente conquistato il mondo anglosassone i Glasvegas annunciano ora il primo tour in Italia, con tre concerti fra il 10 e 12 Maggio prossimi per tre appuntamenti:

Domenica 10 Maggio 2009 – Madonna dell’Albero (RA) – Bronson
www.bronsonproduzioni.com – Ingresso: Euro 15,00 + prev. (circuito Vivaticket)

Lunedì 11 Maggio 2009 – Roma – Circolo degli Artisti
www.circoloartisti.it – Ingresso: Euro 15,00 + prev. (circuito Ticket.it e Greenticket)

Martedì 12 Maggio 2009- Milano – Magazzini Generali
www.magazzinigenerali.it – Ingresso: Euro 18,00 + prev. (Circuito TicketOne e Barley Arts)
Info 02 76113055
www.glasvegas.net
www.barleyarts.com

Intervista agli EXILIA

febbraio 25, 2009 by admin  
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Ciao Masha e innanzitutto complimenti per vostro nuovo lavoro.
Per iniziare: qual è il tema che ha portato alla nascita del nuovo disco?
Beh di sicuro questo è un disco dove gli Exilia si sono sentiti molto più liberi di agire, senz’altro ci sono cose più interessanti rispetto agli album precedenti, anche dal punto di vista sonoro: ad esempio c’è Elio (ElioAlien, chitarrista della band, ndr) che finalmente può fare il suo solo di chitarra fregandosene di chi storce il naso solo per pregiudizio!


EXILIA - Masha

XILIA - Masha

Quest’album poi vede la luce in un momento mio difficile: la perdita recente di mia madre ha senz’altro creato in me gravi sentimenti, la rabbia su tutti. Per me “My Own Army” è uno di quegli album “veri”, nel vero senso del termine, anche perché questa volta non ci sono stati intrufolamenti vari da parte dei produttori ma abbiamo tenuto quello che ci andava di tenere, senza tagliare o fare altro, senza scendere a compromessi con nessuno.

Come collocate le sonorità del nuovo album nella vostra discografia?
I brani sembrano MOLTO più aggressivi…
Hai detto bene, è decisamente più aggressivo! E’ anche più schierato dal punto di vista “metal”.
Nella nostra discografia è senz’altro il disco più violento che abbiamo fatto finora.

E da dove trai ispirazione per comporre i testi?
Le nuove canzoni come sono nate a livello compositivo?

Normalmente da fatti che succedono a me in prima persona, qualcosa che scaturisce in me una forte emozione. ?Dal punto di vista compositivo scriviamo sempre prima la musica e la parte melodica sulla quale io poi sviluppo il testo e il cantato.

Il nuovo album stavolta pensate di promuoverlo maggiormente in Italia o di puntare come sempre all’Estero?
All’estero in mezzo ai crucchi! (ride)

No beh stavolta cerchiamo di fare in Italia un po’ di più! Ma sai non dipende solo da noi, dipende anche da quante porte ci sono aperte qui. Speriamo che dopo tanti dischi fatti all’estero ed aver ricevuto tanti riconoscimenti , anche in Italia qualcuno ci aiuti e semplicemente ci supporti!

Exilia

Exilia

Qual è secondo te il pubblico più affezionato agli Exilia?
Beh sicuramente mi viene da dire la Germania: lì i fans sono molto calorosi!
C’è anche da dire che lì è tutto molto più semplice: vuoi perché lì il genere è più seguito e c’è molta più cultura da questo punto di vista; ed è una cosa che non riguarda solo gli Exilia, se tu guardi i tour dei grandi nomi ti accorgi che fanno molte più tappe in Germania di quante ne possano fare in Italia, è un dato oggettivo.
Ci tengo però anche a dire che tutta la gente che ci segue qui in Italia merita particolare attenzione, questo è un paese dove fai fatica ad avere l’articolo e la recensione, dove si fanno i salti mortali per far passare un video. Tenendo conto di questo sono ammirevoli quei ragazzi che si muovono ogni sera per venire ai nostri concerti anche se non c’è un riscontro mediatico. Loro meritano attenzione perché ogni volta si sparano dei chilometri assurdi, e quelle poche date che facciamo in Italia sono sempre in luoghi particolari… è inutile negare che qui incontriamo molte più difficoltà che in Germania!

Quanta differenza c’è tra una performance acustica e un live tradizionale?
Dove vi trovate più a vostro agio?

L’acustico per noi è una situazione molto più “easy”, più intima anche perché ti avvicina molto di più alle persone e al pubblico. E poi è molto strano, per una band come questa che di solito è molto violenta sul palco, riuscire a far reggere le canzoni in una versione acustica.?Per me quando i brani funzionano in entrambi i casi significa che sono di matrice molto buona.
E poi… è bello cambiare!

