BLACK OUT – Black Out
ottobre 28, 2008 by Serena Mazzini
Filed under Punk
Immaginate una piovosa giornata in una grigia città di provincia.
Ilfreddo ti taglia la pelle mentre esci di casa, ti impregna le ossa, tiartiglia la schiena, ti stringe le braccia, ti fa tremare. Ma poi, incontri i tuoi amici, prendete le vostre biciclette, quelle che usate da anni e non vi abbandonano mai e, tra le quattro mura di una sala prove, grazie alla musica, grazie alle parole, grazie all’energia chesi sprigiona, vi ritrovate direttamente nelle assolate spiaggie della California, con i vostri skate, con le birre in mano, dove tutto sembraessere illuminato, dove ogni problema sparisce.
Prendete la demo deiBlack Out, inseritela nel vostro stereo, alzate il volume, ecco, così, alzatelo di più e immaginerete tutto questo.
Questi cinque ragazzi di Parma, ne hanno fatta di strada. Hanno iniziato a suonare per gioco, forse.
Quando erano poco più che bambini. Hanno investito il loro tempo, le loro energie, il loro sudore in quella che poteva essere la loro unica viadi fuga in un ambiente cittadino tedioso e privo di particolari possibilità di svago. E si sono bruciati le dita su quelle corde, hanno raccolto da terra le bacchette cadute, ancora una volta, una volta ancora, fino a non sbagliare più, fino ad aver trasformato quel “gioco” in qualcosa di unico, fino ad aver reso il loro passatempo uno dei migliori gruppi punk rock della scena esordiente italiana.
La demo contiene quattro pezzi: Downhill Scintilla Team, Kill Me good, Case of Beer e Like a Bomb.
Fortemente influenzati dalla scena skate punk(soprattutto dagli US BomBs di Duane Peters, come denota la presenza della track “Kill Me Good”), da essa riprendono il carattere particolarmente energetico, i tempi più veloci, le chitarre distorte e il senso dell’humor nei testi.
Ogni traccia trasuda tutto l’impegno, la fatica, la determinazione, la passione che questi ragazzi possiedono, in ogni accordo, in ogni colpo dicharleston, in ogni urlo, possiamo sentire un brivido, una vibrazione che ci attanaglia la pelle, perchè diventa sempre più difficile trovaregruppi con una così ostinata volontà di emergere.
Di particolare rilievo è la figura del cantante, Pagliach, un’anacronistica icona punkrock sputata fuori direttamente dalla scena più grezza e potente,dotato di grandi capacità tecniche e presenza scenica.
Il mixaggio risulta essere ben fatto, ogni suono è ben amalgamato con gli altri, senza sovrapposizioni.
Insomma, per essere la prima prova in studio, direi che l’hanno passata egregiamente.
E credetemi, questi ragazzi ne faranno di strada.
Quindi non vi resta che prendere tra le mani la loro demo e tenere d’occhio il loro myspace (www.myspace.com/blackoutskatepunk), magari sorseggiando una birra… FoLLow Me, CaSe Of Beer!!
A volte ritornano…
ottobre 22, 2008 by Luca Doldi
Filed under Blog
A volte succedono cose straordinarie, cose che apparentemente non hanno senso, cose che se le guardi bene ti fanno capire che, ogni tanto, la volontà di tante persone può cambiare veramente le cose. La pace nel mondo? No. Gli alieni? No. Apparizioni della Madonna? No.
Sto parlando di un locale che ha aperto l’anno scorso e che in meno di un anno è diventato il punto di riferimento della musica emergente nel Nord Italia, un punto di riferimento per la musica dal vivo in generale, e un punto di riferimento per molte persone che si sono stufate di sentire le solite cover band o di vedere le solite programmazioni fotocopia dei locali rock.
Questo locale dopo poco più di un anno di intensa attività, per vari motivi è stato costretto a chiudere. Nel momento in cui ha dato l’annuncio ufficiale della chiusura, il myspace, il sito, la mail, i myspace dei soci, ogni contatto raggiungibile, è stato bombardato di messaggi che esprimevano un profondo dispiacere per la chiusura o che cercavano di convincere i proprietari a continuare l’avventura.
