From GEA With Love, il nuovo album dei GEA

dicembre 24, 2008 by admin  
Filed under Dischi

JESTRAI presenta il nuovo album dei GEA

GEA – from Gea with love
A quattro anni di distanza dall’ultimo album ufficiale Baillame Generale tornano i Gea con un album tutto incentrato sull’amore. Un vinile non perché sia “trendy” farlo, ma perché il vinile è meglio, suona meglio, vive più a lungo ed è pure favoloso da maneggiare.
Un vinile è un regalo, come quello che i Gea fanno ai loro numerosi sostenitori, un regalo from Gea with love, un concept-album che sonda tutto ciò che ruota intorno al rapporto amoroso nelle sue multiple sfaccettature, dall’anima al rapporto carnale, dalle pulsioni sessuali al puro innamoramento, dalla donna angelicata del “dolce stilnovo” a quella smaliziata e un po’…, dall’amore platonico a quello omicida…

From Gea with love in uscita il 14 FEBBRAIO… e quando se no?

From GEA with Love

From GEA with Love

Tracklist
1 FROM GEA WITH LOVE
2 BEYONCÉ IS DEAD
3 JOIEDEVIVRE
4 ROCK’N’ROLL ACADEMY
5 CON DOLCEZZA HONEY
6 FIGLI DI SANNATA
7 WESTERN MANTRA
8 BLOWJOBBING
9 HER

i GEA sono:
Stefano Locatelli – Voce, Chitarre, Tambourine, Laphroaing
Raul Rota Nodari – Basso, Tastiere, Cavi, Hondo
Benny Brezzolari – Batteria, Vibraslap, Cowbell, Kawa750
Specialguest: Alessandro Ravasio – Tastiere in “Joiedevivre” e “Her”

Produzione artistica GEA
Registrato e mixato al Tray Studio di Indago (MI) da Fabio In traina nel settembre/ottobre 2008
Masterizzato allo StaffMastering di Chicago da Carl Staff nell’ottobre 2008
Preproduzione BDC Room di Bonate Sotto (BG)
Testi e Musiche GEA eccetto Beyoncè is dead: musiche di Gea e Matteo Perego

GEAWEB:
www.myspace.com/geaband
www.ancorainviaggio.splinder.com

Gli svedesi Mando Diao il 31 Marzo a Milano

dicembre 24, 2008 by admin  
Filed under Prossimi Concerti

Tornano in Italia MANDO DIAO, la giovane band indie/garage rock svedese che dal 1995 fa muovere e divertire tutti gli appassionati delle sonorità rock acide ma melodiche. I Nostri saranno in unica data a Milano, nel mese di Marzo, per presentare i brani di ‘Give Me Fire!’, nuovo album in uscita a Febbraio.

www.mandodiao.com
www.mando-diao.com

Mando Diao in concerto a Milano

Mando Diao in concerto a Milano

Ecco i dettagli della data

MANDO DIAO
+ special guest

31.03.2009 MILANO rolling stone

Biglietti in prevendita su www.ticketone.it e rivendite collegate

DA’NAMASTE – in2i

dicembre 24, 2008 by Luca Doldi  
Filed under Italiani

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Da Namaste - in 2 i

Una notte come tante rientro a casa e accendo la tv, per vedere se su Mtv o All Music passa qualcosa di buono almeno a ora tarda. Il caso vuole che mi imbatta nel video di questo gruppo che risponde al nome di Da’Namaste. Rimango immediatamente colpito dalla loro musica e il giorno dopo approdo sul loro Myspace per sentire qualcosa in più e per complimentarmi con loro. A distanza di mesi, per caso mi arriva il loro cd da recensire. Beh, era destino.

Lo ascolto immediatamente e mi trovo davanti a un lavoro confezionato con cura e professionalità. 14 pezzi curati in ogni particolare. Pezzi che sicuramente prendono spunto da soluzioni che fanno parte del mondo dei Tool/A Perfect Circle, soprattutto nelle chitarre e in alcune soluzioni ritmiche, senza risultarne però una sterile copia. Il disco ha una personalità forte e una componente mediterranea che si lega benissimo con l’ispirazione americana. Una voce femminile (Teresa Tedesco) a metà fra Cristina Donà e Carmen Consoli, molto calda, incisiva e riconoscibile, che si spartisce il campo con una voce maschile (Francesco Tedesco), forse un po’ meno riconoscibile ma più quadrata e tagliente. Insieme formano un insieme pressoché perfetto e si completano splendidamente.

