CAPAREZZA: nuovi concerti a Febbraio 2018 per il “Prisoner 709 Tour”

Il nuovo tour di Caparezza è in partenza tra 10 giorni e vengono annunciati i primi “SOLD OUT” registrati nelle date di Bari, Firenze, Napoli, Roma e Milano. Contestualmente, a grande richiesta, viene comunicata l’aggiunta di dieci nuovi e imperdibili show del “PRISONER 709 TOUR”.

CAPAREZZA – Prisoner 709 Tour

Di seguito le nuove date di Febbraio 2018
07.02 MODENA, PalaPanini
09.02 FORLì, PalaGalassi
10.02 CONEGLIANO (Tv), Zoppas Arena
12.02 PESCARA, Pala Giovanni Paolo II
14.02 REGGIO CALABRIA, PalaCalafiore
16.02 ACIREALE, Pal’Art Hotel
18.02 TARANTO, PalaMazzola
20.02 CAGLIARI, Fiera
23.02 BUSTO ARSIZIO (Va), PalaYamamay
25.02 PERUGIA, PalaEvangelisti
Biglietti in vendita a questo link > http://bit.ly/caparezza2018

Affrettatevi ad acquistare gli ultimi posti disponibili per le date di Novembre/Dicembre 2017!
17.11 ANCONA, PalaPrometeo Estra – [biglietti in esaurimento]
18.11 BARI, PalaFlorio – [SOLD OUT]
24.11 FIRENZE, Mandela Forum – [SOLD OUT]
25.11 BOLOGNA, Unipol Arena – [biglietti in esaurimento]
28.11 NAPOLI, Palapartenope – [SOLD OUT]
29.11 ROMA, Palalottomatica – [SOLD OUT]
01.12 MONTICHIARI (BS), PalaGeorge – [biglietti in esaurimento]
02.12 PADOVA, Kioene Arena – [SOLD OUT]
06.12 MILANO, Mediolanum Forum – [SOLD OUT]
07.12 TORINO, Pala Alpitour – [biglietti in esaurimento]

ANTEFATTO

A giugno del 2015, il fischio (allora sopportabile) che avevo nelle orecchie da anni, è aumentato fino a diventare una tortura, probabilmente a causa dell’abuso dei volumi. La patologia si chiama “acufene”. Non si conosce abbastanza, non se ne parla abbastanza, in molti sostengono di poterla debellare e, secondo la mia personale esperienza, non ne sono affatto capaci. “Chi troverà il rimedio per l’acufene vincerà il Nobel” è la frase più ricorrente nei forum, l’altra è: “Non c’è rimedio, te lo devi tenere”.
Per diversi mesi mi sono classicamente chiesto perché proprio a me. Me lo sono chiesto perché ho concentrato tutta l’esistenza sulla musica come fossi un predestinato, come se nulla potesse accadermi, almeno fino a questo colpo di scena. Nell’arco della mia vita centinaia di scelte diverse mi avrebbero portato in centinaia di direzioni e oggi avrei potuto essere l’esatto opposto di ciò che presumo io sia.
E invece, anche stavolta sono tornato a scrivere.

PRISONER 709

Prisoner 709 è un album sulla mia prigionia.
Il ruolo centrale di questo disco è lo zero che ha la forma del disco stesso e che rappresenta la scelta tra una parola di 7 lettere e una di 9 (Es: Michele o Caparezza).
Ogni traccia di questo disco ha un suo 709 (“libertà o prigionia”, “aprirsi o chiudersi”, “compact o streaming”). L’album è un percorso di autoanalisi che parte da una situazione di disagio (rappresentata senza mezzi termini nel brano d’apertura “Prosopagnosia”) ed arriva alla sua accettazione (nella traccia finale “Prosopagno sia!”).
I brani sono 16 (la somma di 7 e 9) e ciascuno di essi rappresenta un capitolo del carcere mentale (“il reato”, “la pena”, “l’ora d’aria”, “la lettera”, ecc..) da cui tento di evadere.
La stessa copertina di questo mio disco numero 7 (o numero 9 se contiamo i due demo non pubblicati) mi vede ingabbiato all’interno di una struttura da cui potrei evidentemente evadere se solo lo volessi.
La scelta del bianco e nero, in contrapposizione all’esplosione di colori della copertina di “Museica”, è dovuta al bipolarismo del progetto ed è perfetta per raccontare come ho visto il mondo in questo anno e mezzo di composizione.
Sono un artista libero o sono prigioniero di questo ruolo? Sono felice o solo soddisfatto? Fare dischi era nel mio destino o è stato solo un grosso equivoco?
Sono tante le domande esistenziali che mi sono posto mentre scrivevo questo disco, mentre cercavo di superare lo shock dell’acufene che mi ha colpito nel 2015, mentre cercavo di reinterpretare i tarocchi che avevo davanti.

PERCHE’ PRISONER?

Durante le mie letture mi sono imbattuto in quello che viene chiamato “Esperimento della prigione di Stanford” a cura dello psicologo Philip Zimbardo.
L’esperimento consisteva nel far recitare il ruolo di guardie e di prigionieri ad alcuni studenti universitari per due settimane. Fu interrotto dopo appena sei giorni perché nessuno riusciva più a sganciarsi dal ruolo assegnato. Le guardie divennero estremamente violente e i detenuti, annichiliti, finirono con l’accettare passivamente qualsiasi vessazione.
Il prigioniero 819 tentò con uno sciopero della fame di sabotare l’esperimento e chiese di vedere un dottore abbandonandosi ad una crisi isterica.
E’pensando a quel prigioniero che è nato il titolo “Prisoner 709”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *