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	<title>Rockon.it &#187; Interviste</title>
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		<title>Intervista agli EXILIA</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 19:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao Masha e innanzitutto complimenti per vostro nuovo lavoro. Per iniziare: qual è il tema che ha portato alla nascita del nuovo disco? Beh di sicuro questo è un disco dove gli Exilia si sono sentiti molto più liberi di agire, senz’altro ci sono cose più interessanti rispetto agli album precedenti, anche dal punto di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciao Masha e innanzitutto complimenti per vostro nuovo lavoro.</strong><br />
<strong> Per iniziare: qual è il tema che ha portato alla nascita del nuovo disco?</strong><br />
Beh di sicuro questo è un disco dove gli Exilia si sono sentiti molto più liberi di agire, senz’altro ci sono cose più interessanti rispetto agli album precedenti, anche dal punto di vista sonoro: ad esempio c’è Elio (ElioAlien, chitarrista della band, ndr) che finalmente può fare il suo solo di chitarra fregandosene di chi storce il naso solo per pregiudizio!</p>
<div id="attachment_2372" class="wp-caption alignright" style="width: 198px">
<a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_masha1.jpg"><img class="size-full wp-image-2372" title="EXILIA - Masha" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_masha1.jpg" alt="EXILIA - Masha" width="188" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">XILIA &#8211; Masha</p>
</div>
<p>Quest’album poi vede la luce in un momento mio difficile: la perdita recente di mia madre ha senz’altro creato in me gravi sentimenti, la rabbia su tutti. Per me “My Own Army” è uno di quegli album “veri”, nel vero senso del termine, anche perché questa volta non ci sono stati intrufolamenti vari da parte dei produttori ma abbiamo tenuto quello che ci andava di tenere, senza tagliare o fare altro, senza scendere a compromessi con nessuno.</p>
<p><strong>Come collocate le sonorità del nuovo album nella vostra discografia?</strong><br />
<strong> I brani sembrano MOLTO più aggressivi…</strong><br />
Hai detto bene, è decisamente più aggressivo! E’ anche più schierato dal punto di vista “metal”.<br />
Nella nostra discografia è senz’altro il disco più violento che abbiamo fatto finora.</p>
<p><strong>E da dove trai ispirazione per comporre i testi?<br />
Le nuove canzoni come sono nate a livello compositivo?</strong><br />
Normalmente da fatti che succedono a me in prima persona, qualcosa che scaturisce in me una forte emozione. ?Dal punto di vista compositivo scriviamo sempre prima la musica e la parte melodica sulla quale io poi sviluppo il testo e il cantato.</p>
<p><strong>Il nuovo album stavolta pensate di promuoverlo maggiormente in Italia o di puntare come sempre all’Estero?<br />
<span style="font-weight: normal;">All’estero in mezzo ai crucchi! (<em>ride</em>)</span></strong><br />
No beh stavolta cerchiamo di fare in Italia un po’ di più! Ma sai non dipende solo da noi, dipende anche da quante porte ci sono aperte qui. Speriamo che dopo tanti dischi fatti all’estero ed aver ricevuto tanti riconoscimenti , anche in Italia qualcuno ci aiuti e semplicemente ci supporti!</p>
<div id="attachment_2371" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia1.jpg"><img class="size-full wp-image-2371" title="Exilia" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia1.jpg" alt="Exilia" width="550" height="326" /></a>
<p class="wp-caption-text">Exilia</p>
</div>
<p><strong>Qual è secondo te il pubblico più affezionato agli Exilia?</strong><br />
Beh sicuramente mi viene da dire la Germania: lì i fans sono molto calorosi!<br />
C’è anche da dire che lì è tutto molto più semplice: vuoi perché lì il genere è più seguito e c’è molta più cultura da questo punto di vista; ed è una cosa che non riguarda solo gli Exilia, se tu guardi i tour dei grandi nomi ti accorgi che fanno molte più tappe in Germania di quante ne possano fare in Italia, è un dato oggettivo.<br />
Ci tengo però anche a dire che tutta la gente che ci segue qui in Italia merita particolare attenzione, questo è un paese dove fai fatica ad avere l’articolo e la recensione, dove si fanno i salti mortali per far passare un video. Tenendo conto di questo sono ammirevoli quei ragazzi che si muovono ogni sera per venire ai nostri concerti anche se non c’è un riscontro mediatico. Loro meritano attenzione perché ogni volta si sparano dei chilometri assurdi, e quelle poche date che facciamo in Italia sono sempre in luoghi particolari… è inutile negare che qui incontriamo molte più difficoltà che in Germania!</p>
<p><strong>Quanta differenza c’è tra una performance acustica e un live tradizionale?<br />
Dove vi trovate più a vostro agio?</strong><br />