Come nasce la cover di Janis Joplin che proponete nel live?
Perché se devo fare una cover voglio farla di qualcuno che è stata un’icona: almeno per quanto riguarda il genere femminile, secondo me l’unica vera “icona”, forse anche un po’ sottovalutata devo dire, è Janis Joplin.
Per la sua vocalità forte e aggressiva, fuori dagli schemi…. se devo fare una cover in questo contesto devo fare un “must” per cui decisamente lei!

EXILIA - Elio

EXILIA - Elio

Durante il live cerchi spesso di esprimere il tuo pensiero negativo nei confronti della musica alternativa in Italia, per come viene trattata . Secondo te quale può essere la soluzione a questo problema?
La soluzione è semplicemente che bisogna smetterla con questa malattia dell’esterofilia. Bisogna smetterla di pensare che ciò che arriva fuori dall’Italia abbia più valore di quello che facciamo qua. Io con gli Exilia ho avuto la mia fortuna, però tutti quelli che nascono ora si devono trovare sempre messi nell’angolino perché prima ci sono le band newyorkesi!
E allora cosa dobbiamo fare noi italiani? Farci una carta d’identità parallela con scritto N.Y. !
e vedrai come cominciano ad aprirsi le porte: la recensione, il contatto web e via!
Questo mi da’ terribilmente fastidio perché in Italia mi è capitato di vedere nei club gente davvero valida che smette di suonare perché non sa più come cazzo fare ad andare avanti.
E così i nostri pochi talenti appendono la chitarra al chiodo e vanno a lavorare in un qualsiasi altro posto invece di continuare a fare musica.

Non pensi che sia un problema anche di cultura italiana?
Certo c’è un problema di cultura qui, alla radio non senti mai passare rock. Ciò non toglie che ci sia una scena alternativa anche in Italia. E se almeno nel nostro piccolo le radio e le televisioni non ci aiutano cosa dobbiamo fare? MTV fa solo un’ora di rock (dopo la mezzanotte, Superock, ndr) e in quell’ora passano sempre le stesse cose.. Metallica, Marilyn Manson… sembra che ci sia una scaletta prestabilita! E poi tutti i ragazzini conoscono i Metallica no? Se queste informazioni non iniziano a cambiare qui non cambierà mai nulla.
Certo, la nostra cultura è questa, ma non vuol dire che non possa cambiare: ci vuole l’aiuto di chi governa e ha il potere mediatico: MTV, I love Rock’n’Roll, RockTV e tutti quei giornali sui quali si parla e si scrive di musica.

Qual è invece il tuo rapporto con la musica digitale e internet?
Penso che ormai il cambiamento tecnologico è già partito da un pezzo, e nessuno può fermarlo.?Da un certo punto di vista sono d’accordo con questo sistema perché ha permesso di abbattere un sacco di barriere. Per noi soprattutto è molto più semplice stabilire contatti con l’estero grazie ai Social Network.
La cosa negativa invece è che i ragazzi pensano che la musica oggi tramite E-Mule si possa scaricare e non più pagare, ma questo non è colpa di Internet, è colpa di una mentalità di merda che sta venendo fuori.
Danno la colpa oggi sul fatto che si duplicano i dischi ma se ci pensiamo 40 anni fa si doppiavano le cassette… solo che 40 anni fa c’era più voglia di musica, c’era voglia di comprarsi il disco con la copertina, c’era più passione: quando si comprava il disco era un evento, ti parlo di quando c’erano i Beatles e i Led Zeppelin.
Oggi tutto si guarda e si butta via, c’è la politica dell’usa e getta. Oggi i ragazzini di 15-16 anni hanno tutto, cellulare ultimo modello, scarpe fighe da 200 euro… e che cazzo vuoi che gliene freghi dei dischi? Guardala in quest’ottica: è un problema della società che ci ha portato alla deriva. Ed è un problema grosso per noi perché se non vendiamo i dischi solo di live purtroppo non campiamo!

EXILIA - Privacy

EXILIA - Privacy

Cosa hai ultimamente nel lettore CD o iPod ? Cosa ascolti di nuovo?
Sto ascoltando molto i Disturbed e l’ultimo degli Slipknot. In quello nuovo degli Slipknot c’è una preparazione dei brani formidabile. Ciò che mi lascia forse un po’ perplessa è che io nel termine Slipknot tendo a identificare il termine “estremo”, o meglio diciamo “la cosa più estrema che io possa ritrovare”. E quindi sentire loro che tutto ad un tratto mi fanno parecchi chorus commerciali mi suona un po’ strano. Certo Corey Taylor ha una vocalità pazzesca soprattutto dal vivo, ma se devo trovare una critica mi aspettavo dagli Slipknot ancora la violenza che li contraddistingueva nei primi album.
Anche se come ti ripeto riconosco sempre la bellezza dei brani…  sai forse suonano a tratti più Stone Sour che Slipknot.

Un bilancio della carriera degli Exilia dagli inizi fino ad oggi.
Beh sicuramente positiva: io sono partita quando tutti mi dicevano di non fare niente, di stare a casa di andare a lavorare da qualche parte, pensa che ho iniziato a lavorare da Postal Market (risata).
Sono partita da lì… quindi cosa vuoi che ti dica… adesso faccio quello che mi piace, faccio musica e quando uno raggiunge questo, magari non si vendono milioni di dischi, magari è piu complicato per una band come noi che viene dall’Italia fare qualcosa di importante, magari si fa tanta fatica, però per una band che viene da Limbiate è comunque un traguardo importante.
Per quanto riguarda gli obiettivi futuri noi speriamo che questo disco possa riuscire riesca a consolidare la nostra posizione all’estero: è la prima volta che veniamo distribuiti in America, ci sono diverse situazioni positive e che vanno avanti in quello che è il nostro percorso, di una strada ben identificata.
Sono comunque soddisfatta di dove sono arrivata. Magari avrei potuto fare più copertine con foto ammiccanti, magari avrei venduto di più (vedi Lacuna Coil, ndr), ma io non sono il tipo da fare quelle cose, no way: se invece mi chiedi di incazzarmi e di combattere una guerra vai tranquillo che sono in prima linea!

Tra l’altro ricordo diversi live in cui tagli la testa a un cartonato di Paris Hilton…
Ahaha… questo ti fa capire cosa penso io! Non sono una di quelle che passano 3 ore allo specchio per pensare a cosa diranno di me… no way.

Intervista a cura di:
Diego Santoferrara

Foto by:
Federica Vimercati


www.flickr.com

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Il nuovo video dei DEPECHE MODE in anteprima su MTV

febbraio 24, 2009 by admin  
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DEPECHE MODE NIGHT
MERCOLEDì 25 FEBBRAIO

SU MTV ITALIA E MTV BRAND:NEW
IN ESCLUSIVA IL NUOVO VIDEO “WRONG” DEI DEPECHE MODE
E TUTTI I MIGLIORI CLIP DELLA BAND

Per festeggiare la prossima uscita del loro nuovo album, Sounds Of The Universe (in uscita il 17 Aprile su Mute/EMI), Mtv Italia e Mtv Brand:New regalano una notte imperdibile a chi ama la buona musica e i Depeche Mode.

Mercoledì 25 febbraio dalle ore 22.30 su Mtv Brand:New, il canale del network di Mtv dedicato alla musica alternativa visibile sulla piattaforma Sky (canale 706) e subito dopo la mezzanotte anche in chiaro su Mtv Italia, sarà in onda la Depeche Mode Night, one-night interamente dedicata alla leggendaria rock band inglese. Un appuntamento reso ancor più allettante dall’anteprima esclusiva del nuovo video “Wrong” e dalla trasmissione di tutti i migliori clip del gruppo.

Depeche Mode

Depeche Mode

Il video del nuovissimo singolo “Wrong” andrà in onda su Mtv Italia e Mtv Brand:New alle ore 22.30 e sarà poi trasmesso sui due canali per tutta la serata fino alla mattina del 26 febbraio, alternato ai clip di successo dei Depeche Mode, quali “Enjoy The Silence”, “Dream On”, “It’s No Good”, “I Just Can’t Get Enough”, “Personal Jesus”, “I Feel You”, “People Are People”, “Strange Love” e molti altri.

In attesa dell’arrivo in Italia dei Depeche Mode il prossimo 16 giugno a Roma e 18 giugno a Milano, gli appassionati del gruppo di Dave Gahan e Martin Gore potranno così godersi in esclusiva un imperdibile assaggio contenuto nel loro nuovo album in studio, Sounds Of The Universe, prodotto da Ben Hillier e in uscita il 17 aprile.

Il video di “Wrong”, ricco di suspance, è stato diretto magistralmente da Patrick Daughters, noto per i suoi lavori con Yeah Yeah Yeahs, Kings of Leon, The Futureheads, Muse, Interpol e Feist. Con questi ultimi il regista ha ricevuto una nomination per i Grammy Awards e vinto il British Creative and Design Award come Best Foreign Video.

