NEGRITA: Nuovo album e nuovo tour

settembre 27, 2008 by admin  
Filed under Dischi

La band ha appena ultimato il nuovo album dal titolo HELLdorado che uscirà il 31 Ottobre.

Nel frattempo il primo singolo estratto “Che Rumore fa la Felicità?”, in radio da Venerdì 19 Settembre e disponibile in download su iTunes, è già ai vertici del music control.

Negrita

Negrita

NEGRITA

A tre anni di distanza dal successo dell’album L’Uomo Sogna Di Volare, l’album di Rotolando Verso Sud, torna una delle band più apprezzate con un nuovo lavoro che promette molte conferme e straordinarie sorprese.
Registrato tra Buenos Aires e la Toscana, HELLdorado punta ancora più in alto con esplorazioni sonore e linguistiche a 360°.
Africa, LatinoAmerica, Jamaica, Spagna, vanno a definire il vasto universo musicale dei NEGRITA degli ultimi anni, il tutto mezclato ad una rock’n'roll attitude sempre più rara sia in Italia che fuori.

Un album dal dna e dalle mire internazionali che si esprime in Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese, Portoghese e non solo… ritmi incessanti, colori imprevedibili, sonorità ruvide o morbidamente accoglienti a seconda della porta che si aprirà durante l’ascolto.

Prodotto da Fabrizio Barbacci, con alla batteria Cris Dalla Pellegrina e alle percussioni il brasiliano Itaiata De Sa, si arricchisce anche di tanti special guest tra cui: Roy Paci e gli argentini Bersuit e La Zurda.

HELLdorado come l’Occidente che viviamo, come la gioia e come il dolore in uno status costante di eterne contraddizioni.

I Negrita anche in questa occasione confermano il loro sostegno ad iniziative di solidarietà e di impegno come la campagna “PER TUTTI. Acqua. Salute. Istruzione.” promossa in Italia da Ucodep come parte della campagna globale FOR ALL di Oxfam international, volta a richiedere ai governi di garantire accesso universale a salute, acqua e istruzione nei paesi del Sud del Mondo. (info: www.ucodep.org).

NEGRITA TOUR 2009

NEGRITA hanno appena confermato quello che sarà il tour di supporto a HELLdorado e che li vedrà in 10 imperdibili esibizioni nel mese di Febbraio 2009.

Ecco i dettagli delle date:
05.02 S.Benedetto Del Tronto (AP), Palasport B.Speca
06.02 Parma, Palasport Raschi
07.02 Padova, Palanet
12.02 Torino, Mazdapalace
13.02 Firenze, Saschall
14.02 Milano, Palasharp
20.02 Napoli, Palapartenope
21.02 Taranto, Palasport
27.02 Roma, Atlantico
28.02 Bologna, Land Rover Arena

I biglietti, al prezzo di € 20 + diritti di prevendita, saranno in vendita su www.ticketone.it e punti vendita collegati su tutto il territorio nazionale a partire dalle ore 12.00 di giovedi 2 Ottobre.

Laddove previsti, saranno disponibili anche posti numerati a € 22 + diritti di prevendita.

VIDEO – CHE RUMORE FA LA FELICITA’

Fuori pericolo Travis Barker dei Blink 182

settembre 21, 2008 by admin  
Filed under News

Travis Barker Blink 182 +44

Travis Barker Blink 182 +44

L’ex batterista dei Blink 182 Travis Barker e il dj Adam ‘AM’ Goldstein sono in condizioni disperate gravi condizioni dopo che l’aereo sul quale viaggiavano si è schiantato a poca distanza dall’aeroporto di Columbia, in South Carolina. Erano partiti alla volta di Van Nuys, vicino Los Angeles dopo un imponente concerto tenuto a Columbia.

Ricoverati in gravi condizioni al centro grandi ustionati il Travis e Adam sono gli unici due superstiti mentre gli altri quattro occupanti l’aereo sono morti.

Le condizioni di Travis sono gravi ed è ricoverato presso l’ospedale di Augusta. Fortunatamente in serata, in un comunicato stampa, i medici dell’ospedale dove è ricoverato hanno assicurato che non è più in pericolo di vita. Hanno anche fatto sapere che in parte del torace e sulle gambe Travis ha delle ustioni di secondo e terzo grado, ma che non ha assolutamente contusioni o fratture. Quindi dopo una lunga convalescenza hanno constatato che si rimetterà appieno e riprenderà tutte le funzioni motorie e potrà quindi tornare a suonare come prima.

TRAVIS BARKER

Barker, 32 anni ed ex fidanzato di Paris Hilton, era uno dei più pittoreschi componenti del gruppo punk Blink 182 il cui album più importante, ‘Enema of the State’ del 1999 aveva venduto oltre cinque milioni di copie nei soli Stati Uniti. La band si era sciolta nel 2005.

Nel 2002 assieme al membro dei Rancid Tim Armstrong e Rob Aston Travis crea un progetto parallelo, i Transplants, con i quale produce due album. Nel 2003, durante una pausa con i blink-182 crea assieme a Tom Delonge una nuova band, i Box Car Racer, a cui collaborano anche David Kennedy ed Anthony Celestino; la band si scioglierà nel 2003.

Nel 2005 fonda assieme a Mark Hoppus i Plus 44. Inizialmente la band era formata da i due più Carol Heller, una sua amica di vecchia data,che però decide di lasciare la formazione dopo aver inciso qualche canzone (Make You Smile e No,it isn’t).I motivi furono due: la Heller disse di non trovarsi più bene nella direzione che la band stava prendendo, cioè il Punk Rock, e decise di lasciare il gruppo per dedicarsi alla famiglia;viene dunque sostituita da Craig Fairbaugh e Shane Gallagher.

WHITE DENIM – Workout Holiday

settembre 19, 2008 by Francesco Diodati  
Filed under Indie Rock, Ultime Recensioni

WHITE DENIM - Workout Holiday

“Workout Holiday”, dodici tracce, trentasette minuti. Il garage e non solo. Il garage e molto di più. Il garage e tutti i suoi lati.

Jimi Hendrix e la sua fender. Iggy Pop e i suoi Stooges. Gli Oneida meno krauti e più diretti. Jack White nel suo blues delle Strisce Bianche, nel suo revival con il secondo capitolo dei Raconteurs. I Don Caballero del lontanissimo “For Respect” (1993) (vedi la strumentale “WDA”).

Fiumi incandescenti di wah-wah, loops, gocce di funky, di pop, e una sezione ritmica esplosiva. “Workout Holiday” è il nuovo garage, l’album che accende i nuovi scenari, l’album che rilancia i seventies sotto una nuova veste, sotto un nuovo mondo targato White Denim.

“Workout Holiday” è lo straordinario esordio discografico del terzetto texano. Si alza la polvere, gli occhi bruciano. Rimaniamo immobili. La perdita del controllo. Si accendono le luci. Cala il silenzio. Tutti in piedi.

SLIPKNOT – All Hope Is Gone

settembre 17, 2008 by Damiano  
Filed under Metal

SLIPKNOT - All Hope is Gone

SLIPKNOT - All Hope is Gone

Chi di voi conosce gli Slipknot? Finalmente, dopo 4 anni di lunga attesa, i 9 “operai” provenienti dall’Iowa sono tornati con il loro ultimo lavoro, “All Hope is Gone”: un album certamente complesso e strutturalmente delicato, che si discosta in maniera abbastanza sostanziale dal loro stile originario e, in quasi ogni sua traccia, stupisce per la capacità degli oramai affermati artisti americani di inserire sorprendenti elementi innovativi nel solco della loro personale storia musicale.

Il fatto essenziale è che chiunque non abbia un minimo di conoscenza musicale (del panorama moderno, naturalmente) e senta pronunciare la parola Slipknot, subito pensa ad un incomprensibile alternarsi di sbidonamenti (apparentemente) insensati e ad un fastidioso ronzio di grida convulse: non è affatto così.