L’acustico per noi è una situazione molto più “easy”, più intima anche perché ti avvicina molto di più alle persone e al pubblico. E poi è molto strano, per una band come questa che di solito è molto violenta sul palco, riuscire a far reggere le canzoni in una versione acustica.?Per me quando i brani funzionano in entrambi i casi significa che sono di matrice molto buona.<br />
E poi… è bello cambiare!</p>
<p><strong>Come nasce la cover di Janis Joplin che proponete nel live?</strong><br />
Perché se devo fare una cover voglio farla di qualcuno che è stata un’icona: almeno per quanto riguarda il genere femminile, secondo me l’unica vera “icona”, forse anche un po’ sottovalutata devo dire, è Janis Joplin.<br />
Per la sua vocalità forte e aggressiva, fuori dagli schemi…. se devo fare una cover in questo contesto devo fare un “must” per cui decisamente lei!</p>
<p><strong></strong></p>
<div id="attachment_2374" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_alien.jpg"><img class="size-full wp-image-2374" title="EXILIA - Elio" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_alien.jpg" alt="EXILIA - Elio" width="188" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">EXILIA &#8211; Elio</p>
</div>
<p><strong>Durante il live cerchi spesso di esprimere il tuo pensiero negativo nei confronti della musica alternativa in Italia, per come viene trattata . Secondo te quale può essere la soluzione a questo problema?</strong><br />
La soluzione è semplicemente che bisogna smetterla con questa malattia dell’esterofilia. Bisogna smetterla di pensare che ciò che arriva fuori dall’Italia abbia più valore di quello che facciamo qua. Io con gli Exilia ho avuto la mia fortuna, però tutti quelli che nascono ora si devono trovare sempre messi nell’angolino perché prima ci sono le band newyorkesi!<br />
E allora cosa dobbiamo fare noi italiani? Farci una carta d’identità parallela con scritto N.Y. !<br />
e vedrai come cominciano ad aprirsi le porte: la recensione, il contatto web e via!<br />
Questo mi da’ terribilmente fastidio perché in Italia mi è capitato di vedere nei club gente davvero valida che smette di suonare perché non sa più come cazzo fare ad andare avanti.<br />
E così i nostri pochi talenti appendono la chitarra al chiodo e vanno a lavorare in un qualsiasi altro posto invece di continuare a fare musica.</p>
<p><strong>Non pensi che sia un problema anche di cultura italiana?</strong><br />
Certo c’è un problema di cultura qui, alla radio non senti mai passare rock. Ciò non toglie che ci sia una scena alternativa anche in Italia. E se almeno nel nostro piccolo le radio e le televisioni non ci aiutano cosa dobbiamo fare? MTV fa solo un’ora di rock (dopo la mezzanotte, Superock, ndr) e in quell’ora passano sempre le stesse cose.. Metallica, Marilyn Manson… sembra che ci sia una scaletta prestabilita! E poi tutti i ragazzini conoscono i Metallica no? Se queste informazioni non iniziano a cambiare qui non cambierà mai nulla.<br />
Certo, la nostra cultura è questa, ma non vuol dire che non possa cambiare: ci vuole l’aiuto di chi governa e ha il potere mediatico: MTV, I love Rock’n’Roll, RockTV e tutti quei giornali sui quali si parla e si scrive di musica.</p>
<p><strong>Qual è invece il tuo rapporto con la musica digitale e internet?</strong><br />
Penso che ormai il cambiamento tecnologico è già partito da un pezzo, e nessuno può fermarlo.?Da un certo punto di vista sono d’accordo con questo sistema perché ha permesso di abbattere un sacco di barriere. Per noi soprattutto è molto più semplice stabilire contatti con l’estero grazie ai Social Network.<br />
La cosa negativa invece è che i ragazzi pensano che la musica oggi tramite E-Mule si possa scaricare e non più pagare, ma questo non è colpa di Internet, è colpa di una mentalità di merda che sta venendo fuori.<br />
Danno la colpa oggi sul fatto che si duplicano i dischi ma se ci pensiamo 40 anni fa si doppiavano le cassette… solo che 40 anni fa c’era più voglia di musica, c’era voglia di comprarsi il disco con la copertina, c’era più passione: quando si comprava il disco era un evento, ti parlo di quando c’erano i Beatles e i Led Zeppelin.<br />
Oggi tutto si guarda e si butta via, c’è la politica dell’usa e getta. Oggi i ragazzini di 15-16 anni hanno tutto, cellulare ultimo modello, scarpe fighe da 200 euro… e che cazzo vuoi che gliene freghi dei dischi? Guardala in quest’ottica: è un problema della società che ci ha portato alla deriva. Ed è un problema grosso per noi perché se non vendiamo i dischi solo di live purtroppo non campiamo!</p>
<div id="attachment_2373" class="wp-caption alignright" style="width: 198px"><a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_privacy.jpg"><img class="size-full wp-image-2373" title="EXILIA - Privacy" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/02/exilia_privacy.jpg" alt="EXILIA - Privacy" width="188" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">EXILIA &#8211; Privacy</p>
</div>
<p><strong>Cosa hai ultimamente nel lettore CD o iPod ? Cosa ascolti di nuovo?</strong><br />
Sto ascoltando molto i Disturbed e l’ultimo degli Slipknot. In quello nuovo degli Slipknot c’è una preparazione dei brani formidabile. Ciò che mi lascia forse un po’ perplessa è che io nel termine Slipknot tendo a identificare il termine “estremo”, o meglio diciamo “la cosa più estrema che io possa ritrovare”. E quindi sentire loro che tutto ad un tratto mi fanno parecchi chorus commerciali mi suona un po’ strano. Certo Corey Taylor ha una vocalità pazzesca soprattutto dal vivo, ma se devo trovare una critica mi aspettavo dagli Slipknot ancora la violenza che li contraddistingueva nei primi album.<br />
Anche se come ti ripeto riconosco sempre la bellezza dei brani…  sai forse suonano a tratti più Stone Sour che Slipknot.</p>
<p><strong>Un bilancio della carriera degli Exilia dagli inizi fino ad oggi.<br />
</strong> Beh sicuramente positiva: io sono partita quando tutti mi dicevano di non fare niente, di stare a casa di andare a lavorare da qualche parte, pensa che ho iniziato a lavorare da Postal Market (risata).<br />
Sono partita da lì… quindi cosa vuoi che ti dica… adesso faccio quello che mi piace, faccio musica e quando uno raggiunge questo, magari non si vendono milioni di dischi, magari è piu complicato per una band come noi che viene dall’Italia fare qualcosa di importante, magari si fa tanta fatica, però per una band che viene da Limbiate è comunque un traguardo importante.<br />
Per quanto riguarda gli obiettivi futuri noi speriamo che questo disco possa riuscire riesca a consolidare la nostra posizione all’estero: è la prima volta che veniamo distribuiti in America, ci sono diverse situazioni positive e che vanno avanti in quello che è il nostro percorso, di una strada ben identificata.<br />
Sono comunque soddisfatta di dove sono arrivata. Magari avrei potuto fare più copertine con foto ammiccanti, magari avrei venduto di più (vedi Lacuna Coil, ndr), ma io non sono il tipo da fare quelle cose, no way: se invece mi chiedi di incazzarmi e di combattere una guerra vai tranquillo che sono in prima linea!</p>
<p><strong>Tra l’altro ricordo diversi live in cui tagli la testa a un cartonato di Paris Hilton&#8230;<br />
</strong>Ahaha… questo ti fa capire cosa penso io! Non sono una di quelle che passano 3 ore allo specchio per pensare a cosa diranno di me… no way.</p>
<p>Intervista a cura di:<br />
Diego Santoferrara</p>
<p>Foto by:<br />
Federica Vimercati</p>
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		<title>Intervista ai MARLENE KUNTZ</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 11:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Michelangeli]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Annalisa Michelangeli. Giovedì 29 gennaio, in un ambiente “minimal” e molto luminoso della casa discografica EMI Music Italy di Milano, si è svolta la conferenza stampa dei Marlene Kuntz. Erano presenti il carismatico frontman: Cristiano Godano e il chitarrista storico: Riccardo Tesio che hanno presentato l’imminente uscita (30 gennaio) del primo “Best of”. Il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Annalisa Michelangeli.</p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Giovedì 29 gennaio, in un ambiente “minimal” e molto luminoso della casa discografica EMI Music Italy di Milano, si è svolta la conferenza stampa dei Marlene Kuntz. Erano presenti il carismatico frontman: Cristiano Godano e il chitarrista storico: Riccardo Tesio che hanno presentato l’imminente uscita (30 gennaio) del primo “Best of”.<span> </span>Il nuovo prodotto include 17 pezzi estrapolati dai sette album e da due EP che la band piemontese ha realizzato nella sua ampia e stimata carriera dal 1994 al 2007. Alcuni titoli: Festa mesta, Nuotando nell’aria (da “Catartica”, 1994), Retrattile (da “Il Vile”, 1996), L’Odio migliore (da “Ho ucciso Paranoia”1999), La Canzone che scrivo per te, (da “Che cosa vedi”, 2000), Schiele, lei, me (da “Senza Peso”, 2003), Bellezza (da “Bianco Sporco”, 2005), Musa (da “Uno”, 2007). Il Best contiene inoltre un brano inedito: Il Pregiudizio e tre cover di memorabili pezzi del cantautorato e progressive italiano: Non gioco più di Mina, La libertà <span> </span>di Giorgio Gaber e Impressioni di Settembre della PFM in versione inedita.</p>
<div id="attachment_2242" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><a href="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/01/marlenekuntz.jpg"><img class="size-full wp-image-2242" title="Marlene Kuntz" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2009/01/marlenekuntz.jpg" alt="Marlene Kuntz" width="499" height="247" /></a>
