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	<title>Rockon.it &#187; Pop</title>
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	<description>Rockon è dal 2002 il sito per chi ha il rock nel sangue. Aggiornato quotidianamente con news, dischi, concerti, recensioni, interviste, concorsi e tanto altro</description>
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		<title>DEIAN E LORSOGLABRO &#8211; Deian e Lorsoglabro</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 22:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cantautore e la sua band. Il cantautore nudo e crudo. Il cantautore scaltro. Il cantautore veloce. Il cantautore valoroso. Il cantautore dannoso. Il cantautore clamoroso. Il cantautore vivo. Il cantautore morto. Vivo o morto x. Il paroliere triste, ironico, elegante, leggero, educato, scortese, fuori dal tempo, fuori dal mondo. Deian Martinelli e la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2010/05/deian_e_lorsoglabro_copertina1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4416" title="DEIAN E LORSOGLABRO - Deian e Lorsoglabro" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2010/05/deian_e_lorsoglabro_copertina1-300x270.jpg" alt="" width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">DEIAN E LORSOGLABRO - Deian e Lorsoglabro</p></div>
<p>Il cantautore e la sua band. Il cantautore nudo e crudo. Il cantautore scaltro. Il cantautore veloce. Il cantautore valoroso. Il cantautore dannoso. Il cantautore clamoroso. Il cantautore vivo. Il cantautore morto. Vivo o morto x. Il paroliere triste, ironico, elegante, leggero, educato, scortese, fuori dal tempo, fuori dal mondo. Deian Martinelli e la sua band. Deian e Lorsoglabro. Il Piemonte canta e suona. Il Piemonte recita. La bagna càuda, la Juventus, il Torino, la Mole Antonelliana, Superga, la Fabbrica Italiana Automobili Torino, Gianni Agnelli, le Alpi e Camillo Benso, Conte di Cavour.<span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span>Deian e Lorsoglabro e il debutto. Deian e Lorsoglabro e l&#8217;esordio omonimo.</p>
<p>Dodici brani. Cinquanta minuti. L&#8217;orgasmo italiano. Deian e la sua compagnia. Con lui, Cristiano Lo Mele (Perturbazione), Alessandro Arianti (alle tastiere con De Gregori), Tristan Martinelli e una  folta schiera di artisti pronti a distribuire e a sparpagliare corde, fiati e voci di corridoio. Deian Martinelli ha i capelli lunghi. Deian Martinelli ha la barba lunga. Deian Martinelli è Gesù con la chitarra. E&#8217; Gesù con l&#8217;armonica. E&#8217; Gesù freak. Deian Martinelli abbraccia Frank Zappa (“Nonostante i lampioni”), bacia Dente, fa l&#8217;amore con Lucio Battisti (“Lei non sa chi sono io”, “Paura”), vomita pasta al burro con Bugo mentre Dylan (“Danno permanente”) ingurgita lsd con Barrett. Deian e Lorsoglabro, ovvero il passato e il presente della musica italiana. Producono Musicalista Records e Snowdonia Records.</p>
<p>Deian e la canzone italiana. Deian e la sua poesia (“<em>Parola nuova non c&#8217;è, una frase nuova non c&#8217;è per dire ancora una volta che la luna è così bella nonostante sti cazzo di lampioni, nonostante tutte le porcherie&#8230;</em>”). Deian e il pop d&#8217;autore. Si abbassano le luci, cala il silenzio, Deian e Lorsoglabro. Applausi.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.rockon.it%2F4413%2Frecensioni%2Fdeian-e-lorsoglabro-deian-e-lorsoglabro%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>ANDREA TICH &#8211; Siamo Nati Vegetali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 22:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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		<description><![CDATA[Andrea Tich è Dio. Un Dio fra gli uomini. Il Dio degli uomini. Il Dio umano. L&#8217;onnipotenza di Dio. L&#8217;essenza innaturale. Andrea Tich è una divinità. Andrea Tich è il padre, il figlio e lo spirito santo. Senza errori. Nessuno sbaglio. La grandezza. L&#8217;immensità. Lo spazio. Il vuoto assoluto. Dio c&#8217;è. Andrea Tich c&#8217;è. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_4236" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2010/03/andrea-tich.jpg" alt="" title="ANDREA TICH - Siamo Nati Vegetali " width="250" height="243" class="size-full wp-image-4236" /><p class="wp-caption-text">ANDREA TICH - Siamo Nati Vegetali </p></div>Andrea Tich è Dio. Un Dio fra gli uomini. Il Dio degli uomini. Il Dio umano. L&#8217;onnipotenza di Dio. L&#8217;essenza innaturale. Andrea Tich è una divinità. Andrea Tich è il padre, il figlio e lo spirito santo. Senza errori. Nessuno sbaglio. La grandezza. L&#8217;immensità. Lo spazio. Il vuoto assoluto. Dio c&#8217;è. Andrea Tich c&#8217;è. E si sente. Il Dio del ventesimo secolo. Signore, proteggici dall&#8217;alto. Non esistono altre religioni. Nessun credo. Nessuna religione. Nessuna profezia. Andrea Tich e i tre segreti di Augusta.</p>
<p>Era il 1978, era “Masturbati”. Era l&#8217;Italia punk. Era l&#8217;Italia con le borchie. London Calling. Erano le spille. Era la rivoluzione. Era l&#8217;esordio discografico di Andrea Tich. Una serie di progetti e di collaborazioni. Poi il ritorno. Nuovamente Andrea Tich. Amorevolmente Andrea Tich. Improvvisamente, “Siamo Nati Vegetali”. Venti brani, un&#8217;ora e poco più. Produce Snowdonia Records. “Siamo Nati Vegetali”, il proseguimento di un viaggio, la storia del cantautore siculo. “Siamo Nati Vegetali”, venti scatti fotografici, venti fogli, venti canzoni, venti nuvole nel cielo schiacciano e imbiancano la terra. Tutto è soffice. Tutto è morbido. La poesia. Frank Zappa, Franco Battiato, Lucio Battisti in versione Panella. La canzone italiana in Germania. I krauti a colazione fanno male. Sono pesanti. Sono indigesti. Sono buoni. Fanno bene. Prendetene e mangiatene tutti, fate questo in memoria di Andrea Tich.</p>
<p>“Siamo Nati Vegetali”, Snowdonia Records è sempre lì, in prima fila. Andrea Tich insegna. Andrea Tich regala. Andrea Tich canta. “<em>Racconta una leggenda che quando le meduse sono in amore se uno dei due muore l&#8217;altra si abbandona sulla spiaggia e lascia che il sole con il suo calore la trasformi in una gemma di vetro&#8230;e nella notte dal cielo un angelo la raccoglie e ne fa un prezioso diadema. Loro cantano così</em>”. Capolavoro.</p>
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		<title>MISS MASSIVE SNOWFLAKE &#8211; Songs About Music</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Lannutti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
At the top of the world/North pole/Wallace
A capo dei Miss Massive Snowklake c’è Shane de Leon, che è stato cantante dei Rollerball e ha anche collaborato con diversi artisti sia Usa che europei, tra i quali Jacopo Andreini, gli OVO e i Ronin. Con questo suo progetto, con cui pubblica il secondo full-leinght si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<div id="attachment_4188" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><em><em><img class="size-full wp-image-4188" title="MISS MASSIVE SNOWFLAKE - Songs About Music" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2010/03/missmassivesnowflake.jpg" alt="" width="250" height="248" /></em></em><p class="wp-caption-text">MISS MASSIVE SNOWFLAKE - Songs About Music</p></div>
<p><em>At the top of the world/North pole/Wallace</em><br />
A capo dei Miss Massive Snowklake c’è <strong>Shane de Leon</strong>, che è stato cantante dei Rollerball e ha anche collaborato con diversi artisti sia Usa che europei, tra i quali <strong>Jacopo Andreini, gli OVO e i Ronin</strong>. Con questo suo progetto, con cui pubblica il secondo full-leinght si esprime con un pop sbilenco e fuori dei canoni tradizionali del genere. De Leon, infatti, rilegge il pop a modo suo, ironizzandolo e omaggiando i grandi padri del pop inglese e del sound freak a cavallo dei ’60, con qualche innesto di free-jazz. In “Songs about music”, infatti, serpeggiano i fantasmi dei vari <strong>Elvis Costello, David Bowie e Beatles</strong>. Se “Happy birthday” ha elementi marcatamente costelliani, in “Knife blade” convivono il free jazz con il funk dei <strong>Funkadelic</strong> e addirittura elementi di folk scozzese, mentre con “Good morning” si prende gioco del pop, che, al contrario, viene valorizzato ed enfatizzato nel lento e progressivo incedere di “Good night”.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.rockon.it%2F4187%2Frecensioni%2Fpop-recensioni%2Fmiss-massive-snowflake-songs-about-music%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>PULP-iTO &#8211; La vergine e la rivoluzione</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 23:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indie Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