Oddio, se si ascolta “troppo” rapidamente un album come Iowa davvero non si può non concordare con una simile impressione; tuttavia nel corso degli anni il loro stile si è considerevolmente evoluto, lasciando filtrare alcuni (notevoli?) spiragli di melodia e, soprattutto, perfezionando in maniera pressoché esponenziale la sezione ritmica, già di per sè molto precisa e potente grazie alla sola presenza di quel funambolico artista della bacchette qual è Joey Jordison. Allo stesso tempo non va assolutamente dimenticata la grande esperienza accumulata e maturata dal cantante Corey Taylor (assieme a Jim Root) negli Stone Sour, inizialmente personalissimo side-project di #8 ed ora invece conclamata realtà della musica hard-melodic rock: le atmosfere più calde e, per molti versi, intime, così come una timbrica meno urlata e molto più (fisicamente e psicologicamente) sentita, hanno considerevolmente aumentato la versatilità vocale e la profondità testuale di Taylor, il quale riesce oggi ad alternare spoken words, growl, grida e cantato melodico in maniera assolutamente naturale e sublime, dando anima e corpo a parole dai significati tanto astratti quanto però vibranti.

Proprio i precedentemente citati spiragli di melodia riaccendono, però, l’atavico problema dei cosiddetti puristi del metal: non appena una band universalmente riconosciuta come metallica (per cortesia, l’aggettivo metallaro lasciamolo ai più riprovevoli fanatici di questo straordinario genere musicale) si azzarda ad inserire un ritornello vagamente orecchiabile (catchy, per usare un termine più propriamente internazionale), ecco che subito viene tacciata di “commercialità”, di “degradazione”, addirittura di “schifezza”. Per quale ragione la melodia sarebbe una “schifezza”? Per quale motivo, soprattutto, sarebbe un delitto risultare estremamente graditi dal pubblico (poichè la commercialità implica, per sua stessa definizione, un maggior gradimento da parte del pubblico)?

Personalmente, trovo che la svolta degli Slipknot, evidente già in “Vol.3 : The Subliminal Verses” (basti ascoltare i riuscitissimi singoli “Vermilion” e “Duality”, ma anche brani più inquieti quali “The Nameless” o “Before I forget”), ma ancor più programmaticamente riconoscibile in quest’ultimo “All hope is gone” , sia non soltanto frutto di un’accurata e sentita evoluzione musicale, che nulla ha a che vedere con gli interessi più squallidamente economici (i metallari, soprattutto negli States, sono numericamente sufficienti a garantire una pensione più che decorosa anche al più banale combo metal), ma soprattutto di un’esigenza interiore che li ha spinti a ricercare una più solida completezza musicale, come si può notare anche dai toni più cupi e vagamente grunge di pezzi come “Gehenna” e “Till we die”. La purezza a tutti i costi, molto spesso manifestazione di un’innata ed esecrabile spocchia, è inevitabile sinonimo di pochezza, sia artistica che umana: bene hanno fatto i 9 “pagliacci” di Des Moines a varcare i confini del metal ed estenderli verso orizzonti meno definiti e molto più accattivanti, che certo soddisferanno anche i più indomiti fanatici dell’originalità a tutti i costi (ascoltate “Snuff” e ditemi voi se non è originale, nell’ambito dell’heavy metal, un pezzo quasi interamente suonato con la chitarra acustica).

Se proprio non vi fidate di queste premesse e siete curiosi di avere almeno un assaggio prima di convincervi a gustare l’intero piatto, andate in un negozio di dischi specializzato e dite al commesso di far partire il cd dalla traccia numero 3: “Sulfur”, il singolo “Psychosocial” e “Dead memories” costituiscono una triade oltremodo gratificante per chi, come me, apprezza un metal indubbiamente compatto ma anche istintivamente cantabile. Se non siete ancora totalmente convinti dell’acquisto, distraetevi un momento e lasciate che il lettore prosegua con la traccia 6 e vi culli sfrenatamente fra le armoniche note di “Vendetta”, mirabile sintesi di un metal heavy&catchy capace di soddisfare, pur senza sfiorare le vette delle 3 precedenti canzoni, anche i palati più schizzinosi. Nel caso, invece, vi sentiate appartenenti alla schiera dei fan storici dei 9 dell’Iowa, allora certamente non potrete restare indifferenti a tracce quali “Gematria” o il singolo “All hope is gone”, le quali si riconducono in maniera più che diretta alla potenza volutamente caotica e sprezzante che tanto scalpore e successo aveva suscitato agli albori della band.