<p class="wp-caption-text">Marlene Kuntz</p>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Cosa rappresenta per voi Marlene Kuntz un Best?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Cristiano Godano, Riccardo Tesio</strong>: Il Best rappresenta sostanzialmente un’operazione discografica che giunge dall’etichetta. Non è propriamente un’esigenza dell’artista o della band. Non siamo però contrari all’idea della raccolta, è una bella cosa soprattutto perché dopo anni di impegno e lavoro anche un Best può far conoscere la nostra musica, magari a chi non ci ha mai ascoltato e non è un fan. Un mezzo per arrivare a una più larga fetta di pubblico.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Nel Best c’è un inedito: Il Pregiudizio. Come è nato e di cosa si parla nel testo?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>C.G.</strong>: L’inedito è stato scelto da tutta la band su tre opzioni. Risale a settembre- ottobre ed è un pezzo piuttosto rocckeggiante, non esattamente una ballata. Il testo risponde all’esigenza di parlare o, meglio sparlare del pregiudizio che è cosa negativa. Questo, ciò di cui raccontano le strofe, perché poi, nel ritornello mi sono accorto che esso è una realtà inevitabile, una debolezza dell’umanità e quindi esiste pur se lo si voglia ignorare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>E la scelta delle cover?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>C.G.</strong>: La scelta è stata generata più che altro dalla curiosità e volontà di destreggiarsi con pezzi non nostri e diversi dalla nostra linea musicale, con l’intento di generare, a nostra volta, curiosità nell’ascoltatore. “Impressioni di Settembre” è un pezzo che mi ha colpito sin dall’adolescenza, lo ascoltavo molto già da allora. Abbiamo mantenuto per esso una struttura intatta, dando l’impronta rock con le nostre chitarre. È stato registrato live, suonato da tutti i componenti della band<strong> (oltre a Godano e Tesio, Luca Bergia, batteria, Davide Arneodo, polistrumentista e Luca Lagash Saporiti, basso)</strong>. Suona bene anche in radio e tv. “Non Gioco più” è stata una scommessa per misurarsi con qualcosa di lontano dal nostro mood, abbiamo ricevuto i complimenti di Mina, cosa che ci ha fatto immenso piacere. Per quanto riguarda “La libertà” di Gaber, mi riconosco nel suo modo di concepire la libertà, sono in sintonia con l’essenza del pezzo: inno all’individualità, ossia l’esortazione a partecipare attivamente alla propria vita, senso originario che successivamente è stato frainteso adducendo una patina “politicizzante”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i futuri progetti dei MK?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>C.G.; R.T.</strong>:<strong> </strong>Fino al 28 febbraio saremo in tour nei teatri di tutta Italia. Suonare nei teatri ci diletta moltissimo. È un modo per diversificare e completare il nostro modo di esprimerci. Il teatro è un luogo in cui il concerto si cala in un’atmosfera intima e magica, cosa che purtroppo, non si riscontra nei club, luoghi più chiassosi e poco “composti”, dove comunque riprenderemo a esibirci dalla fine di marzo. Andremo anche a Londra e poi inizieremo a lavorare al disco nuovo.</p>
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		<title>Intervista a Marco Notari</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 10:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[indipendente]]></category>
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		<category><![CDATA[io non mi riconosco nel mio stato]]></category>
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		<category><![CDATA[marco notari]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 31 ottobre è uscito &#8220;Babele&#8221;, il secondo disco di Marco Notari, giovane pluripremiato cantautore. Si muove sulle coordinate già introdotte con &#8220;Oltre Lo Specchio&#8221;, ma si evolve verso qualcosa di più strutturato, più coerente con se stesso. Acquista la forma del concept e amplia le sonorità e le sfumature del disco precedente. Ho avuto ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 ottobre è uscito &#8220;Babele&#8221;, il secondo disco di Marco Notari, giovane pluripremiato cantautore. Si muove sulle coordinate già introdotte con &#8220;Oltre Lo Specchio&#8221;, ma si evolve verso qualcosa di più strutturato, più coerente con se stesso. Acquista la forma del concept e amplia le sonorità e le sfumature del disco precedente. Ho avuto l’occasione di sentire alcuni pezzi dal vivo in anteprima, e successivamente di sentire tutto il disco. L’ho trovato ottimo, sia per i testi che per la musica e gli arrangiamenti. Cresce ascolto dopo ascolto, ti si stampa in testa e ti ritrovi a canticchiarlo senza neanche accorgertene.</p>
<p>Ho raggiunto Marco per esplorare insieme a lui &#8220;questa Babele&#8221;.<br />
<strong>Ciao Marco, prima di tutto ti farei un paio di domande sul genere Maugeri-Fegiz, così per rompere il ghiaccio, però mi aspetto delle risposte all&#8217;altezza: </strong></p>
<p><strong>Fegiz mode: Ma il secondo album è stato anche per te il più difficile?</strong><br />
A dire il vero no, ho avuto più tempo di lavorarci rispetto al primo e avevo un’idea abbastanza chiara del sound che volevo raggiungere.</p>