Molta gente tenta l’azzardo di aprire un locale, ma dopo poco tempo deve confrontarsi con la realtà e chiudere, molti locali spariscono senza lasciare traccia, ma in questo caso, a fronte del rumore e dello sconcerto che ha provocato la notizia della chiusura, la traccia è stata lasciata e anche profonda, nonostante il breve periodo di attività.
Addirittura è stata organizzata una raccolta fondi per convincere i proprietari a riaprire. Che io mi ricordi, una raccolta fondi per un locale di quel genere (che non sia un circolo Arci o un centro sociale) non l’ho mai vista. Segno che l’interesse e l’affetto della gente nei suoi confronti sono altissimi.
Alla fine è stata raccolta una somma simbolica (simbolica per le spese che deve sostenere un locale di quelle dimensioni, ma non irrisoria), che insieme ai moltissimi messaggi, e all’aggiunta di due nuovi soci, ha convinto i proprietari a non gettare la spugna e a riprovarci. Così il 3 ottobre Le Piccole Iene di Romagnano Sesia hanno riaperto.
Ho raggiunto Simone, uno dei tre soci fondatori per fargli alcune domande su quello che è successo. E soprattutto, per capire se è veramente possibile in Italia fare qualcosa di diverso e anche di qualità:
L: Immaginavi che la chiusura del locale potesse provocare una reazione così “violenta” nella gente che in questo anno è passata da voi, addirittura una raccolta fondi?
S: L’unica risposta possibile è “no”. Siamo rimasti tutti quanti un po’ interdetti (in senso buono!) da tutto questo clamore suscitato. Abbiamo tentato di dissuadere i ragazzi dal fare le raccolte fondi, non ci sembrava corretto….ma niente da fare….questo flusso ci ha letteralmente travolto
Quali sono le difficoltà che avete incontrato durante questo anno di attività?
Beh, prima di tutto abbiamo dovuto vincere lo scetticismo di chi pensava che un locale così non potesse funzionare. Poi ovviamente, non essendo dei nababbi noi tre, i soliti problemi economici…
E’ stato difficile avviare un programma così ricco fin da subito? Quanto vi siete sbattuti per offrire tutta quella quantità e qualità, musicalmente parlando?
E’ stata una ricerca molto complessa. All’inizio quasi proibitiva, poi grazie al fatto che il locale si stava facendo pian piano un nome, le cose si sono fatte più semplici. Anche se comunque la ricerca di bands per soddisfare tutti i palati è sempre un po’ una piccola impresa.
Perché invece non avete seguito la via semplice, ovvero affidare il sabato sera a qualche conosciuto deejay rock, per andare sul sicuro e offrire alla gente quello che si aspetta da un classico locale rock? (stesse canzoni tutte le sere, stessa scaletta, stesse frasi dette dal DJ ecc)
Semplicemente perché non era quello il motivo per cui avevamo deciso di aprire un locale. Come ho detto prima, nessuno dei tre è ricco, abbiamo un regolare lavoro durante la settimana e non volevamo che il nostro locale diventasse la fotocopia degli altri.
Solitamente nei locali di media/grande capienza come Le Piccole Iene o sei una cover/tribute band o il palco non lo vedi neanche con il binocolo, a meno che il gruppo non sia supportato da un’agenzia (o non sia già famoso). Da voi invece si sono viste spesso band emergenti aprire concerti di artisti più famosi, o in serate dedicate solo a loro. Come mai da voi è possibile e invece in altri posti no? E’ così difficile? Hai qualche consiglio da dare alle band emergenti? O anche qualche critica?
Sì è vero. Tante bands emergenti hanno suonato da noi e tante ne suonano e suoneranno ancora. Ovviamente è molto difficile perché parlandoci terra terra le bands emergenti non ti fanno guadagnare ma ti fanno perdere dei soldi. E anche se il nostro scopo non era quello di guadagnarci un sacco di soldi da questa attività, beh, perdendoli si arriva poi alla situazione di giugno, quando siamo stati costretti a chiudere. Ci vorrebbe un giusto mix, ma nessun ha la sfera magica!