I pezzi richiedono un po’ di tempo per essere assimilati. Non c’è nessuna canzone che spicca in modo particolare sulle altre, ma tutte insieme formano un unico flusso molto coerente con sé stesso. Anche se il ritornello (che in realtà poi non lo è…) di “Come Ora” con il perfetto scambio fra le due voci nella canzone, non fatica a imprimersi nella memoria. Ma non si può ridurre questo disco all’efficacia di un ritornello o alla sua orecchiabilità. Qui c’è passione, cura, voglia di creare qualcosa di bello e valido artisticamente.

L’unico appunto che posso fare è che alcune volte i riff di chitarra e la ritmica della batteria vanno a cercare soluzioni troppo sincopate, che tolgono aria ai pezzi. Perchè le due voci , a mio parere, si esprimono molto meglio quando hanno spazio di azione e quando si possono muovere sugli splendidi arpeggi che ci sono in molte parti di “in2i”, sostenuti da linee di basso sempre azzeccate.

Da amante delle cose semplici quale sono, ho apprezzato moltissimo “Pre-Visione”, forse il pezzo più lineare e lento di tutto il disco. Insieme a “Come Ora” è sicuramente il più riuscito e quello con l’atmosfera più intensa.

I Da’Namaste sono un gruppo che si merita un grande rispetto per quello che hanno saputo creare in questo disco. Un disco che vi consiglierei di procurarvi e di ascoltare tante volte.

Anche gli AFTERHOURS al Festival di Sanremo 2009

dicembre 22, 2008 by admin  
Filed under Musica

Annunciati i 16 Artisti e le 10 Proposte 2009 invitati a partecipare alla 59° edizione del Festival di Sanremo, targata Paolo Bonolis – Gianmarco Mazzi, che andrà in onda su Rai Uno dal 17 al 21 febbraio prossimi.

L’Organizzazione comunica che, valutata la qualità artistica delle canzoni presentate a Sanremo 2009, il direttore artistico e il direttore artistico musicale hanno deciso di portare il numero degli Artisti da 15 a 16 e il numero degli artisti della categoria Proposte 2009  da 8 a 10. Per questo motivo, nella serata di venerdì 20 febbraio verranno eliminati 2 artisti della categoria Artisti anziché 1.

Sanremo 2009

Sanremo 2009

CATEGORIA ARTISTI:
AFTERHOURS, Il paese è reale
ALBANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO – BELLI – YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore

CATEGORIA PROPOSTE 2009:
SILVIA APRILE
Giovedì 19 febbraio OSPITE PINO DANIELE
Un desiderio arriverà

IRENE
Giovedì 19 febbraio OSPITE ZUCCHERO-VANDELLI-BATTAGLIA-FIO
Spiove il sole

ISKRA
Giovedì 19 febbraio OSPITE LUCIO DALLA
Quale amore

FILIPPO PERBELLINI
Giovedì 19 febbraio OSPITE RICCARDO COCCIANTE
L’orgoglio

CHIARA CANZIAN
Giovedì 19 febbraio OSPITE ROBERTO VECCHIONI
Prova a dire il mio nome

MALIKA AYANE
Giovedì 19 febbraio OSPITE GINO PAOLI
Come foglie

BARBARA GILBO
Giovedì 19 febbraio OSPITE MASSIMO RANIERI
Che ne sai di me

KARIMA
Giovedì 19 febbraio OSPITE BURT BACHARACH
Come in ogni ora

SANREMOLAB-ACCADEMIA DELLA CANZONE DI SANREMO
gli ospiti del giovedì saranno comunicati entro il 16 gennaio

ARISA
Sincerità

SIMONA MOLINARI
Egocentrica

Le richieste di partecipazione alla categoria Artisti pervenute all’organizzazione sono state 104, mentre per la categoria Proposte 2009 sono state 146.

La competizione online Sanremofestival.59 ha chiuso le iscrizioni venerdì 19 dicembre alle ore 24.00 con un totale di 470 video pervenuti. La regione più rappresentata è la Campania, in particolare Napoli e Salerno le città da cui sono arrivate più proposte, seguono Lazio e Lombardia. Oltre 350 gli uomini che si sono candidati. La maggior parte delle candidature è arrivata da giovani nati nel 1982, l’età media degli artisti che si sono presentati è compresa tra i 24 e i 26 anni.