<p><strong>Maugeri mode: Pensi cha Babele sia più una nostra proiezione interiore o qualcosa che ci costruiamo intorno distruggendo l’ambiente e pensando che un mondo migliore possa essere solo di cemento e illusioni invece che di peace &amp; love?</strong></p>
<div id="attachment_2165" class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><img class="size-medium wp-image-2165" style="margin: 5px;" title="Marco Notari" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2008/12/marco-notari-249x300.jpg" alt="marco-notari" width="249" height="300" />
<p class="wp-caption-text">Marco Notari</p>
</div>
<p class="MsoNormal">Il disco si concentra sulla prima di queste due definizioni. Il problema ambientale è un tema molto attuale e preoccupante ma non l’ho affrontato in questo disco.</p>
<p><strong>Bene, ora torniamo quasi seri e iniziamo l&#8217;intervista vera: Babele ha tutta l&#8217;aria di essere un concept, vuoi raccontarci la storia da cui nasce? </strong></p>
<p class="MsoNormal">Sono sempre stato attratto dai dischi che si sviluppano seguendo un filo conduttore e in<span> </span>“Babele” è successo in modo molto naturale. Dopo aver scritto le prime quattro-cinque canzoni ho visto l’embrione di una storia e mi è venuta voglia di svilupparla. Così sono nati Cristiano e Lucia, le cui storie si intrecciano e poi si separano. Direi che fondamentalmente Babele è un viaggio attraverso le paure e lo smarrimento della nostra generazione, visto attraverso gli occhi di un uomo e di una donna.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Sul digipack completamente a sfondo bianco, molto curato fra parentesi, ci sono le figure stilizzate di un ragazzo e anche di una ragazza incinta. La scelta della ragazza col pancione come &#8220;simbolo&#8221; del disco mi ha incuriosito molto, perché penso non esista qualcosa di più lontano dal concetto di &#8220;rock&#8221; di una “pregnant”… detto in inglese sembra più rock però. Di chi è stata l&#8217;idea e cosa rappresenta quella figura messa lì in bella vista?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><em> </em>L’idea è stata mia perché a un certo punto della storia in Porpora si parla di un bambino, come se Lucia avesse dentro di se una nuova vita pronta ad affermarsi. Naturalmente tutto questo può essere inteso in senso figurato, ma anche in senso letterale come frutto di un suo rapporto precedente con Cristiano. Insomma la ragazza incinta è messa lì per offrire ulteriori spunti all’immaginazione dell’ascoltatore.</p>
<p class="MsoNormal"><em><span> </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Parliamo del primo singolo, “Io non mi riconosco nel mio stato”, da cui è stato tratto anche un ep. A prima vista può sembrare un pezzo politicamente impegnato, ma se lo si legge bene si capisce che in realtà non è proprio così. Mi sembra una fotografia perfetta del disagio dei ragazzi che guardano il mondo con un occhio critico (che sono molti, nonostante si voglia far credere il contrario). Leggendo il testo, si può dire che hai anticipato i tempi, se si guarda alla famigerata crisi finanziaria e al nuovo movimento studentesco. Ci hai visto lungo o è stato solo culo? E come mai hai associato un testo così duro a un ritornello così allegro?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Per quanto riguarda l’abbinamento testo-musica è nato in maniera molto naturale, la ripetizione musicale del ritornello mi ha suggerito la ricerca di uno slogan che fosse il più esplicito possibile e così è nato il testo. Per quanto riguarda l’impegno del pezzo mi sento di dire che è più sociale che politico, incentrato come dici tu su un disagio generazionale e su una grande sfiducia nei confronti del potere e della nostra civiltà in generale. Credo che la crisi finanziaria e i movimenti di protesta siano la conseguenza di un progressivo e costante degrado del nostro paese e del nostro modello di società che ad un’analisi attenta era evidente già da diversi anni.</p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_2166" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2166" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="Marco Notari - Babele" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2008/12/marco-notari-babelecopertinaperweb-300x273.jpg" alt="marco-notari-babelecopertinaperweb" width="300" height="273" />
<p class="wp-caption-text">Marco Notari &#8211; Babele</p>