Un consiglio….beh…io suono in bands emergenti da anni ormai e mi sono accorto che le pretese della maggior parte di esse sono decisamente aumentate e senza motivo. Io quando c’era da suonare prendevo la macchina e andavo dappertutto, l’ho fatto per anni, come emergente è giusto così. Le bands non hanno più questo spirito e spesso vengono fuori con pretese assurde…non scendo nel dettaglio per correttezza.
Cambierà qualcosa in questo nuovo corso delle Piccole Iene? Sarà organizzato in maniera diversa? Le serate cambieranno direzione?
Qualcosina cambierà. Ovviamente l’ “ideologia” del progetto rimarrà invariata, quindi niente cover bands. Però abbiamo apportato alcuni piccoli cambiamenti per indirizzare di più la clientela. Quest’anno ad esempio faremo sempre pagare un biglietto il sabato (giustificato da concerti di un certo peso comunque) e di contro il venerdì e la domenica saranno sempre ad ingresso gratuito.
La musica dal vivo ha ancora presa sul pubblico? A parte chi va a vedere e sentire le solite cover/tribute band (da voi sono passate pochissime volte), c’è ancora qualcuno che ha il piacere di andare in un locale per sentire qualcosa di nuovo?
Dall’esperienza maturata quest’anno mi sento di dirti un bel si! Tutta la gente che ama la musica indipendente dove credi che possa andare?
Un consiglio invece a chi volesse imbarcarsi in un’avventura come la vostra?
Non fatelo se non siete completamente fuori di testa come noi! E’ un’esperienza interessante e ti fa crescere, ma allo stesso tempo è distruttiva…
RI-SCOSSA ART FEST
ottobre 21, 2008 by Francesco Diodati
Filed under Festival

Ri-Scossa Art Fest
Ascoltare musica e, contemporaneamente, assistere ad una mostra fotografico-pittorica. Lasciarsi trasportare dalle parole senza tempo di qualche grande scrittore e da quelle, sognanti, di chi ha appena intrapreso il proprio cammino letterario. Respirare “una boccata d’arte fresca” grazie alla fusione di esperienze tra artisti emergenti e artisti già noti del panorama campano e nazionale.
E’ questo lo spirito del “Ri-scossa art fest”, un grande festival dell’arte emergente patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Caserta che pone, al centro della scena, i giovani talenti campani nella speranza di donare una sferzata di vita nuova ad una terra che appare sempre più intorpidita. 10 band emergenti in gara e poi pittori, fotografi, scrittori e attori vi contageranno con una forma rara e altrettanto piacevole e alienante di “artistite acuta”.
Si parte il 12 novembre alle ore 18:30: Angelo Petrella e Lorenzo Laporta presentano “La città perfetta” e “Le parole della pioggia” alla libreria Giunti di P.zza Mercato, a Caserta. Presenti all’incontro anche giovani scrittori emergenti casertani. Il giorno seguente, giovedì 13 novembre alle ore 21, all’interno della splendida cornice offerta dal C’era una volta in America, ha inizio la gara musicale e, in contemporanea, la mostra fotografico-pittorica con i lavori di alcuni artisti della galleria metrò di Caserta. Gli altri appuntamenti sono previsti mercoledì 19 novembre e martedì 25 alle 18:30 (per quanto riguarda gli incontri letterari con Antonio Pascale, Chiara Gamberale e Teresa Ciabatti) e il 20 e 27 novembre (per la seconda giornata di gara musicale e per la serata finale del contest durante la quale è previsto il concerto degli Atari di Napoli). Le altre“chicche” preferiamo lasciarla scoprire a chi deciderà di partecipare a questo che, oltre ad essere un festival dell’arte, è anche un festival, appunto, della riscossa creativa giovanile.
Gli eventi saranno seguiti dalle telecamere di Julie Italia che ne diffonderà il contenuto sui canali Telelibera, Julie Italia, Julichannel sky921 e sul portale www.julienews.it.