The KILLERS in concerto all’Arena di Verona a Giugno

febbraio 24, 2009 by admin  
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thekillers

LUNEDI’ 8 GIUGNO 2009
ARENA di VERONA

www.indipendente.com
www.eventiverona.it
Infoline 045 8039156

Apertura cancelli ore 19.00
Prezzi dei biglietti:
Platea Numerata € 53,00 + diritti di prevendita
Tribuna Numerata € 45,00 + diritti di prevendita
Gradinata Non Numerata € 35,00 + diritti di prevendita

Mentre si avvicina il momento del concerto del 17 marzo al Mediolanum Forum di Milano (andato esaurito in neanche due mesi) i The Killers annunciano un nuovo straordinario concerto in Italia nella stupenda cornice dell’Arena di Verona.

I The Killers hanno appena iniziato il tour europeo con l’esibizione del cantante Brandon Flowers ai Brit Awards assieme ai Pet Shop Boys e con un concerto alla Shepherd’s Bush Empire assieme ai Coldplay e con la speciale partecipazione di Bono degli U2.
Dopo l’enorme successo del singolo Human (al primo posto dei brani più suonati in radio) che ha spinto le vendite del nuovo album Day & Age a oltre 2.5 milioni, è stato appena lanciato il nuovo singolo Spaceman.

Il disco è stato prodotto da Stuart Price, una delle figure chiave della musica elettronica (Les Rhythmes Digitales) che aveva lavorato in precedenza coi The Killers in occasione del singolo “Don’t Shoot Me Santa” e su alcune canzoni della raccolta Sawdust, e già all’opera con Madonna e Missy Elliott.

Con i due album in studio precendenti (Hot Fuss del 2004, che contiene la mega hit Somebody Told Me, e Sam’s Town del 2006) e la raccolta Sawdust (che contiene B sides, e rarità tra cui una canzone con Lou Reed, Tranquillize) i The Killers hanno venduto oltre 11 milioni di album riuscendo a coniugare profilo critico e successo commerciale.
La band è stata headliner di alcuni dei più prestigiosi festival rock del mondo tra cui Glastonbury, Reading, Pukkelpop, e si è esibita anche in venue storiche come il Madison Square Garden.

I Killers sono Brandon Flowers (voce), David Keuning (chitarra/tastiere), Mark Stoermer (basso) e Ronnie Vannucci (batteria).

Sito ufficiale:
www.thekillersmusic.com
www.myspace.com/thekillers

Dal 21 Febbraio tre concerti per i SOULFLY

febbraio 18, 2009 by admin  
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La tribù dei Soulfly è ancora una volta sul sentiero di guerra.
Il sesto album per Roadrunner Records, Conquer, potrebbe essere l’equivalente musicale del film Braveheart. I brani – proprio come i guerrieri del film – convogliano una rabbia grezza ed incontenibile attraverso una cacofonia di chitarre thrash, groove contagiosi e ritmi tribali… il tutto condito dagli inconfondibili ruggiti minacciosi di Max Cavalera. In quest’album i Soulfly creano un enorme caos metal, superando ancora una volta se stessi. Conquer passa dal metal veloce e inarrestabile ad un doom lento e cupo. La chitarra di Mark Rizzo ha la precisione di una bomba intelligente, mentre Bobby Burns crea linee di basso volatili e potenti. Il batterista Joe Nunez fa a pezzi la batteria, creando lo sfondo ritmico perfetto per questa accanita guerra sonora. Ancora una volta il leggendario Max Cavalera è al centro del ciclone, facendo da collante a questa tribù musicale nei panni del leader non ufficiale. La sua voce e i riff della sua chitarra comandano la tribù in battaglia. Indossate i colori di guerra e preparatevi per il massacro.

Data: 21/02/2009
dove: Rolling Stone – Milano

Data: 22/02/2009
dove: Alpheus – Roma

Data: 23/02/2009
dove: New Age – Roncade (TV)

Soulfly

Soulfly

Da quando il loro debut album omonimo del 1997 vinse il disco d’oro, i Soulfly si sono affermati come una delle band più brutali del genere. Dal momento in cui Max ha lasciato il Sepultura per formare i Soulfly si è dato un sacco da fare. L’album di debutto dei Soulfly, diventato un classico, è stato seguito da altri quattro lavori e da numerosi tour mondiali. Nel 2008, poi, Max si è riunito a suo fratello Igor per dar vita al progetto Cavalera Conspiracy, a cui ha fatto seguito l’album Inflikted. Allo stesso tempo è riuscito a scrivere e registrare Conquer. Prodotto da Max e mixato da Andy Sneap (Machine Head, Arch Enemy), l’album abbraccia un’ampia gamma di violenza. Max commenta “Dopo Cavalera Conspiracy, volevo scrivere qualcosa di ancora più forte con i Soulfly: un album che non scendesse assolutamente a compromessi. Ciò che ho fatto in quest’album è ciò che amo. Questo è il disco dei Soulfly che ho sempre sperato di scrivere”. Ciò è evidente in Conquer, soprattutto se si considerano la rabbia premeditata e i randellanti groove di brani come “Enemy Ghost” e “Rough”.