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<p class="MsoNormal"><strong>Parliamo ora di “Babele”, il pezzo che da il titolo all’album e secondo me uno dei migliori del disco. Anche qui il tema è vicino a quello di “Io non mi riconosco nel mio stato”. Qui però la musica e la linea vocale rispecchiano totalmente l’atmosfera del testo, infatti il cantato è quasi un grido, un richiamo, una forte richiesta di attenzione. Nel pezzo dici “…non voglio un movimento ma un momento per me” e di questa frase ne hai fatto un po’ il manifesto di tutto il disco. Dietro a queste parole però possono esserci molte interpretazioni, soprattutto sul concetto di movimento, vuoi mostrarcene qualcuna?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Sia chiaro che ritengo i movimenti in quanto fenomeno di aggregazione e rivendicazione dei propri diritti fondamentali, tuttavia credo che non debbano commettere l’errore di privare la gente della propria identità e del proprio spirito critico anche nei confronti del movimento stesso. Non devono cioè essere le persone ad adeguarsi ai movimenti ma questi ultimi a modellarsi sulla base di una continua analisi critica effettuata dai suoi componenti. Questa frase che citi rappresenta per me una rivendicazione nei confronti della tendenza che c’è oggi (o forse dovrei chiamarlo meccanismo di controllo) a rendere ogni movimento un target market e un fenomeno di omologazione privandolo di qualsiasi efficacia.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>In Crisalide e anche in altre parti del disco si avverte una presenza di elettronica maggiore rispetto a “Oltre Lo Specchio” è stata una scelta ponderata o è stato più lo sfizio di provare tutta la strumentazione che le Officine Meccaniche mettono a disposizione? </strong></p>
<p class="MsoNormal">E’ stata una scelta legata al mio interesse di esplorare alcuni mondi sonori che mi affascinano molto, ed in realtà è nata prima di entrare alle Officine. Quasi tutte le idee elettroniche infatti sono nate al Vanilla Studio di Bra insieme ad Andrea Bergesio durante la pre-produzione.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Inoltre in questa vena elettronica si sente un po’ l’influenza dei Radiohead, ha per caso influito l’uscita di un disco incredibile come In Rainbows in concomitanza delle vostre registrazioni?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Sicuramente gli ultimi lavori dei Radiohead, anzi tutta la loro produzione dagli inizi, ha avuto un forte influsso su di me, li considero un punto di riferimento per il percorso artistico che hanno seguito e per le strade che hanno aperto. In realtà in questi due anni ho ascoltato parecchie altre band che utilizzano un approccio simile all’elettronica, ad esempio mi piacciono molto anche gli Ms. John Soda e credo che questo si senta in Crisalide.</p>
<div id="attachment_2167" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2167" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Marco Notari" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2008/12/marco-notari-e-madam-300x300.jpg" alt="marco-notari-e-madam" width="300" height="300" />
<p class="wp-caption-text">Marco Notari</p>
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<p class="MsoNormal"><strong>Tornando alle Officine Meccaniche, come vi siete sentiti a registrare nello studio che ormai è diventato IL punto di riferimento per la musica italiana e anche, se vogliamo, internazionale? E quali sono i vantaggi di lavorare in un ambiente così attrezzato? Non c’è il rischio di perdersi?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Superato l’imbarazzo del primo giorno ci siamo trovati tutti benissimo. Mauro Pagani è una persona eccezionale così come tutto lo staff che lavora alle Officine, e sicuramente tutta la strumentazione che ti viene messa a disposizione è un grande vantaggio, così come la professionalità dei fonici e degli assistenti. A questo io aggiungo anche il clima che si respira alle Officine, ogni quadro e ogni angolo dello studio profumano di musica e sono uno stimolo alla tua creatività.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Oltre al vantaggio del luogo, avete avuto anche delle validissime persone che hanno lavorato con voi, la prima che mi viene in mente è Taketo Gohara. A molti questo nome non dirà nulla, ma negli ultimi anni è stato nella stanza dei bottoni di parecchi dischi, fra cui l’ultimo di Capossela per dirne uno. Come vi siete trovati a lavorare con lui?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Lavorare con Taketo è stato bellissimo, umanamente prima ancora che artisticamente. E’ una persona che trasmette grande serenità e con cui si ride e si scherza facilmente, oltre ad essere un ingegnere del suono eccezionale. Il clima in studio è stato sempre molto disteso, lui ha la grande capacità di fare procedere i lavori molto velocemente senza che per questo si crei un minimo di ansia o nervosismo. E poi siamo molto affini anche come ascolti e gusti musicali. Devo citare anche Guido Andreani che ha curato parte delle riprese e che come Taketo è un professionista di altissimo livello e una splendida persona.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Oltre a Taketo si è rinnovata la collaborazione con Giulio Casale, che oltre al primo ha prodotto anche questo disco, quanto ha influito la sua presenza in studio? E’ un produttore che interviene molto sulle dinamiche dei pezzi oppure vi ha lasciato libertà di azione?