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		<description><![CDATA[I PULP-iTO e la vergine. I PULP-iTO e la rivoluzione. L&#8217;Italia canta. Il rock canta. Snowdonia canta. Snowdonia canta sempre. Cantiamo tutti. Cantate tutti. Cantanti tutti. Non canta più nessuno. Male. Troppo male. I PULP-iTO e  il loro esordio discografico. Tredici anni di storia. Lecco, Lombardia. La lega ce l&#8217;ha duro. I lumbard ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-medium wp-image-4048" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2010/02/2009-pulp-ito2-300x300.jpg" alt="2009-pulp-ito" width="300" height="300" />I PULP-iTO e la vergine. I PULP-iTO e la rivoluzione. L&#8217;Italia canta. Il rock canta. Snowdonia canta. Snowdonia canta sempre. Cantiamo tutti. Cantate tutti. Cantanti tutti. Non canta più nessuno. Male. Troppo male. I PULP-iTO e  il loro esordio discografico. Tredici anni di storia. Lecco, Lombardia. La lega ce l&#8217;ha duro. I lumbard ce l&#8217;hanno duro. I PULP-iTO di più. I PULP-iTO senza la vergine. I PULP-iTO e la rivoluzione inesistente. Non c&#8217;è nessuna rivoluzione. Non esiste nessuna rivoluzione. La rivoluzione non può più esistere. Cialtroni. Scemi. Pagliacci. Alternativi sfigati. Comunisti mangia bambini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“La vergine e la rivoluzione”, dieci brani, cinquanta minuti. I PULP-iTO senza confini, senza limiti. Nessun filo logico. Nessuno schema. Nessun paura. “<em>Nessun rimpianto, nessun rimorso </em><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small"><em>soltanto certe volte capita che appena prima di dormire mi sembra di sentire il tuo ricordo che mi bussa <span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;font-style: normal;font-size: 13px"><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small"><em>e mi fa male un po&#8217; </em></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small">”</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: ArialMT, sans-serif"><span style="font-size: small"> </span></span></span>(grazie Max). “La vergine e la rivoluzione”, la luce psichedelica (“Vita vergine”), la new wave italiana e il Consorzio Suonatori Indipendenti (“&#8230;<em>attento Ferretti il cavallo ti scalcia, attento Ferretti il montone ti monta&#8230;</em>”), il rock italiano (i Marlene Kuntz cantano i “Pugnali d&#8217;aria” e la “Rivoluzione”), il pop italiano (“&#8230;<em>My favourite football player is Stankovic&#8230;</em>”), gocce elettroniche. “La vergine e la rivoluzione”, produce Snowdonia Records. Produce l&#8217;Italia.</span></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Come sopra, tredici anni di storia, di concerti, di premi, di concorsi. I PULP-iTO al debutto,  “La vergine e la rivoluzione”. La musica dello stivale. La musica nello stivale. Soltanto il rock e la new wave dei primi anni novanta. Sempre in prima fila.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.rockon.it%2F4045%2Frecensioni%2Fpulp-ito-la-vergine-e-la-rivoluzione%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>K-CONJOG &#8211; Il nuovo è al passo coi tempi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 21:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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		<description><![CDATA[Napoli. La pizza. Il mandolino. Il Vesuvio. Il sole. Il mare. Noi siamo il nulla. Voi siete il nulla. Attenti al cane. Può abbaiare. Può mordere. Anzi no, non abbaia. Morde e basta. Attenti all&#8217;ippopotamo. Mangia e basta. K-Conjog è Fabrizio Somma. Il polistrumentista napoletano. K-Conjog è solo. Il mondo è blu. I cani pure. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3445" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-medium wp-image-3445" title="K-CONJOG - Il nuovo è al passo coi tempi" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/10/2009-k-conjog1-300x300.jpg" alt="2009-k-conjog" width="230" height="230" /><p class="wp-caption-text">K-CONJOG - Il nuovo è al passo coi tempi</p></div><br />