Insomma, gli Slipknot ancora una volta riescono a non rinchiudersi all’interno dei loro stessi cliché, compiono la straordinaria impresa di non ripetersi nello stile e nei suoni ma, come oramai ci hanno abituati, offrono al pubblico una proposta musicale certamente innovativa, per molti versi stupefacente, la quale però non contrasta mai coi tratti caratteristici della loro precedente produzione: rabbia, potenza, energia. “All hope is gone” certamente non cadrà nell’indifferenza generale, giacchè, seppur da punti di vista contrastanti, questo album non può non suscitare stupore ed emozioni: esattamente ciò che, io credo, ogni musicista ha come obiettivo principale.

STIFF LITTLE FINGERS, dal 1979 puro e grezzo punk

settembre 14, 2008 by admin  
Filed under Prossimi Concerti

In arrvio in Italia le leggende del punk Stiff Little Fingers! Il gruppo di Belfast, che nel 1979 conquistò il mondo della musica grazie all’album Inflammable Material, sarà nel nostro paese per ben quattro date di puro e grezzo punk!

23 ottobre @ Estragon, Bologna
24 ottobre @ Forte Prenestino, Roma
25 ottobre @ Zapata, Genova
26 ottobre @ Teatro Miela, Trieste

STIFF LITTLE FINGERS

Gli Stiff Little Fingers sono la prima band supportata solo da un’etichetta indipendente, in grado di entrare nella Top 20 delle classifiche inglesi, una cosa impensabile per un gruppo punk, e soprattutto per un gruppo punk irlandese! Tutto ciò avviene grazie a Inflammable Material (Rough Trade/1979), un album che in tredici pezzi, tra cui gli inni Suspect Device e Alternative Ulster, riassume al meglio tutta la rabbia e la ribellione dei giovani irlandesi, costretti a vivere un’insensata guerra civile.

Jake Burns forma gli Stiff Little Fingers nel 1978, dopo aver visto un concerto dei Clash a Belfast, sua città natale. Il nome della band lo sceglie in onore di un altro gruppo punk di cui è fan: Vibrators “If it wasn’t for your stiff little fingers nobody would know you were dead”
In breve tempo gli Stiff Little Fingers si affiancano a Clash, Sex Pistols, Skids, Buzzcocks, come veri portabandiera del movimento punk degli anni ’70, quello ancora ribelle, grezzo e violento, che niente ha a che fare con il punk di oggi.

Stiff Little Fingers

Stiff Little Fingers

Nei primi sei anni di carriera registrano ben quattro album: dopo l’esordio di Inflammable Material seguirono Nobody’s Heroes (1980), Go For It (1982) e Now Then (1982).
Purtroppo, dopo quasi dieci anni dedicati unicamente alla band, Jake Burns decide di prendersi una pausa e la band si scioglie a tempo indeterminato.

Ma il punk è inscindibile dagli Stiff Little Fingers e dal loro leader: nel 1987 la band si riunisce e i fans regalano due sold out consecutivi alla Brixton Academy di Londra. L’inaspettato successo spinge gli Stiff Little Fingers a rimettersi al lavoro, e nei seguenti anni usciranno Flags and Emblems (1991), Get a life (1994), Tinderbox (1997), Best of all… Hope Street (1999) and Guitar & Drum (2003). Proprio questo ultimo album, uscito sotto EMI, viene definito dagli stessi Stiff Little Fingers, il loro miglior lavoro in studio da anni.
Nel 2004 la EMI pubblica un box Wasted Life (Secret Music), con CD e DVD per celebrare il successo della band, che a sua volta ringrazia i fans con interminabili tour in tutto il mondo.