Intervista a Marco Notari

dicembre 15, 2008 by Luca Doldi  
Filed under Focus

Il 31 ottobre è uscito “Babele”, il secondo disco di Marco Notari, giovane pluripremiato cantautore. Si muove sulle coordinate già introdotte con “Oltre Lo Specchio”, ma si evolve verso qualcosa di più strutturato, più coerente con se stesso. Acquista la forma del concept e amplia le sonorità e le sfumature del disco precedente. Ho avuto l’occasione di sentire alcuni pezzi dal vivo in anteprima, e successivamente di sentire tutto il disco. L’ho trovato ottimo, sia per i testi che per la musica e gli arrangiamenti. Cresce ascolto dopo ascolto, ti si stampa in testa e ti ritrovi a canticchiarlo senza neanche accorgertene.

Ho raggiunto Marco per esplorare insieme a lui “questa Babele”.
Ciao Marco, prima di tutto ti farei un paio di domande sul genere Maugeri-Fegiz, così per rompere il ghiaccio, però mi aspetto delle risposte all’altezza:

Fegiz mode: Ma il secondo album è stato anche per te il più difficile?
A dire il vero no, ho avuto più tempo di lavorarci rispetto al primo e avevo un’idea abbastanza chiara del sound che volevo raggiungere.

Maugeri mode: Pensi cha Babele sia più una nostra proiezione interiore o qualcosa che ci costruiamo intorno distruggendo l’ambiente e pensando che un mondo migliore possa essere solo di cemento e illusioni invece che di peace & love?

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Marco Notari

Il disco si concentra sulla prima di queste due definizioni. Il problema ambientale è un tema molto attuale e preoccupante ma non l’ho affrontato in questo disco.

Bene, ora torniamo quasi seri e iniziamo l’intervista vera: Babele ha tutta l’aria di essere un concept, vuoi raccontarci la storia da cui nasce?

Sono sempre stato attratto dai dischi che si sviluppano seguendo un filo conduttore e in “Babele” è successo in modo molto naturale. Dopo aver scritto le prime quattro-cinque canzoni ho visto l’embrione di una storia e mi è venuta voglia di svilupparla. Così sono nati Cristiano e Lucia, le cui storie si intrecciano e poi si separano. Direi che fondamentalmente Babele è un viaggio attraverso le paure e lo smarrimento della nostra generazione, visto attraverso gli occhi di un uomo e di una donna.

Sul digipack completamente a sfondo bianco, molto curato fra parentesi, ci sono le figure stilizzate di un ragazzo e anche di una ragazza incinta. La scelta della ragazza col pancione come “simbolo” del disco mi ha incuriosito molto, perché penso non esista qualcosa di più lontano dal concetto di “rock” di una “pregnant”… detto in inglese sembra più rock però. Di chi è stata l’idea e cosa rappresenta quella figura messa lì in bella vista?

L’idea è stata mia perché a un certo punto della storia in Porpora si parla di un bambino, come se Lucia avesse dentro di se una nuova vita pronta ad affermarsi. Naturalmente tutto questo può essere inteso in senso figurato, ma anche in senso letterale come frutto di un suo rapporto precedente con Cristiano. Insomma la ragazza incinta è messa lì per offrire ulteriori spunti all’immaginazione dell’ascoltatore.

Parliamo del primo singolo, “Io non mi riconosco nel mio stato”, da cui è stato tratto anche un ep. A prima vista può sembrare un pezzo politicamente impegnato, ma se lo si legge bene si capisce che in realtà non è proprio così. Mi sembra una fotografia perfetta del disagio dei ragazzi che guardano il mondo con un occhio critico (che sono molti, nonostante si voglia far credere il contrario). Leggendo il testo, si può dire che hai anticipato i tempi, se si guarda alla famigerata crisi finanziaria e al nuovo movimento studentesco. Ci hai visto lungo o è stato solo culo? E come mai hai associato un testo così duro a un ritornello così allegro?

Per quanto riguarda l’abbinamento testo-musica è nato in maniera molto naturale, la ripetizione musicale del ritornello mi ha suggerito la ricerca di uno slogan che fosse il più esplicito possibile e così è nato il testo. Per quanto riguarda l’impegno del pezzo mi sento di dire che è più sociale che politico, incentrato come dici tu su un disagio generazionale e su una grande sfiducia nei confronti del potere e della nostra civiltà in generale. Credo che la crisi finanziaria e i movimenti di protesta siano la conseguenza di un progressivo e costante degrado del nostro paese e del nostro modello di società che ad un’analisi attenta era evidente già da diversi anni.