Napoli. La pizza. Il mandolino. Il Vesuvio. Il sole. Il mare. Noi siamo il nulla. Voi siete il nulla. Attenti al cane. Può abbaiare. Può mordere. Anzi no, non abbaia. Morde e basta. Attenti all&#8217;ippopotamo. Mangia e basta. K-Conjog è Fabrizio Somma. Il polistrumentista napoletano. K-Conjog è solo. Il mondo è blu. I cani pure. La chitarra acustica, il rumorismo meccanico, i loop, il funky, i campionamenti, e il rumorismo animalesco, casalingo. Largo all&#8217;avanguardia. Il taglia e cuci. Cut and copy. “Il nuovo è al passo coi tempi”. Il debutto che segue le precedenti autoproduzioni. L&#8217;esordio discografico. Snowdonia Records.</p>
<p>Nove brani. Quarantacinque minuti. K-Conjog scherza con i Residents, gioca con Panda Bear, ricorda Jacques Offenbach e scrive “Il nuovo è al passo coi tempi”. K-Conjog è la sperimentazione che si nasconde sotto la gonna ingombrante di Louise Weber. La Goulue. Il Can-Can. Il Moulin Rouge. La “c<em>ultura pop (è solo una questione di contesto)</em>”. E allora ecco gli applausi. Tanti applausi. Lo spettacolo deve andare avanti. E allora una carezza. Una favola. Una ninna nanna. “<em>Uno stupido</em>”. Poi una danza acustica, “<em>Per un pugno di fagioli</em>”. “Il nuovo è al passo coi tempi”. Più semplicemente, è solo questione di tempo. K-Conjog, le sue visioni, i suoi cani, la sua natura. Il suo mondo. Il suo cielo. Sempre blu. Sempre più blu.</p>
<p>“Il nuovo è al passo coi tempi”, l&#8217;esordio di Fabrizio Somma, l&#8217;esordio di K-Conjog tra scarabocchi, rumori, danze e nenie dolcissime. Il teatro napoletano incontra Snowdonia: è amore.</p>
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		<title>MARCILO AGRO e il duo MARAVILHA &#8211; Sono uscite le materie</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 21:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio Lannutti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Halidon
Secondo lavoro sulla lunga distanze per questo duo che si fa accompagnare soltanto dalle chitarre. C’è molta attenzione ai testi e il duo cerca un posto nel cantautorato italiano.
Forse lo troverà, ma non con questo cd, troppo monocorde, con le canzoni che si differenziano pochissime le une dalle altre. Hanno un approccio decisamente pop [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<div id="attachment_3313" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><em><em><img class="size-full wp-image-3313" title="MARCILO AGRO e il duo MARAVILHA - Sono uscite le materie" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/09/marciloagro.jpg" alt="MARCILO AGRO e il duo MARAVILHA - Sono uscite le materie" width="225" height="228" /></em></em><p class="wp-caption-text">MARCILO AGRO e il duo MARAVILHA - Sono uscite le materie</p></div>
<p><em>Halidon</em><br />
Secondo lavoro sulla lunga distanze per questo duo che si fa accompagnare soltanto dalle chitarre. C’è molta attenzione ai testi e il duo cerca un posto nel cantautorato italiano.<br />
Forse lo troverà, ma non con questo cd, troppo monocorde, con le canzoni che si differenziano pochissime le une dalle altre. Hanno un approccio decisamente pop e tra i riferimenti troviamo i <strong>Beatles</strong> da un lato e <strong>Simon &amp; Garfunkel</strong> dal’altro.<br />
Tuttavia, il disco non decolla, alla fine risulta monotono ed eccessivamente aggraziato, si rischia il diabete per le troppe sdolcinerie.<br />
<strong><br />
Voto: 3/10</strong></p>
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		<title>I CAMILLAS &#8211; Le Politiche Del Prato</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 15:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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		<description><![CDATA[I Camillas nascono nelle Marche ed hanno i capelli corti, la barba lunga, i visi pieni, sorridenti e profumati. I Camillas sono in due: Ruben Camillas (chitarra, xilofono e voce) e Zagor Camillas (tastiere, cimbalo e voce). I Camillas come una famiglia. Come una piccola famiglia. Come la più grande famiglia dei Ramone, solo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3111" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3111" title="I CAMILLAS - Le Politiche Del Prato" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/08/1272-300x300.jpg" alt="127" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">I CAMILLAS - Le Politiche Del Prato</p></div>