Per informazioni su orari e luoghi previsti per gli incontri visitate www.julienews.it oppure inviate una mail a ri-scossa@live.it
N.B RockON.it sarà presente in giuria con Francesco Diodati
WILD BILLY CHILDISH & THE MUSICIANS OF THE BRITISH EMPIRE – Thatcher’s Children
ottobre 21, 2008 by Francesco Diodati
Filed under Indie Rock

WILD BILLY CHILDISH & THE MUSICIANS OF THE BRITISH EMPIRE - Thatcher's Children
Billy Childish non si smentisce mai. Sempre instabile, sempre immobile, sempre eccessivo. Sempre presente. Sempre stacanovista. L’immancabile stacanovista. Billy Childish e le sue truppe,, i suoi miti, le sue allucinazioni, i suoi continui, discontinui, abusi artistici. A pochi mesi di distanza dall’ album che aveva segnato il natale del 2007 (“Christmas 1979”), riecco l’inglese baffuto accompagnato dalla sua ultima, giovane, creatura dei Musicisti dell’Impero Britannico. Nessun cambio in formazione. Il Solito trio. Il solido trio.
“Thatcher’s Children” è il terzo album di Wild Billy Childish & The Musicians Of The British Empire. Dodici brani, trenta minuti, un disco breve, tirato, omogeneo, garage. “Thatcher’s Children”, una copertina in stile Sex Pistols, il duetto che si ripete e che c’ammazza tra le voci di Billy Childish e di Nurse Julie, l’infermeria angelica tanto devota ai seventies (“Coffee Date” e “He’s Making A Tape” sono super). Billy Childish nel punk, nei suoi colori, nei suoi accordi semplici, lineari, nei suoi panni da artista tutto fare. “Thatcher’s Children”, gli Who come punto di riferimento, come presenza fissa.
Il terzo lavoro di Wild Billy Childish & The Musicians Of The British Empire tocca la solita scena, la solita onda. “Thatcher’s Children”, niente di nuovo, solo il garage del Maestro baffuto.
MACNO – Tutto come prima
ottobre 21, 2008 by Vittorio Lannutti
Filed under Rock

MACNO - Tutto Come Prima
La Scala Dischi/Venus
Hanno impiegato tre anni i comaschi Macno per dare un seguito all’ottimo esordio “A pochi passi da qui”. Con “Tutto come prima” i Macno confermano la loro attitudine ad un ottimo rock compatto e cantato in italiano, nel quale le chitarre sono in primo piano con poche deviazioni ed una concretezza invidiabile. Il loro approccio, infatti, è essenziale e con pochi fronzoli.
I testi cantati con un equilibrato lirismo da Mimmiz sono spesso introspettivi e sembrano concentrati su note autobiografiche, anche se con tonalità malinconiche, come nella ballata “Il mio peccato” o nella simbolica “Un’altra goccia” nella quale emerge una voglia di fuga dal contatto con gli altri. Il pezzo musicalmente più accattivante è sicuramente “Un altro giorno d’estate”, nella quale l’elettro-rock lascia lo spazio a dei tratti dub. Se poi “Baci rubati” è scarnificata e malinconica, “Lontano, lontano, lontano” è caratterizzato da un ballata nella quale la chitarra vibra al punto giusto.
“Tutto come prima” è arricchito dalla presenza di vari ospiti: Simone Lenzi dei Virginiana Miller, Lele Battista, Nicola Manzan e Gianluca Lo Presti.
JOE LALLY – Nothing is underrated
ottobre 20, 2008 by Vittorio Lannutti
Filed under Rock

JOE LALLY - Nothing is Underrated
Dischord
Purtroppo è ancora in stand-by il progetto Fugazi e allora dobbiamo accontentarci dei lavori solistici degli ex componenti, come il secondo lavoro di Joe Lally. La cosa che non mi va giù è che gli ex componenti dei Fugazi, poi collaborano tra loro. In questo cd, infatti, danno il loro contributo Ian McKaye e Guy Picciotto, e l’ingegnere del suono è il quinto Fugazi: Don Zientara. A questo punto mi domando perché i Fugazi non fanno un nuovo cd?
Va bene, passiamo a “Nothing is underrated”, dato che siamo qua per questo. Lally fa un lavoro di evoluzione rispetto al suo esordio del 2006 “There to here”, dato che se questo era abbastanza monocorde, quest’ultimo lavoro ha sonorità più variabili. Il suo strumento ovviamente è sempre in primo piano, ma lascia maggiore spazio alle chitarre, che si dilettano a lanciare fendenti noise. Il ritmo è spesso lento, permettendo ai brani di procedere in maniera riflessiva, non eccedendo mai.