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Marco Notari - Babele

Parliamo ora di “Babele”, il pezzo che da il titolo all’album e secondo me uno dei migliori del disco. Anche qui il tema è vicino a quello di “Io non mi riconosco nel mio stato”. Qui però la musica e la linea vocale rispecchiano totalmente l’atmosfera del testo, infatti il cantato è quasi un grido, un richiamo, una forte richiesta di attenzione. Nel pezzo dici “…non voglio un movimento ma un momento per me” e di questa frase ne hai fatto un po’ il manifesto di tutto il disco. Dietro a queste parole però possono esserci molte interpretazioni, soprattutto sul concetto di movimento, vuoi mostrarcene qualcuna?

Sia chiaro che ritengo i movimenti in quanto fenomeno di aggregazione e rivendicazione dei propri diritti fondamentali, tuttavia credo che non debbano commettere l’errore di privare la gente della propria identità e del proprio spirito critico anche nei confronti del movimento stesso. Non devono cioè essere le persone ad adeguarsi ai movimenti ma questi ultimi a modellarsi sulla base di una continua analisi critica effettuata dai suoi componenti. Questa frase che citi rappresenta per me una rivendicazione nei confronti della tendenza che c’è oggi (o forse dovrei chiamarlo meccanismo di controllo) a rendere ogni movimento un target market e un fenomeno di omologazione privandolo di qualsiasi efficacia.

In Crisalide e anche in altre parti del disco si avverte una presenza di elettronica maggiore rispetto a “Oltre Lo Specchio” è stata una scelta ponderata o è stato più lo sfizio di provare tutta la strumentazione che le Officine Meccaniche mettono a disposizione?

E’ stata una scelta legata al mio interesse di esplorare alcuni mondi sonori che mi affascinano molto, ed in realtà è nata prima di entrare alle Officine. Quasi tutte le idee elettroniche infatti sono nate al Vanilla Studio di Bra insieme ad Andrea Bergesio durante la pre-produzione.

Inoltre in questa vena elettronica si sente un po’ l’influenza dei Radiohead, ha per caso influito l’uscita di un disco incredibile come In Rainbows in concomitanza delle vostre registrazioni?

Sicuramente gli ultimi lavori dei Radiohead, anzi tutta la loro produzione dagli inizi, ha avuto un forte influsso su di me, li considero un punto di riferimento per il percorso artistico che hanno seguito e per le strade che hanno aperto. In realtà in questi due anni ho ascoltato parecchie altre band che utilizzano un approccio simile all’elettronica, ad esempio mi piacciono molto anche gli Ms. John Soda e credo che questo si senta in Crisalide.

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Marco Notari

Tornando alle Officine Meccaniche, come vi siete sentiti a registrare nello studio che ormai è diventato IL punto di riferimento per la musica italiana e anche, se vogliamo, internazionale? E quali sono i vantaggi di lavorare in un ambiente così attrezzato? Non c’è il rischio di perdersi?

Superato l’imbarazzo del primo giorno ci siamo trovati tutti benissimo. Mauro Pagani è una persona eccezionale così come tutto lo staff che lavora alle Officine, e sicuramente tutta la strumentazione che ti viene messa a disposizione è un grande vantaggio, così come la professionalità dei fonici e degli assistenti. A questo io aggiungo anche il clima che si respira alle Officine, ogni quadro e ogni angolo dello studio profumano di musica e sono uno stimolo alla tua creatività.

Oltre al vantaggio del luogo, avete avuto anche delle validissime persone che hanno lavorato con voi, la prima che mi viene in mente è Taketo Gohara. A molti questo nome non dirà nulla, ma negli ultimi anni è stato nella stanza dei bottoni di parecchi dischi, fra cui l’ultimo di Capossela per dirne uno. Come vi siete trovati a lavorare con lui?

Lavorare con Taketo è stato bellissimo, umanamente prima ancora che artisticamente. E’ una persona che trasmette grande serenità e con cui si ride e si scherza facilmente, oltre ad essere un ingegnere del suono eccezionale. Il clima in studio è stato sempre molto disteso, lui ha la grande capacità di fare procedere i lavori molto velocemente senza che per questo si crei un minimo di ansia o nervosismo. E poi siamo molto affini anche come ascolti e gusti musicali. Devo citare anche Guido Andreani che ha curato parte delle riprese e che come Taketo è un professionista di altissimo livello e una splendida persona.