<p>I Camillas nascono nelle Marche ed hanno i capelli corti, la barba lunga, i visi pieni, sorridenti e profumati. I Camillas sono in due: Ruben Camillas (chitarra, xilofono e voce) e Zagor Camillas (tastiere, cimbalo e voce). I Camillas come una famiglia. Come una piccola famiglia. Come la più grande famiglia dei Ramone, solo in versione italiana. Solo in versione adriatica. Nostrana. “Le Politiche Del Prato”, il loro primo album completo.</p>
<p>Quindici tracce. Quarantacinque minuti. Il delirio dell&#8217;arte. Il delirio nell&#8217;arte. Il caos caotico. Il caotico caos. Il caos di una danza moderna, di una danza elettronica (“Discomacchina”) che diventa una canzone tutta italiana, che diventa la colonna sonora di una calda, appiccicosa e rossa estate (“La canzone del pane”). Il caos del punk che rivoluziona mezzo mondo (“Agitazione”) e che diventa una rosa senza spine (“Popnatale”). Mettete dei fiori nei vostri cannoni. I Camillas e I Giganti. I Camillas e i Ramones. I Camillas nella dispensa dolciastra dei panettoni più soffici, più buoni. Bauli, lo zucchero a velo, un cappotto rosso e la bava scivolosa di bambini incantati. I Camillas con la palla. I Camillas,  “Le Politiche Del Prato” e le promesse mantenute.</p>
<p>“Le Politiche Del Prato”, il disco. I Camillas nel mondo celeste. Nel mondo fatato. Nel mondo del pop italiano. I Camillas e il loro album. La musica secondo i fratelli Camillas. Bravi. Bravissimi. Grandi. Grandissimi. Giganteschi.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.rockon.it%2F3108%2Frecensioni%2Fi-camillas-le-politiche-del-prato%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>MAISIE &#8211; Balera Metropolitana</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 00:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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		<description><![CDATA[Il monumento ai caduti. Il monumento marmoreo. Il monumento all’Italia nera. Il monumento all’Italia rivoluzionaria, rossa. Il monumento e basta. Bruci la città e crolli il grattacielo. Cristicchi è morto. Silvestrin pure. La canzone no. La canzone è sempre viva e limpida. La canzone italiana, la canzone popolare. Solo la canzone. Solo il pop. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2692" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2692" title="MAISIE - Balera Metropolitana" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/05/maisie-300x299.jpg" alt="maisie" width="300" height="299" /><p class="wp-caption-text">MAISIE - Balera Metropolitana</p></div>
<p>Il monumento ai caduti. Il monumento marmoreo. Il monumento all’Italia nera. Il monumento all’Italia rivoluzionaria, rossa. Il monumento e basta. Bruci la città e crolli il grattacielo. Cristicchi è morto. Silvestrin pure. La canzone no. La canzone è sempre viva e limpida. La canzone italiana, la canzone popolare. Solo la canzone. Solo il pop. I Maisie sono tornati. Scusa Italia ma ti devo lasciare, gli eroi dai muscoli gommosi sono nuovamente qui. I Maisie e il sesto capitolo. Finalmente. L’angosciante attesa è terminata. L’ansia galoppante può anche fottersi. Possiamo sorridere. Il sole è tornato. Siamo di nuovo in ballo. Siamo di nuovo felici.<br />
“Balera Metropolitana”, quarantaquattro brani. Centoquarantotto minuti. Il Colosseo del duemila. Il Colosseo siculo. Il Colosseo, il pescestocco a ghiotta e le braciole di pesce spada. Il Colosseo nel cofanetto, ultralussuoso, stile “White Album”. “Balera Metropolitana”, quarantaquattro racconti, quarantaquattro storie, quarantaquattro novelle. La nostra vita quotidiana. Messina è il centro dell’Italia, è l’epicentro del pop italiano. Alberto Scotti è Dio e Paolo Messere è uscito dal gruppo come <span style="color: black;">Jack<strong> </strong><span style="font-weight: normal; mso-bidi-font-weight: bold;">Frusciante</span></span>. Nuovi innesti. Nuovi, importanti, innesti. I Maisie si allargano, si espandono, si moltiplicano. “Balera Metropolitana”, una lista