Con Conquer, i Soulfly non fanno alcun prigioniero. Max spiega “Sicuramente questo è l’album più guerrigliero dei Soulfly. Il vibe mi ricorda film come Il Gladiatore e 300. E’ qualcosa di completamente diverso”. L’assalto si scatena sin dalla prima nota di “Blood Fire War Hate”, e non si arresta fino alla fine del brano che chiude l’album, la strumentale “Soulfly VI”, una tradizione che segna la chiusura di tutti gli album dei Soulfly. Partendo da “Blood Fire War Hate”, Max ha consapevolmente deciso di uscire dai cancelli con armi roventi, proclamando “Sono entusiasta di aprire l’album con un brano veloce. Di solito i dischi dei Soulfly iniziano con dei mid-tempo, invece questo mi ricorda Beneath The Remains. Questo pezzo ha anche uno dei più grandi ritornelli che io abbia mai scritto. Se chiudo gli occhi mi immagino la gente ai festival che lo canta in coro. Quando comincia la parte più veloce, beh, è guerra pura”.

Ai precedenti album dei Soulfly hanno partecipato guest importanti, come Chino Moreno dei Deftones, Sean Lennon, e Corey Taylor degli Slipknot. Continuando sulla linea di questo spirito di collaborazione, in Conquer Max è affiancato da Dave Peters dei Throwdown nel brano “Unleash” e da David Vincent dei Morbid Angel in “Blood Fire War Hate”. In “Unleash”, Peters e Max danno vita ad un ritornello corrosivo destinato a non essere dimenticato facilmente. Max afferma, “E’ la cosa più vicina ai Pantera che abbia mai fatto. Dave ha tirato fuori delle linee vocali micidiali. La parte veloce alla fine è in assoluto la mia parte preferita in tutto l’album”. Grazie ai riff taglienti e ad un ritornello molto orecchiabile, “Unleash” ha lo stesso impatto di una bomba di distruzione di massa. A proposito della collaborazione con l’eroe del metal underground Vincent, Max afferma “Il suo scream in quel pezzo è pazzesco! Lavorare con David è stata un’esperienza unica. Il pezzo è un assalto in piena regola, ed è venuto fuori in modo molto naturale. Non conosce compromessi”.

I Soulfly sono un collettivo ispirato dalla musica di tutto il mondo e il processo di composizione e di registrazione vede spesso Cavalera in giro per il mondo alla ricerca di ispirazione. Per il quinto album dei Soulfly, Dark Ages, Max ha registrato in 5 location diverse, mentre per Conquer gli è bastato un viaggio in Egitto. “Adoro mescolare culture diverse. Gli album precedenti avevano il sapore dell’Europa dell’Est. I Sepultura, invece, erano più influenzati dalla cultura brasiliana. L’Egitto ha avuto molta influenza su Conquer. Abbiamo visitato “La città dei morti” mentre eravamo là. E’ un cimitero in cui le famiglie vivono ancora vicino ai loro defunti. E’ stato strano, da pelle d’oca, assurdo. Non credevo che questo viaggio a Il Cairo avrebbe influenzato così tanto il disco”.

Giovedi 19 Febbraio gli EXILIA presentano il nuovo album

febbraio 16, 2009 by admin  
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Prima della partenza per un lungo tour europeo, che li vedrà impegnati sui palchi delle principali capitali del continente, la metal band tutta italiana presenta il suo ultimo album con un live set acustico al Rock’N’Roll: la mecca del rock milanese.

Giovedì 19 febbraio sul palco del Rock’N’Roll di via Bruschetti 11, gli Exilia presenteranno in anteprima il loro ultimo album “My Own Army” (etichetta AFM-IMORTAL RECORDS) con uno straordinario showcase acustico.

Verranno riproposti in versione unplugged i singoli che hanno fatto la storia degli Exilia, ripercorrendo la loro discografia, fino ad arrivare alla presentazione dell’ultimo lavoro “My Own Army” presentando il primo singolo “Are You Breathing?” e la title track “My Own Army”. Il quartetto sarà al completo e vedrà la cantante Masha Mysmane imbracciare la seconda chitarra.

Exilia

Exilia

Per gli ospiti di questa sera sono stati pensati due regali: un gadget esclusivo realizzato apposta per lo showcase e un pezzo celebre di Janis Joplin, come tributo alla regina del rock, icona di forte ispirazione per la leader/vocalist Masha Mysmane.