Dall’Irlanda all’Inghilterra, dall’Europa agli Stati Uniti, ovunque vadano gli Stiff Little Fingers trovano una folta schiera di fans ad attenderli: indubbiamente sono uno dei pochi gruppi che con il passare degli anni ha mantenuto integra la sua indole punk, e anche crescendo ed evolvendosi non hanno mai smesso di urlare nel microfono tutto il loro disprezzo per ciò che non funziona nel sistema.

Per info: info@hard-staff.cominfo@virusconcerti.it

A Ottobre quattro date in Italia per TRICKY

settembre 14, 2008 by admin  
Filed under Prossimi Concerti

Dopo la data di Cagliari del 25 Ottobre, già annunciata alcuni giorni fa nel nostro sito, si aggiungono altri concerti per il fondatore del trip hop.

TRICKY

Tricky

Dopo ben cinque anni di assenza torna in Italia uno degli artisti più moderni e contaminati del panorama trip-hop mondiale: TRICKY! Considerato tra i simboli delle nuove leve musicali, l’artista britannico (che ricordiamo militava nei Massive Attack) offrirà in anteprima il live del nuovo album “Knowle West Boy” pubblicato di recente da Domino Records e che è stato accolto con ampi favori da pubblico e critica specializzata. TRICKY riprodurrà sul palco l’atmosfera metropolitana, il sound cupo e la paranoia che sono diventati da un bel po’ di anni il manifesto di una generazione.

Ecco i dettagli del tour
22.10.2008 MILANO rolling stone (biglietto: 25 euro + prev)
23.10.2008 NONANTOLA (MO) vox club (biglietto: 25 euro + prev)
24.10.2008 FIRENZE fortezza da basso, festival della creatività
25.10.2008 CAGLIARI auditorium pierluigi da palestrina

Il disco dei CALIBRO 35, dedicato alle colonne sonore degli anni 60 e 70

settembre 14, 2008 by admin  
Filed under Dischi

Calibro 35

Calibro 35

Dopo una stagione di concerti e registrazioni è in uscita il 20 Ottobre il primo disco di Calibro35, progetto dedicato alle colonne sonore italiane degli anni ’60 e ’70 di cui fanno parte Enrico Gabrielli alle tastiere (Afterhours, Mariposa, Capossela), Massimo Martellotta alla chitarra (Stewart Copeland, Mauro Refosco, Eugenio Finardi), Fabio Rondanini alla batteria (Collettivo Angelo Mai, Cristina Donà, Roberto Angelini) e Luca Cavina al basso (Transgender, Beatrice Antolini).

Il disco è prodotto da Tommaso Colliva, già collaboratore di Muse e Afterhours e co-produttore de “I Milanesi Ammazzano Il Sabato”.

Il disco, che si muove tra episodi più noti e oscure jam indie-funk, contiene musiche di Morricone, Micalizzi e altri grandi Maestri italiani tratte da pellicole come “Italia a Mano Armata”, “Milano Calibro9” e “Indagine Su un Cittadino al di sopra di Ogni Sospetto” così come brani originali ispirati a suoni e atmosfere dei film di genere.

Inclusa come bonus track anche la versione del classico di Ornella Vanoni “L’Appuntamento”, brano che accompagna uno spietato Alain Delon nelle scene di “Tony Arzenta” (1973); ospite per l’occasione Roberto Dell’Era alla voce.

Il disco sarà distribuito in Europa, Giappone e Stati Uniti dalla Cinedelic records; prevista anche un’edizione speciale su vinile.

La scena punk-hardcore underground

settembre 14, 2008 by Serena Mazzini  
Filed under Musica

‘hardcore fa parte della scena musicale alternativa italiana fin dagli anni ‘80, quando il punk hardcore visse il suo momento d’oro grazie a gruppi entrati nella storia della musica quali Negazione, Raw Power, Nerorgasmo che ebbero un discreto successo anche all’estero e che sono tutt’oggi amati e rimpianti da tutti gli appassionati del genere.
La scena italiana ha assunto sin dalla nascita connotati strettamente politici, particolarmente indirizzati al mondo della sinistra extraparlamentare, e dell’area anarchica in particolar modo.