Oltre a Taketo si è rinnovata la collaborazione con Giulio Casale, che oltre al primo ha prodotto anche questo disco, quanto ha influito la sua presenza in studio? E’ un produttore che interviene molto sulle dinamiche dei pezzi oppure vi ha lasciato libertà di azione?

La presenza di Giulio è stata importante già durante la fase compositiva. Abbiamo passato diversi pomeriggi a casa sua a Milano a suonare i brani con una chitarra acustica e a discutere sulle strutture delle canzoni e sui testi. In particolare mi ha dato molti input per la scrittura dei testi, non prendendovi parte direttamente ma tramite lunghe discussioni e confronti su quali erano i principali contenuti che volevamo fare emergere. In studio poi la sua presenza è stata discreta ma allo stesso tempo efficace, sa che io amo seguire da vicino gli arrangiamenti e mi lascia una certa libertà ma al momento giusto è sempre presente per portare i brani nella giusta direzione.

Un ultima pericolosissima domanda, tu sei sempre stato considerato indie, ma non sei mai entrato in certe dinamiche che caratterizzano questo ambiente. Invece pur non essendo mainstream (anche se Babele è licenziato sotto EMI, sei sempre sotto contratto con la Artes), sei apprezzato e considerato in quel mondo. Secondo te è un bene o un male non essere inquadrato in nessuno dei due mondi? Cosa ne pensi di questa divisione? E del fatto che chi da indie passa a una major venga visto come un “traditore”?

Secondo me oggi questa distinzione non ha più molto senso. Indipendente è chi può registrare la propria musica in totale libertà artistica senza nessuna pressione da parte di manager e discografici, e io questo l’ho sempre fatto e continuerò a farlo. Le distinzioni le fanno appunto i manager e i discografici, anche definirsi indie ormai è soltanto un’operazione commerciale tesa ad attrarre un certo tipo di pubblico.

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Marco Notari

FRANZ FERDINAND in Italia a Marzo per due concerti

dicembre 9, 2008 by admin  
Filed under Prossimi Concerti


DOMENICA 29 MARZO 2009
BOLOGNA – ESTRAGON

Via Stalingrado, 83 (PARCO NORD)
www.estragon.it
Apertura cancelli Ore 19.00
Prezzo del biglietto: € 30,00 diritti di prevendita

LUNEDI’ 30 MARZO 2009
MILANO – ALCATRAZ

Via Valtellina, 25
www.indipendente.com
Apertura cancelli Ore 19.00
Prezzo del biglietto: € 30,00 + diritti di prevendita
BIGLIETTI IN VENDITA DALLE ORE 10.00 DI SABATO 13 DICEMBRE SU WWW.TICKETONE.IT E DA LUNEDI’ 15 DICEMBRE SU TUTTI I CIRCUITI

FRANZ FERDINAND

Il concerto sold out del 21 novembre scorso ai Magazzini Generali di Milano ha dato un corposo assaggio di quello che sarà il terzo album dei Franz Ferdinand e la band scozzese annuncia un tour italiano per la fine di marzo del prossimo anno, quando il nuovo album sarà già nei negozi da due mesi.

Il quartetto di Glasgow é già una delle esportazioni britanniche di maggior successo di questo decennio, e con il nuovo album Tonight: Franz Ferdinand ci ricordano ancora una volta per quale motivo. La band ha trascorso il 2007 lavorando al nuovo materiale prima di entrare nello studio privato ed auto-costruito all’interno di un municipio in stile vittoriano di Glasgow col produttore Dan Carey. Il risultato sono 12 canzone robuste e carismatiche come quelle che li hanno resi famosi, con pezzi come “Can’t Stop Feeling”, “Katherine, Kiss Me” e “Ulysses” destinati a diventare dei nuovi classici con la chiara firma Franz Ferdinand: batteria da discoteca, riff di chitarra sorprendenti e ritornelli pungenti. E’ un disco decisamente coinvolgente, pieno di linee di basso contagiose e testi taglienti.