Exilia

Gli Exilia sono una formazione metal formatasi a Milano nel 1998. Sin dal loro esordio guadagnano uno spazio mediatico consistente nel panorama extreme rock europeo. Germania, Belgio, Olanda, Austria sono i paesi dove gli Exilia trovano maggior fortuna: tour europei che li portano fino in Russia, live da tutto esaurito, decine di migliaia di copie vendute in tutta Europa e accordi con le maggiori case produttrici di merchandising europee.

Hanno condiviso i palchi più importanti del continente con “leggende” del calibro di Rammstein (coi quali hanno condiviso tutto il tour europeo del 2004), White Stripes, Pink, Nora Jones, e Him. La band vede il suo successo anche grazie alla presenza scenica e il forte carisma della cantante Masha Mysmane.

Nel 2006 il singolo “You Rain” (tratto dall’album “Nobody Excluded”) firma la sigla della celebre serie TV “Grey’s Anatomy” sulle reti Mediaset.

A distanza di due anni dal loro ultimo capolavoro “Nobody Excluded” e dopo un lunghissimo tour europeo, tornano con un nuovo devastante album intitolato “My Own Army”.

Il disco uscirà il 20 febbraio 2009 contemporaneamente in tutto il mondo e la sua realizzazione vanta nomi di tutto rispetto: prodotto da Dave Chavarri (Ill Nino, Sepultura, Fear Factory) e la stessa Masha Mysmane, mixato a Los Angeles da Jeremy Blair (Guns’N’Roses, Coal Chamber) e poi masterizzato da UE Nastasi (Trivium, Pantera, Walls of Jericho).

Il primo singolo estratto è “Are You Breathing?” di cui è previsto un videoclip di prossima uscita.

EXILIA SHOWCASE @ Rock’N’Roll – Milano.
Inizio ore 21.00.
Ingresso gratuito.

www.myspace.com/exilia
www.exiliaweb.com

Rock’N’Roll_Milano
via Bruschetti 11 – Milano
www.rocknrollmilano.com
www.myspace.com/rocknrollmilano

YEAH YEAH YEAHS: in concerto a Milano il 4 maggio

febbraio 16, 2009 by admin  
Filed under Prossimi Concerti

UNICA DATA IN ITALIA
LUNEDI’ 4 MAGGIO 2009
MILANO – MAGAZZINI GENERALI

Via Pietrasanta, 14
www.indipendente.com
Aperture cancelli Ore 20.30
Prezzo del biglietto Euro 18,00 + diritti di prevendita

Yeah Yeah Yeahs

Yeah Yeah Yeahs

A tre anni dalla loro ultima incendiaria esibizione italiana tornano gli Yeah Yeah Yeahs per un’unica data a Milano.

Il concerto si svolgerà in concomitanza con l’uscita del terzo album della band di Brooklyn. Il disco si intitola It’s Blitz!, è stato prodotto da Dave Sitek (Tv On The Radio) e Nick Launay ed uscirà il 13 Aprile: secondo la band l’album suona diverso da tutto ciò che hanno fatto finora ma è decisamente un disco degli Yeah Yeah Yeahs.

Gli Yeah Yeah Yeahs nascono a New York e sono composti dalla carismatica leader Karen O, da Nick Zinner alla chitarra e Brian Chase alla batteria. La band incarna lo spirito più decadente, trasgressivo e selvaggio della città da cui provengono.

Gli Yeah Yeah Yeahs fanno il loro esordio con l’EP omonimo nel 2001 mentre è del 2003 il primo album Fever To Tell che ha ottenuto grande attenzione dai media e un buon successo commerciale. Il secondo album Show Your Bones, uscito nel 2006, ha consolidato la fama del gruppo.

Sito ufficiale:
www.yeahyeahyeahs.com
www.myspace.com/yeahyeahyeahs


INFO

Indipendente Eventi e Produzioni
www.indipendente.com
www.myspace.com/indipendenteeventieproduzioni

Informazioni su come acquistare i biglietti:
- Ticketone 892 101 www.ticketone.it
- Vivaticket 899 666805 www.vivaticket.it
- Ticket.it 02 54271 www.ticket.it
- Teleart 041 2719090 www.teleart.org www.boxofficeitalia.com
- In tutte le prevendite abituali