Oggi, dopo quasi 30 anni, l’hardcore è più vivo che mai. Vorrei focalizzare l’attenzione non su quei gruppi che tutti, chi più e chi meno, conoscono, ma su quei gruppi della scena underground, spesso composti da ragazzi giovanissimi che, utillizando l’unico mezzo che hanno a disposizione, cioè la loro musica, vogliono lanciarci un messaggio.
Anti-tetanika, Skifo, Intothebaobab… nonostante i gruppi provengano da posti diversi, il risultato non cambia: la noia, il disagio, la mancancanza di stimoli, l’avversione verso il proprio paese, il nichilismo, la sociopatia, l’anarchia, sono temi ricorrenti nei loro pezzi.

Black Flag / Henry Rollins

Black Flag / Henry Rollins

ANTI-TETANIKA

Gli Anti-tetanika sono un gruppo del novarese nato nel 2004. Un gruppo che definire hardcore è più che limitativo.
Hanno all’attivo due Ep, “La vita appesa ad un filo” del 2005 e “Possibilmente in un’altra vita” del 2007.
Prendete la potenza del NYHC. Aggiungeteci l’espressività dell’hc italiano anni ‘80 (Negazione in primis). Mischiateli con i vostri libri di filosofia esistenzialista e nichilista.
Ed otterrete gli Anti-tetanika, che si definiscono “il peggior gruppo hc tra i peggiori gruppi hc” ma, a mio dire, sono una delle migliori band che ho avuto modo di vedere live.
Le canzoni sono potenti ma equilibrate, le liriche sanno essere intellettuali, crude, incisive.A volte, delle vere e proprie poesie (“Non riesco più a sorridere, non vivo sopravvivo, piango lacrime di sangue ai vagiti della morte”, 30 secondi di nichilismo). Uno degli elementi che meglio caratterizza questo gruppo, è la presenza scenica, ben sostenuta sopratutto dal cantante, Goblin D.M., la cui voce sa essere nevrotica, assillante, isterica, incazzosa, allucinante ma, soprattutto, piena di passione e di spirito. Inoltre, sono un gruppo in continua evoluzione e maturazione. Sono passati da un po’ i tempi in cui facevano la cover di Piccola Katy dei Pooh (per fortuna!): cosa ci riserveranno in futuro??
Che dire, teneto d’occhio la loro pagina myspace – www.myspace.com/antitetanika e supportateli, che meritano davvero!

Torino Traffic Festival

Torino Traffic Free Festival 2008

INTOTHEBAOBAB

Un altro gruppo degno di considerazione sono gli IntotheBaobab, un simpatico trio punk di Medicina, paesino situato nei dintorni della laidissima Bologna.
Il gruppo s’è formato nel 2004 e oggi sono tra i gruppi più seguiti di Bologna, grazie ai loro pezzi originalissimi, in cui si possono riscontrare influenze raggae, punk ‘77 e hardcore.
I testi sono spesso basati sull’uso della satira e dell’(auto)ironia (“Mangia tortellini con carne di bambini, Bologna la grassa, Bologna la rossa”, recita una loro canzone, che fa quasi il verso alla celebre canzone di Guccini, ispirata anch’essa alla “vecchia signora coi fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli”.).
Gli Into the baobab comunicano grazie alla loro musica, comunicano con il stile, le loro parole, i loro modi di fare. ”Non credo sia anacronistico parlare di anarchia e pace, come dicevano i Crass. Per me anarchia è fare quel cazzo che mi pare, autogestirmi senza che qualcuno mi imponga ciò che devo fare”, dice Modi, voce e chitarra del gruppo, quando li ho intervistati.
Idee chiare e messaggi forti quelli di questo gruppo di giovanissimi, che ci vengono direttamente sputate in faccia ad ogni concerto, ad ogni giro di chitarra, ad ogni urlo, perchè: “Noi suoniamo come un gruppo energetico, non come i mille gruppi da piano bar che si vede che non hanno un cazzo da fare su quel palco. Brucia brucia brucia! Suoniamo e cantiamo come se la fantasia in un carnevale che dura tutto l’anno gira ubriaca ad una festa dance travestita da anarchia con una mutanda fallica piena di colla di pesce! …Credo…”, scrivono sul loro myspace.
Potete sentire le loro canzoni su un demo, che contiene 6 pezzi (Bologna Panc) oppure aspettare il loro primo cd, che uscirà a breve..nel frattempo fatevi un giro sul loro space www.myspace.com/intothebaobab3.
Attualmente con loro sta suonando anche Ernesto, vocalist degli Skifo.
Ed è proprio di loro che vi voglio parlare.