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La presenza di Giulio è stata importante già durante la fase compositiva. Abbiamo passato diversi pomeriggi a casa sua a Milano a suonare i brani con una chitarra acustica e a discutere sulle strutture delle canzoni e sui testi. In particolare mi ha dato molti input per la scrittura dei testi, non prendendovi parte direttamente ma tramite lunghe discussioni e confronti su quali erano i principali contenuti che volevamo fare emergere. In studio poi la sua presenza è stata discreta ma allo stesso tempo efficace, sa che io amo seguire da vicino gli arrangiamenti e mi lascia una certa libertà ma al momento giusto è sempre presente per portare i brani nella giusta direzione.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong>Un ultima pericolosissima domanda, tu sei sempre stato considerato indie, ma non sei mai entrato in certe dinamiche che caratterizzano questo ambiente. Invece pur non essendo mainstream (anche se Babele è licenziato sotto EMI, sei sempre sotto contratto con la Artes), sei apprezzato e considerato in quel mondo. Secondo te è un bene o un male non essere inquadrato in nessuno dei due mondi? Cosa ne pensi di questa divisione? E del fatto che chi da indie passa a una major venga visto come un “traditore”? </strong></p>
<p class="MsoNormal">Secondo me oggi questa distinzione non ha più molto senso. Indipendente è chi può registrare la propria musica in totale libertà artistica senza nessuna pressione da parte di manager e discografici, e io questo l’ho sempre fatto e continuerò a farlo. Le distinzioni le fanno appunto i manager e i discografici, anche definirsi indie ormai è soltanto un’operazione commerciale tesa ad attrarre un certo tipo di pubblico.</p>
<div id="attachment_2168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2168" title="Marco Notari" src="http://www.rockon.it/wp-content/uploads/2008/12/marco-notari-2-300x200.jpg" alt="marco-notari-2" width="300" height="200" />
<p class="wp-caption-text">Marco Notari</p>
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<p class="MsoNormal">
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		<title>Intervista a Cristian Bugatti, in arte BUGO</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 14:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[bugo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[1) La prima domanda, quella banale, quella che avrai sentito milioni e milioni di volte…Prescindendo dal cambiamento stilistico, quant’è cambiata la vita di Cristian Bugatti rispetto al suo esordio discografico? LA MIA VITA NON è CAMBIATA GRANCHè A PARTE IL FATTO IL FATTO CHE INIZIALMENTE ABITAVO IN CAMPAGNA. VIVO A MILANO DA 8 ANNI E ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1)      La prima domanda, quella banale, quella che avrai sentito milioni e milioni di volte…Prescindendo dal cambiamento stilistico, quant’è cambiata la vita di Cristian Bugatti rispetto al suo esordio discografico?</strong><br />
LA MIA VITA NON è CAMBIATA GRANCHè A PARTE IL FATTO IL FATTO CHE INIZIALMENTE ABITAVO IN CAMPAGNA. VIVO A MILANO DA 8 ANNI E CI STO BENISSIMO</p>
<p><strong>2)      “Contatti”, il tuo sesto album, il migliore fra i migliori (della serie, “io non faccio testo perché a me di Bugo piace tutto”) …anche tu sei il classico artista che dice che il suo nuovo album è il migliore della sua discografia?</strong><br />
NON SONO IO A DECIDERE SE CONTATTI è IL MIO DISCO MIGLIORE. E&#8217; IL DISCO CHE ORA VOGLIO SUONARE.</p>
<p><strong>3)      Sono sempre stato dell’idea che bisognerebbe premiare l’artista che, vuoi per ragioni discografiche, vuoi per scelte personali, muta radicalmente il proprio stile onde evitare le famose “minestre riscaldate”.  E “Contatti” è l’ennesima rivoluzione di Bugo, l’ennesimo passo in avanti. Qualcuno le  rivoluzioni le pensava di notte…tu invece quand’è che le pensi?</strong><br />
GRAZIE MA IO NON PENSO IN TERMINI DI RIVOLUZIONI. PENSO IN TERMINI &#8220;FACCIO QUELLO CHE VOGLIO&#8221; .IO ORAMAI SCRIVO QUASI TUTTO DI GIORNO, QUANDO SONO SVEGLISSIMO.</p>
<p><strong>4)      Ascolti nella cuffia destra “La Prima Gratta ” e in quella sinistra “Contatti”. Cosa pensi?</strong><br />
CHE HO FATTO UN DISCO METAL-POP</p>
<p><strong>5)      “Contatti”, ovvero il pop italiano alla riscossa. “C’è crisi” è il singolo dell’anno. Quel piano, quel ritornello. Il Signor Pop. Nel testo, però, non riesco a capire se il tuo è uno di quei soliti messaggi (fasulli) tipo “viviamo in un mondo di cacca” o se c’è qualcos’altro. A quale crisi ti riferisci?</strong><br />
NON DIREI CHE LANCIO MESSAGGI. IO TRASCRIVO QUELLO CHE SENTO IN GIRO E LO FILTRO CON LA MIA SENSIBILITA&#8217;. E UNA DELLE COSE CHE DI PIù HO SENTITO DIRE NEGLI ULTIMI TEMPI E&#8217; PROPRIO &#8220;C&#8217;è CRISI&#8221;. OGNUNO PARLA DELLA PROPRIA CRISI&#8230;</p>
<p><strong>6)      Ho notato che in “Contatti” c’è un brevissimo, piacevole, ritorno all’ hip-hop (“”Le Buone Maniere”, “Balliamo un altro mese”), un piacevole ritorno a quello che fu “Arriva Golia”…Proprio non ce la fai a non reppare eh??</strong><br />