The LIVING DAYLIGHTS – Ways to Escape

febbraio 16, 2009 by Diego Curcio  
Filed under Punk

The LIVING DAYLIGHTS - Ways to Escape

The LIVING DAYLIGHTS - Ways to Escape

Prendete i Fugazi dei primi due strabilianti ep (quello omonimo e “Margin Walker” poi raccolti nel cd antologico “13 Songs” tanto per intenderci) e aggiungete un pizzico di melodia in più. Recuperate tutta la rabbia degli Strike Anywhere più ispirati e incazzati e mescolate tutto con una buona dose di rock’n’roll e qualche richiamo agli Hot Water Music. Solo così potrete avere una mezza idea di cosa suonano i Living Daylights, ennesima bella scoperta della nostra No Reason Records (qui affiancata dalla Found of Life) dopo un anno passato a base di Rentokill, Argetti, Antillectual e compagnia cantante. Più ci penso e più la label di Sant’Angelo Lodigiano mi ricorda la mitica e compianta Nh-n del mio amico Francesco Derchi, che qualche anno fa aveva sfornato i dischi di band come Bigoz Quartet, Evolution So Far e Nitrojuice. Ma bando ai ricordi, quello che colpisce di questo bel disco (“Ways to escape”) è senza dubbio la compattezza di tutti i suoi dodici pezzi. Una manciata di canzoni davvero ben scritte e suonate come dio comanda (ottima anche la produzione, discreta ma azzeccata). A farla da padrone, per tutto l’album sono le chitarre ruggenti del quintetto inglese (sono di Lincoln, ma suonano come un gruppo di Richmond o Washington DC), che mescolate alla voce di Rusty (un marchio di fabbrica per chi fa questo tipo di post-hc) riescono ad emozionare anche un vero e proprio criticone come il sottoscritto. E anche se qualcuno obietterà (giustamente) che fra i dodici pezzi in scaletta non ci sono grandi novità di rilievo (ragazzi le coordinate credo di averle spiegate piuttosto diffusamente), c’è da dire che fa sempre un immenso piacere ascoltare un lavoro onesto come questo “Ways to escape”, che sappia parlare al cuore, ma anche alla testa delle persone. In fondo non è così facile, in quest’ultimo periodo, sentire degli album che non infilino, ogni tre per due, un urletto screamo o si avventurino in sonorità gotiche e darkeggianti con la pretesa di fare “punk”. Questi ragazzi, invece, hanno deciso di rispolverare il caro vecchio hc o post-hc che di si voglia di marchio americano. Ne è venuto fuori un esordio cosi fiocchi.

www.myspace.com/thelivingdaylightssuk

AFTERHOURS presentano Il Paese è Reale

febbraio 15, 2009 by admin  
Filed under Dischi

Afterhours presenta il Paese è Reale

Afterhours presenta il Paese è Reale

Il paese è reale

Per la prima volta al Festival di Sanremo con Il paese è reale.

“Io voglio far qualcosa che serva, Fammi far solo una cosa che serva, Dir la verità è un atto d’amore, Fatto per la nostra rabbia che muore”

Da una parte un testo che va dritto al segno, un brano toccante, coinvolgente, inusuale: Il paese è reale, presentato dalla più importante rock band italiana, gli Afterhours. Dall’altra la più istituzionale manifestazione musicale nazionale, che tuttavia, attraverso Paolo Bonolis e l’organizzazione, dimostra grande rispetto per un altro modo di pensare la musica. Al centro: un progetto discografico che coinvolge 19 artisti, diversi tra loro per esperienza e ispirazione musicale ma rappresentativi di quella che di fatto è la vera nuova musica italiana.

Una raccolta non esaustiva, tuttavia estremamente efficace nel fornire un ritratto di questo panorama musicale: Afterhours – Roberto Angelini – Beatrice Antolini – A Toys Orchestra – Cesare Basile – Paolo Benvegnù – Calibro 35 – Dente – Disco Drive – Marco Iacampo – Mariposa – Marta sui Tubi – Marco Parente – Reverendo – Settlefish – Teatro degli Orrori – Amerigo Verardi e Marco Ancona – Zen Circus – Zu

Dopo oltre vent’anni di percorso gli Afterhours accettano di esibirsi sul palco di Sanremo.
Per dire qualcosa «al di là di ogni stupida barriera estetica e stilistica», spiega il leader Manuel Agnelli, «sicuri di poter essere noi stessi anche all’interno di un mondo molto distante dal nostro. Indipendenti dalle major e indipendenti dalle indipendenti, senza barriere, ghetti e imposizioni da parte di nessuno. Per far conoscere a un pubblico più vasto l’esistenza di una scena fertile e ricchissima di talento».