Franz Ferdinand

Franz Ferdinand

Tonight: Franz Ferdinand é quel senso di attesa che si prova in un locale prima di un concerto. E’ la musica per lanciarsi nella folla mentre ci si prepara ad una notte di edonismo. E’ musica per il dancefloor, per flirtare, per la malinconia, per perdersi e per amare la sensazione di perdersi, per il rush di adrenalina nelle vene, per quell’ora solitaria prima dell’alba in cui ci si addormenta aspettando che tutto torni come prima.

I Franz Ferdinand sono esplosi sulla scena musicale nel 2004, con la contagiosa “Take Me Out” ed il loro album di debutto nominato al Grammy Franz Ferdinand, uno dei dischi più freschi ed energici dell’anno. Il disco ha varcato i confini internazionali con hit come “The Dark Of The Matinee”, “Michael” e “This Fire”, ed ha vinto il disco di platino in diversi Paesi inclusi gli Stati Uniti. In Inghilterra l’album si è guadagnato il Mercury Music Prize e raccolto due BRIT Awards, per “Best Group” e “Best Rock Act”, oltre ad un Ivor Novello Award per la composizione. Grazie a due nomination la band si è esibita alla cerimonia dei Grammy di Los Angeles nel 2005. “Take Me Out” è stato eletto come uno dei migliori singoli dell’anno dalla maggior parte delle inchieste di fine anno della stampa specializzata.

Nonostante un’attività costante in supporto del suo primo lavoro, la band si é presa solo una breve pausa prima di rientrare nei suoi studi scozzesi ed in un nuovo studio a New York per registrare il suo secondo album. Il 2005 è stato infatti l’anno di You Could Have It So Much Better… With Franz Ferdinand, che è entrato direttamente al primo posto delle classifiche inglesi, al numero 8 della Billboard, e nella top 10 delle classifiche di altri 18 Paesi. Il disco ricopriva un territorio musicale più ampio rispetto al primo, e conteneva un’altra manciata di successi: “Do You Want To”, “Walk Away”, “The Fallen”, e “Eleanor Put Your Boots On”. I Franz Ferdinand hanno continuato la loro scalata mondiale con un tour che ha toccato Australia, Giappone, Russia e Sud America.

I Franz Ferdinand sono:
Bob Hardy (basso)
Nick McCarthy (chitarra / tastiere / voce)
Alex Kapranos (voce / chitarra)
Paul Thomson (batteria).
Sito ufficiale:
www.franzferdinand.co.uk
www.myspace.com/franzferdinand

GLASVEGAS – A Snowflake Fell (And It Felt Like A Kiss)

dicembre 8, 2008 by Matteo Sartore  
Filed under Indie Rock

GLASVEGAS - A Snowflake Fell (And It Felt Like A Kiss)

GLASVEGAS - A Snowflake Fell (And It Felt Like A Kiss)

Mini album natalizio per gli scozzesi Glasvegas, a poca distanza dalla pubblicazione del loro omonimo esordio.
Registrato in parte in Transilvania (per l’atmosfera), questo “A Snowflake Fell (And It felt like a kiss)” contiene sei tracce che si discostano dalla canonica concezione di raccolta natalizia, almeno nella maggior parte di esse: basti pensare alla seconda “Fuck You, I’m Free”, amarissima e velenosa rivendicazione, in cui James Allan canta cose del tipo “Fuck you, I’m free (…) you’re dead to me..” e amenità varie.
In effetti c’è poco di natalizio, qui: il suono non cambia, con il loro rock appena accennato sembra una coda malinconica al primo album, e se già si assapora quest’amarezza in partenza.. sono dei sentimentaloni, e questo disco sembra fatto apposta per chi passa il natale da solo, mollato dalla sua bella, con moooolto tempo libero e troppa voglia di auto commiserarsi e di annegare nel livore.
Poi però i Glasvegas ti sorprendono con la poesia di “è caduto un fiocco di neve e mi è sembrato un bacio, e non mi sentivo più così male da solo e al freddo”, e con i tre minuti in chiusura della classica “Silent Night (Noapte de Vis)” (unico vero pezzo tradizionale natalizio), in fin dei conti ci si scopre speranzosi, perché in mezzo a tutto quel freddo evocato nelle tracce precedenti scopri che magari il sole lo trovi inaspettatamente nella piccola foto di una ragazza bellissima che non conosci e alla quale ogni tanto scrivi.

Un disco per le feste, insomma, intenso e mai troppo malinconico: una conferma, da avere assolutamente se l’unico altra raccolta natalizia a disposizione è quella di Irene Grandi, con tutto il rispetto.

E Buon Natale.