IN REALTà NON AVEVO UNA BELLA LINEA MELODICA E COSì HO DECISO DI FARE UN CANTATO TUTTO DRITTO. IO NON FACCIO RAP.</p>
<p><strong>7) &#8230;e l’idea dell’intro (“Posso entrare?”) e dell’outro (“Posso uscire per favore?”) non appartiene al mondo dell’hip-hop americano (così, su due piedi, mi vengono in mente gli Outkast)?</strong><br />
NEGLI ANNI 70 ERA UNA COSA CHE SI FACEVA ANCHE NEL POP E NEL ROCK. IO L HO FATTO PERCHè ERA UNA COSA NUOVA PER ME.</p>
<p><strong>8 ) Davvero vuoi entrare “Nel giro giusto”?</strong><br />
IL GIRO GIUSTO PER ME è UN GIRO DIVERSO , UN DIVERSO MODO DI VEDERE LE COSE , UN MODO DI APRIRMI AGLI ALTRI.</p>
<p><strong>9) Se dico che “Contatti” è un disco “morbido” e “gommoso” dico male o dico bene? La scelta di affondare nei sintetizzatori nasce spontaneamente o era segretamente custodita nel tuo cassetto segreto?</strong><br />
VOLEVO FARE UN DISCO OPPOSTO A SGUARDO CONTEMPORANEO, SENZA CHITARRE, QUALCOSA CHE NON FOSSE ROCK. ORA è IL  MOMENTO DELL ELETTRONICA. SI PUò ESSERE CALDI E ROCK ANCHE SENZA CHITARRA DISTORTA.</p>
<p><strong>10)  Nella mia recensione ti ho paragonato ai vari “Lucio Battisti, Rino Gaetano”. Ti riconosci in questi due nomi? E, soprattutto, t’infastidisce essere legato a questi nomi?</strong><br />
IO SONO BUGO!</p>
<p><img src="http://www.rockon.it/images/bugo.jpg" alt="Bugo Cristian Bugatti" /></p>
<p><strong>11)  Così, a brucia pelo, chi ha influenzato il Bugo musicista?</strong><br />
MIO NONNO</p>
<p><strong>12)  Se mi volto indietro leggo “Sguardo Contemporaneo”, ovvero il rock secondo Bugo, il rock prodotto da Canali. “Contatti” è invece un’altra storia, un’altra avventura&#8230; come nasce l’idea di collaborare con Stefano Fontana? E quanto è fondamentale il ruolo del produttore?</strong><br />
AVEVO UNA SERIE DI BRANI CHE HO COMPOSTO CON UN PROGRAMMA DI MUSICA ELETTRONICA. HO CHIAMATO FONTANA PERCHè AVEVO SENTITO IL SUO &#8220;THE BEAT BOX SHOW&#8221; E SUBITO HO PENSATO CHE QUEI SUONI FOSSERO ADATTI ALLE MIE NUOVE CANZONI. FONTANA è STATO IMPORTANTE PERCHè LUI è UN DJ E HA SAPUTO DARE AL DISCO UN TOCCO DANCE CHE è QUELLO CHE CERCAVO.<br />
<strong><br />
13)  Hai sempre detto che componi prima con la chitarra. E’ stato così anche nell’ultimo album?</strong><br />
NON HO SCRITTO SEMPRE CON LA CHITARRA. COMUNQUE A QUESTO GIRO HO COMPOSTO TUTTO CON IL MIO MAC.</p>
<p><strong>14)  Cosa significa avere un contratto con l’Universal? Qualche anno fa su Blow Up dicesti che nel 2007 ti sarebbe scaduto il contratto&#8230; mi sa che tutto procede alla grande.</strong><br />
UN CONTRATTO SIGNIFICA POTER FARE SOLO IL MUSICISTA.</p>
<p><strong>15)  Pochi giorni fa ti abbiamo visto a “Quelli che il calcio” &#8230;sai che adesso DEVI andare a Sanremo??????</strong><br />
CERTO, BUGO A SANREMO!</p>
<p><strong>16)  Sempre due anni fa dicesti di non tollerare chi sostiene che i testi li “scrive con il cuore”…quindi, se due più due fa quattro, la nave non “porta con se le delusioni che non riusciamo a dimenticare”?</strong><br />
NON ERA PROPRIO COSì . DICO SOLO CHE UN BUON TESTO NON è PER FORZA UN TESTO CHE NASCE DAL CUORE. UN TESTO è BELLO E BASTA E POI OGNUNO SCRIVE A MODO SUO. è DIFFICILE CHE IO ABBIA DETTO CHE NON TOLLERO CHI SCRIVE COL CUORE&#8230;</p>
<p><strong>17)  Se non erro, la tua ultima apparizione nell’ambito indie-rock risale al 2005 con una collaborazione con i Maisie (si parlava di “Morte a 33 Giri”, l’altro capolavoro del pop italiano). Cosa ti è rimasto di quella scena in cui tu stesso eri il nucleo vitale?</strong><br />
NON MI SONO MAI RITENUTO NUCLEO VITALE DI UNA SCENA PERCHè IO HO SEMPRE FATTO LA MIA MUSICA INDIPENDENTEMENTE DAI GRUPPI CON CUI COLLABORAVO.</p>
<p><strong>18)  Sai già come sarà il tuo prossimo album? Personalmente mi aspetto di tutto, magari un’altra grande rivoluzione…Ci posso sperare?</strong><br />
COME FACCIO A PENSARE ORA AL DISCO PROSSIMO, GODITI QUESTO!</p>
<p><strong>19)  Ho sempre notato che in Italia i gruppi, emergenti e non, hanno la triste abitudine di prendersi troppo sul serio (ragazzini che incidono un demo spendendo una caterva di soldi, semisconosciuti in preda al panico da debutto) &#8230;Forse uno dei migliori lati di Bugo è proprio l’ironia, quella sana ironia che diventa, spesso e volentieri, l’emblema della sua arte musicale. Concordi o ho detto una marea di cazzate?</strong><br />
OGNUNO GESTISCE LA PROPRIA MUSICA COME MEGLIO CREDE. CI SONO GRUPPI CHE SPENDONO TANTO MA NON VENGONO FUORI , ALTRI CHE SPENDONO E VENGONO FUORI. IL TALENTO NON DIPENDE DAI SOLDI. IO PENSO CHE SAREI FUORI LO STESSO ANCHE SE IL MIO PRIMO DISCO FOSSE STATO PRODOTTO NON CON UN 4 TRACCE MA IN UNO STUDIO.<br />
<span style="color: #800080;"><br />
<span style="color: #ff00ff;"><strong>Il video di LOVE BOAT.</strong></span></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Xoc_zk6bdJc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/Xoc_zk6bdJc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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