Per la prima volta nella storia della produzione discografica legata al festival, i protagonisti non proporranno un disco a proprio nome, che sia un nuovo lavoro o una riedizione confezionata in fretta e furia per l’occasione, ma un album di brani tutti inediti, condiviso in ugual misura da una rosa di 19 artisti diversi. Il brano degli Afterhours Il paese è reale, che dà il titolo a una raccolta unica nel suo genere, non apparirà in nessun’altra compilation del festival. Per i prossimi mesi si annuncia inoltre una serie di eventi che coinvolgeranno, singolarmente e insieme, i musicisti presenti nel disco e diversi ospiti.

«Non una compilation, ma un’affascinante rassegna di proposte musicali di varia ispirazione, stimolante, ricca di spunti», prosegue Manuel, «che speriamo venga trainata dalla nostra presenza al festival, che nel nostro piccolo vuole contribuire ad infrangere quella cortina d’indifferenza che penalizza la nuova musica».

L’album Il paese è reale sarà venduto in esclusiva dalla Fnac, nei 7 punti vendita della catena – Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino Centro, Torino Le Gru, Verona – e sul sito e-commerce www.fnac.it, al prezzo speciale di 9,90 euro. L’acquisto on line non comporterà spese di spedizione. Da martedì 3 febbraio chi prenoterà Il paese è reale sul sito www.fnac.it lo riceverà con due giorni di anticipo sull’uscita ufficiale, fissata per il 25 febbraio.

Afterhours

Afterhours

Sul palco con Cristiano Godano e Antonio Rezza

Afterhours, Cristiano Godano (Marlene Kuntz) e Antonio Rezza insieme sul palco del 59° Festival di Sanremo
Gli Afterhours hanno il piacere di annunciare che Cristiano Godano e Antonio Rezza saranno loro ospiti sul palco del Teatro Ariston la sera di venerdì 20 febbraio al prossimo Festival di Sanremo, per la prima volta insieme in una collaborazione totalmente inedita.

Il brano degli Afterhours “Il paese è reale” darà in quell’occasione lo spunto a una sorprendente performance a più voci di musica, poesia e teatro. Supportati dal rock trascinante della band milanese, verranno messi in scena il linguaggio del corpo di Antonio Rezza, regista-performer i cui lavori teatrali, cinematografici, televisivi e letterari hanno conquistato e a volte spiazzato pubblico e critica, e la lirica espressività della voce di Cristiano Godano, carismatico cantante-chitarrista e anima poetica dei Marlene Kuntz, la rock band italiana che con gli Afterhours ha spesso condiviso percorso artistico e visione culturale.

AKIMBO – Jersey Shores

febbraio 14, 2009 by Vittorio Lannutti  
Filed under Rock

Akimbo - Jerseys Hores

AKIMBO - Jersey Shores

Neurot
Gran bel disco questo sesto lavoro degli Akimbo di Seattle, che sono stati scelti personalmente dai Neurosis per la loro etichetta, la Neurot. Il disco è un concept album, dato che il tema portante dei sei brani è il tragico attacco di squali che colpì la costa del New Jersey nel 1916. In quasi quarantasette minuti, il trio riesce a trasmettere tutti i sentimenti negativi che un evento del genere può suscitare. Terrore, angoscia, rabbia, impotenza, frustrazione, dolore, paura sono tutti condensati in questi magmatici ed intriganti brani, suonati con cura e con grande maestria dove affiorano tutti i principali generi di riferimento della band guidata da Steve Von Till. Post metal, post core, noise, psichedelia, stoner, ma anche math sono le sonorità presenti. Il disco si apre con “Matawan”, che parte lenta, ma con un sottofondo di tensione, che poi esplode con chitarre tirate e cambi di ritmo che vanno dall’accelerato al tirato. Il secondo brano “Bruder vansant” ha un’esplosione catartica, che poi rallenta, lasciando spazio alla psichedelia, per ripartire più rabbiosa, ma anche più tesa. “Lester stillwell” è convulsa, tritata, ansiogena, che si evolve prima verso il post metal, ma poi omaggia l’hard rock classico dei ’70. A seguire gli Alimbo ci propongono “Rouge” vibrante ed aperta, ma anche più urticante e vicina allo stile Unsane. Il penultimo brano è “Great white bull”, che parte con sonorità che miscelano il sound dei Neurosis e, ancora, degli Unsane, ma poi cambia quasi totalmente registro stilistico, omaggiando gli Shellac. In conclusione la title-track, che è una lunga suite di oltre dodici minuti, che parte minimale, essenziale e con una ritmica rallentata, con forti tratti psichedelici, per intensificarsi nell’ultima parte. Con questo disco monumentale, che speriamo non passi sotto silenzio, gli Akimbo, insieme a pochi altri gruppi, stanno riscrivendo le regole della musica pesante, con originalità, dato che hanno ben capito quanto sia fondamentale la contaminazione.

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