In questo cd succede tutto il contrario di quanto accadeva con i Fugazi, in quanto il sound è estremamente contenuto e posato. Il basso a volte si fa ipnotico, altre procede aggressivo, ma sa sempre perfettamente dove andare a parare. Trentasei minuti per scoprire un’altra faccia dei Fugazi.
A Febbraio OASIS dal vivo in Italia per ben 5 concerti!
ottobre 19, 2008 by admin
Filed under Prossimi Concerti
Gli Oasis hanno annunciato 5 concerti in Italia a febbraio 2009, 5 tappe che faranno parte del loro tour europeo, da gennaio a marzo 2009, a supporto loro nuovo album ‘Dig Out Your Soul’.
Il tour partirà il 12 gennaio e si concluderà il 3 marzo. Questa tranche europea rientra nel tour mondiale 2008/09 e segue le date in Canada, Gran Bretagna, Messico e Stati Uniti.
Ecco le 5 date italiane:
02 febbraio MILANO Datchforum
20 febbraio ROMA Palalottomatica
21 febbraio TREVISO Palaverde
23 febbraio BOLZANO Palaonda
24 febbraio FIRENZE Mandela Forum
I biglietti per tutte le date saranno in vendita dalle 11 del 21 ottobre tramite il circuito TicketOne www.ticketone.it e dal 28 ottobre nelle prevendite autorizzate.
Il nuovo album degli Oasis, ‘Dig Out Your Soul’ è disponibile ora.
Per maggiori informazioni www.oasisinet.com.
Per informazioni sulle date italiane
Live Nation Italia
Tel.: 02 5300 6501 – e-mail: info@livenation.it – web: www.livenation.it

Oasis
Costo dei biglietti per Milano
Tribuna Gold: 50 euro + prevendita
Anello B Num.: 40 euro + prevendita
Anello C Non Num: 34 euro + prevendita
Parterre: 36 euro + prevendita
Costo dei biglietti per Bolzano
Anelli Numerati: 50 euro + prevendita
Anelli Non Num.: 35 euro + prevendita
Parterre: 32 euro + prevendita
Costo dei biglietti per Treviso
Primo Anello Num.: 45 euro + prevendita
Secondo Anello Non. Num.: 36 euro + prevendita
Parterre: 40 euro + prevendita
Costo dei biglietti per Roma
Primo Anello Num.: 45 euro + prevendita
Secondo Anello Num.: 40 euro + prevendita
Terzo Anello Non Num.: 34 euro + prevendita
Parterre: 36 euro + prevendita
Costo dei biglietti per Firenze
Primo Anello Num.: 45 euro + prevendita
Secondo Anello Non Num.: 40 euro + prevendita
Parterre: 36 euro + prevendita
Cranes: quattro date per l’icona dark anni 80
ottobre 18, 2008 by admin
Filed under Prossimi Concerti
La band icona della musica dark dei primi anni ’80 sta per tornare in Italia per un mini tour di quattro date.
martedi 21 ottobre @ Circolo degli Artisti, Roma
giovedi 23 ottobre @ Musicdrome, Milano
venerdi 24 ottobre @ Vidia, Cesena
sabato 25 ottobre @ La Gabbia, Padova
La band dei fratelli Shaw è tornata, e nel modo migliore: un mini tour italiano e un nuovo album uscito proprio in questi giorni, il 13 ottobre per la precisione.

Cranes
CRANES
Cranes: è questo il titolo dell’ undicesima fatica della band, uscito per la Dadaphonic, un nome semplice per un album che indubbiamente segna il ritorno in gran forma della band capitanata da Alison.
Se con Forever (1993) la band aveva raggiunto l’olimpo del dark rock, con il loro self titled i Cranes vogliono urlare al mondo che da quell’olimpo non sono mai scesi, e anzi, che sono sempre lì, attivi e prolifici come non mai.