interminabile di ospiti e super ospiti (Amy Denio, Flavio Giurato, Mario Castelnuovo, Andrea Comandini, Vittorio De Marin, gli Egokid, Diego Sapignoli, Ance e tanti altri). Il pop e la canzone. “Balera Metropolitana” e i rinfreschi quotidiani tra puttane, discoteche, mogli stronze, serial killer, cosce e sigarette, gatti, tumori, ladri, politici venduti, coglioni, cretini, marmocchi, autobus, zingare, vecchi e cantanti di strada. I Maisie e la “Balera Metropolitana”. I Maisie sotto il cielo terso firmato Mauro Repetto, sotto la brillantina luccicante degli 883, sotto i colori sfolgoranti di un’estate italiana, sotto lo sguardo fiero di Ivan Graziani, sotto quei nostalgici ricordi che profumano di no wave, di funky, di house, di folk, d’Italia.<br />
“Balera Metropolitana”, una giostra di colori, di sfumature, di scene, di profumi, di rumori, di dolori, di flashback, di pensieri, di emozioni, di sensazioni. “Balera Metropolitana” è il brivido siciliano che Serena Tringali ci regala in “n. 79 – ISTITUTO MARINO (Via ortopedico)”, è la poesia di “Ivana e Gabriella”, di “Ballata tristissima”, di “Elena”. E’ la disco-music nella title-track, è la genialità di Cinzia La Fauci che reinterpreta, divinamente e magistralmente, “La licantropia” (Pippo Franco). E’ la sensualità di Carmen D’onofrio in “Ballata Tristissima”, è la chitarra pizzicata di Donato Epiro, è la sceneggiata, tutta italiana, in “Hanno ammazzato un bambino” (“…<em>gli zingari hanno ammazzato un bambino! “Sei sicuro?”. No! Tu però intanto prendi i fiori io compro l’orsacchiotto…</em>”), è l’ironia acidula, con tanto di coretti, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>in “L’amore in città” (“<em>tra le più stronze di certo c’è mia moglie, che, senza i soldi perde tutte le voglie. Le ho anche preso tre cellulari ma, per fare l’amore, lei vuol la Ferrari.<span style="font-style: normal;">”</span><span style="font-style: normal;">). “Balera Metropolitana”, l’epopea artistica dei Maisie, dell’Italia. Il Colosseo della musica nostrana. Poche parole, solo la commozione e il sussulto per quello che è il capolavoro assoluto della canzone italiana degli ultimi quindici anni. Tutti in piedi. Applausi. </span></em></p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.rockon.it%2F2691%2Frecensioni%2Fmaisie-balera-metropolitana%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>X-MARY &#8211; Tutto Bano</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 07:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Pop]]></category>
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		<description><![CDATA[
San Colombano è nell’alto dei cieli. San Colombano e le sue motociclette. San Colombano, l’Abate d’Europa. San Colombano e la sua luminosissima areola. San Colombano e i suoi viaggi europei. San Colombano e l’Irlanda. San Colombano e il suo bastone monastico. San Culombàn Abè. San Colombano e il suo sangue rosso DOC. San Colombano, San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2604" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/04/xxxx-mary.jpg" alt="xxxx-mary" width="301" height="295" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">San Colombano è nell’alto dei cieli. San Colombano e le sue motociclette. San Colombano, l’Abate d’Europa. San Colombano e la sua luminosissima areola. San Colombano e i suoi viaggi europei. San Colombano e l’Irlanda. San Colombano e il suo bastone monastico. <span style="mso-bidi-font-style: italic;">San Culombàn Abè</span>. San Colombano e il suo sangue rosso DOC. San Colombano, San Colombano al Lambro, gli X-Mary e il quarto album. Andrà “Tutto Bano”. O forse no. Santi subito. La musica è solo italiana. Gli anni ’90. Gatto Panceri ha il naso a patata e la fronte alta. Gli X-Mary ci salveranno dall’infamia e dall’invidia. Ci libereranno dalla guerra e dalla nucleare. Ci sorrideranno e ci illumineranno come il sole caraibico. Ci assilleranno e ci inseguiranno con quei ritornelli del cazzo, con quelle canzonette così stupide.