Torino Traffic Festival

Torino Traffic Free Festival 2008

SKIFO

Gli skifo si definiscono una “stupid punk band di Bologna”, in realtà, sono molto di più.
Gli Skifo sono tutto quello che non avete mai ascoltato fino ad ora.
Prendete degli street punk (e una skin girl, sennò si offende!). Mettetegli in mano degli strumenti musicali. Immaginateli pazzi, isterici, aggressivi… e otterrete un gruppo semplicemente geniale.
Alcuni loro pezzi credo rimarranno impressi per sempre nella mia memoria: Panini alla merda, Emo maledetto, nella loro semplicità, sono canzoni che, in un certo senso, fanno riflettere.
Bisogna tenere in considerazione il fatto che gli Skifo sono molto giovani, tutti sotto i 20 anni. E il fatto che prendano in giro la società in tutte le sue molteplici sfumature, dai fighetti che mangiano al McDonald piuttosto che quelli che vengono considerati una nuova piaga sociale (gli emo, per chi non l’avesse capito), ci indica che c’è uno stato di malessere generale, che rende sociopatici anche i più giovani.
La carica del gruppo è data soprattutto dal cantante, Ernesto, un’icona punk che sembra quasi essere anacronistica ai nostri giorni: da vedere(e sentire), assolutamente.


“Punk significa Fanculo a qualsiasi tecnica, ciò che mi interessa è l’anima di chi suona”
, diceva il Giovani Lindo Ferretti in un’intervista degli anni’80 e questi ragazzi, c’è da crederci, hanno anima da vendere.

METALLICA – Death Magnetic

settembre 12, 2008 by Isaia Busatta  
Filed under Metal

METALLICA - Death Metallic

METALLICA - Death Magnetic

Dai ragazzi che questa è la volta buona.
Cancellate dalla memoria il brutto ricordo di “St. Anger”, coraggioso lavoro che risale ormai a 5 anni fa e che era stato spacciato per un ritorno alle origini, dopo le parentesi decisamente più commerciali di “Load” e “Reload”.
Con questo nono album – che esce proprio oggi venerdi 12 settembre – i cari vecchi four horseman non deludono le aspettative di gran parte dei fan.

Ok. Non è ai livelli di “.. and Justice for All” ma del resto chi lo è ai giorni nostri? Ormai è già stato inventato tutto. Occorre sapere ripensare le cose in modo giusto.

Diciamo che come sonorità siamo a cavallo tra le atmosfere del Black Album unito a spunti e complessità strutturali di “Master of Puppets”.
Ora che ci siamo avvalsi dell’escamotage di aver menzionato quasi tutta la discografia del quartetto di San Francisco per dire cosa non è “Death Magnetic” possiamo anche procedere con il dare qualche delucidazione in più per invogliarvi all’ascolto.

Il singolo di “The day that never comes” è già un video quindi credo che molti abbiamo già avuto modo di saggiare questo mid-tempo che tanto ricorda “One” (le tematiche sono affini e il clip la dice lunga). Bel pezzo la cui prolissità è frastagliata da molti cambi di registro e finalmente da una lunga serie di assoli, di quelli come si facevano una volta quando eravamo giovani.

Ovviamente Hetfield non ha più la voce degli anni ottanta e di quel periodo ci viene concesso anche molto poco del drumming frenetico di Ulrich.
Ma pezzi come “The End of the Line” e “That was just your Life” fanno venire gli occhi lucidi da quanto ricordano il vecchio stile della band che ha inventato il thrash metal. Dopo questo momento di sentimentalismo si può procedere con un sano headbanging sul classico ritmo incalzante made in bay area.
Più vicine al sound degli anni novanta sono invece “Broken Beat & Scarred” e “All Nightmare Long” (un gioco di parole di cui perfino Lionel Ritchie andrebbe fiero). Quest’ultima inizia in modo simile alla storica “Enter Sandman” ma poi è un continuo trainarsi a vicenda tra stili nuovi e vecchi: il risultato finale è un pezzo aggressivo con stacchi imponenti e cadenzati.

Fino a qui dal punto di vista vocale cominciamo a sentire gli effetti della disintossicazione da alcool che sapientemente si fondono a quel timbro hard rock/blues graffiante già presente in “Load” e “Reload”.

Nonostante il gran bell’arrangiamento e la ottima performance di James ci sentiamo di dire che non si sentiva il bisogno di un terzo episodio di “Unforgiven III”. Evidentemente rimaneva ancora qualcosa da dire su questo tema e il risultato dobbiamo ammettere che è più complesso, meno banale di quello ottenuto su ReLoad. Fortunatamente ci hanno risparmiato un lento strappamutande.

Da qui in poi è un crescendo che dura tre tracce e porta verso la fine dell’album.
Dalla prepotenza di “The Judas Kiss” passando per il pesante incedere e i suoni profondi di “Suicide & Redemption” che in quasi 10 minuti di esecuzione (un po’ tanti, no?) riesce a riassumere il percorso musicale affrontato fino ad ora.
Si conclude in bellezza con “My Apocalypse” che dall’inizio alla fine non presenta attimi di tregua con stacchi e cambi sempre diversi e precisi sormontati da un Hetfield arrabbiato come non si sentiva da tempo.

Un gran bel lavoro. Un album thrash metal. Finalmente. Erano 17 anni che i Metallica non si degnavano di tirare fuori dalle loro corde qualcosa che fosse degno di questo nome.
Ve lo giuriamo sulla testa di Rick Rubin – nuovo produttore al posto di Bob Rock.

Consideriamoli perdonati e bentornati.

I MARILLION regalano il nuovo album “Happiness Is The Road”

settembre 12, 2008 by admin  
Filed under Dischi

Sono stati i primi a vendere il disco solo on line, anticipando l’intuizione dei Radiohead e della loro operazione su In Rainbows

Ora ritornano e regalano il nuovo album con una formula rivoluzionaria.

MARILLION

Happiness Is The Road, il disco in uscita “convenzionale” il 20 ottobre (cd nei negozi) è scaricabile con un “peer to peer file-sharing” che metterà i fan in contatto diretto con la band

Grazie al supporto della tecnologia di Music’s Glue, Marillion, dopo essere stati tra i primi nella discografia mondiale, a decidere di vendere il loro disco prima su internet, poi ai concerti e con un distributore convenzionale, oggi lanciano un’altra operazione rivoluzionaria; Marillion infatti daranno in download gratuito il loro disco con un’operazione di peer to peer.

Marillion

Marillion

Come? Vai su http://www.musicglue.com/marillion

Clicchi su un brano; si apre una finestra da cui i Marillion dichiarano; “le canzoni che trovate qui di seguito le abbiamo postate noi. Non ci sono files infetti. Quando clicchi sulla singola traccia l’unica cosa che devi fare è lasciare la tua mail. Avrai così accesso ai brani dell’album”.

Insomma, questa volta Marillion tagliano fuori in un solo colpo i siti illegali di peer to peer.

La condivisione è diretta, tra chi ha scritto la musica e chi la musica la fruisce.

Questa operazione è stata pensata, dichiara ancora la band, per essere più a stretto contatto con i propri fan e invitarli a spendere su prodotti che ormai sono gli unici su cui una band può incassare; il merchandising, i biglietti dei concerti.

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