In questo album si trovano undici tracce che sembrano provenire direttamente dai primi anni ’90, quando ancora la musica faceva emozionare, quando l’originalità era un punto di forza, e quando i Cranes erano un gruppo di nicchia che con melodie scure e aggressive stavano inesorabilmente conquistando il mondo. Insieme a pezzi che oggi sono quasi “vintage”, chicche per collezionisti, troviamo anche un’apertura verso il futuro, in cui i Cranes mescolano il loro shoegaze a melodie più catchy, in grado di far ricredere chiunque ha detto che il goth rock è morto.
I Cranes sono vivi. E il goth rock con loro.
I prossimi appuntamenti dal vivo del NEW AGE Club
Da anni il New Age Club ospita sul proprio palco il meglio della musica live internazionale e nazionale, diventando ben presto uno dei locali di alternative rock piu’ famosi d’Italia.
Prossimamente LIVE
18.10 – WHITE ROSE MOVEMENT
19.10 – KILL HANNAH
23.10 – PAUL GILBERT + Gianni ‘Jana’ Roiatti & Dolcetti
25.10 – SUONICA LIVE CONTEST
29.10 – dEUS + Special guest
31.10 – RUMATERA + HALLOWEEN NIGHT
01.11 – SUONICA LIVE CONTEST
04.11 – DARK TRANQUILLITY + Poisonblack + Fear My Thoughts
07.11 – CARMEN CONSOLI
08.11 – CARMEN CONSOLI
11.11 – SUBSONICA
13.11 – HAGGARD + guest
14.11 – IndiepenDANCE: SPECIAL GUEST!!!
15.11 – BUGO + special guest
21.11 – CAPAREZZA
22.11 – CAJUN DANCE PARTY
23.11 – FIREWIND + All Ends + Mystic Prophecy
29.11 – FUNERAL FOR A FRIEND + Cancer Bats + guest
30.11 – AFTERHOURS NEW
06.12 – PUNKREAS + Cattive Abitudini
12.12 – SUD SOUND SYSTEM
19.12 – MASSIMO VOLUME + Special guest
20.12 – LINEA 77
13.01 – P.O.D. + FILTER
23.01 – THE STRANGLERS
06.02 – NAPALM DEATH
NEW AGE CLUB
Via Tintoretto 14
31056 RONCADE (TV)
Tel. 0422 841052
www.newageclub.it
(ingresso riservato soci a.r.c.i.)
TV ON THE RADIO – Dear Science
ottobre 13, 2008 by Francesco Diodati
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TV ON THE RADIO - Dear Science
I Tv On The Radio nel loro limbo, nel loro spazio, nel loro mondo. La musica nera di New York che fluttua nell’indie-rock, nell’art-rock, negli States più cool. I processi evolutivi, i processi involutivi. La wave è morta. Due anni fa Bowie era l’eroe assoluto. L’ideatore. L’ispiratore da copertina. L’ispiratore che collaborava. Oggi tocca a Prince e al suo funky. I Tv On The Radio al terzo album, “Dear Science”. Tutta la consacrazione nelle mani del solito David Sitek.
“Dear Science”, undici tracce, cinquanta minuti. Le carte si mischiano, si abbandona la wave dei primi due album, e nasce un meccanismo che ingloba funky, soul e pop. “Dear Science” è il lato sinfonico dei cinque statunitensi, una raccolta ossessiva di violini, archi e fiati che segnano il suono morbido e curato dell’intero album. La lettera alla scienza. La lettera dei due angeli nerissimi quali Kyp Malone e Tunde Adebimpe. La favola storta di David Sitek che si fotte la chitarrina funky del Prince più figo (vedi “Crying”, “Red Dress”). La favola che ci regala le solite quattro o cinque perle d’altri tempi. Un crogiuolo di suoni, d’emozioni. La sinossi dell’arte contemporanea. E allora “DLZ”, “Family Tree” (toccante, semplicemente splendida), “Golden Age” e “Stork And Owl”. Poi il break improvviso nelle inutili manipolazioni indie-rock (“Halfway Home”, “Lover’s Day”, “Dancing Choose”).
“Dear Science”, la doppia visione. I Tv On The Radio si spaccano. Addio singoloni, “Wolf Like Me” (“Return To Cookie Mountain” – 2006) non tornerà mai più. “Dear Science”, la transizione che sa di precisione, di cura, di perfezione. “Dear Science”, solo commoventi pulsazioni nere.