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Gli X-Mary al quarto capitolo, “Tutto Bano”. Due lati, A e B, quindici brani e una bonus track. Venticinque minuti. Un formato, LP+CD. Dietro, la solita carrellata di etichette indipendenti (Wallace Records, Tafuzzy Records, Dischi di Plastica e tante altre). Produce, come sempre, Fabio Magistrali. “Tutto Bano”, la quarta meraviglia degli X-Mary. La quarta bellezza della vita. “Tutto Bano”, l’evoluzione<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>che prende a calci in culo l’elettronica (“Explosion”). “Tutto Bano” è la potenza dell’amplificatore che sfida una chitarra acustica, è powerpop, folk, hardcore, punk. E’ il fritto misto tutto italiano. Quello più saporito. Quello più leggero. I paragoni non esistono più. Esistono solo gli X-Mary. “Tutto Bano” è la capacità di passare dai morbidi straccetti folk (“Magù”) alle bordate potentissime (“Joshua”, “Piccolo Molle”). E’ l’abilità di passeggiare a piedi nudi fra le canzoni (“Voglio Gatto Panceri”, “Scappo negli anni Cinquanta”) e le cantilene da doccia bollente (“Stai scherzando con la droga”, “Tu non canti più con noi” e “La Playa”, con quella chitarrina che fa tanto “Innocenti Evasioni”).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Gli X-Mary e l’ulteriore passo in avanti. La conferma. La maturità è largamente raggiunta. “Tutto Bano”, il pop è nella testa. Gli X-Mary e la santità. Gli X-Mary tra i beati dell’Empireo dantesco. Come sopra, santi subito.</span></p>
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		<title>ANIMAL COLLECTIVE &#8211; Merryweather Post Pavilion</title>
		<link>http://www.rockon.it/2569/recensioni/pop-recensioni/animal-collective-merryweather-post-pavilion/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 09:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Diodati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>
		<category><![CDATA[animal collective]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Animal Collective alla prova numero 8. O meglio, gli Animal Collective e il loro ultimo, ed ottavo, disco, “Merryweather Post Pavilion”. Gli Animal Collective e la totale reincarnazione dei Beach Boys. La musica secondo Panda Bear, secondo l’America, secondo la nuova generazione, secondo la gioventù del Dio Robot. Il pop. Ancora lui. Il Signor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2570" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2570" title="ANIMAL COLLECTIVE - Merryweather Post Pavilion" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/04/146944_146724_merriweather_0-300x300.jpg" alt="146944_146724_merriweather_0" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">ANIMAL COLLECTIVE - Merryweather Post Pavilion</p></div>
<p>Gli Animal Collective alla prova numero 8. O meglio, gli Animal Collective e il loro ultimo, ed ottavo, disco, “Merryweather Post Pavilion”. Gli Animal Collective e la totale reincarnazione dei Beach Boys. La musica secondo Panda Bear, secondo l’America, secondo la nuova generazione, secondo la gioventù del Dio Robot. Il pop. Ancora lui. Il Signor Pop. Basta. Non se ne può più. Il Signor Pop ci ammazza ancora una volta. Oddio santo, il Pop. Il maledetto verme. Maledetta sanguisuga che ci prende alla gola costringendoci a fischiettare motivetti inutili, motivetti stupidi, motivetti banali. Gli Animal Collective e il loro Signor Pop.</p>
<p>“Merryweather Post Pavilion”, undici tracce. Un’ora di sfracello, di ronzii, di rumorini, di vibrazioni, di melodie dolciastre, di intrecci, di pasticci sonori, di zuccherini ipercalorici. “Merryweather Post Pavilion”, l’emblema del pop statunitense nella completa assenza delle chitarre, nella completa assenza delle corde, ora totalmente sostituite da microchip emozionali e da leggerissime, quanto pesanti, pulsazioni elettroniche, tanto irregolari quanto precise. Gli Animal Collective nel mondo fatato. Gli Animal Collective versus Brian Wilson. “Summertime Clothes” è il loro capolavoro targato 2009, l’inno di gioia che cresce sotto i ghirigori danzerecci, l’inno che esplode sotto un rincorrersi di voci, sotto i beat gommosi del Collettivo Animalesco.</p>
<p>“Merryweather Post Pavilion” è il passo decisivo verso il pop, è l’abbandono totale della macchina psichedelica che aveva contraddistinto i precedenti album. Gli Animal Collective e il meraviglioso, coloratissimo, gelato fluorescente.</p>
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