Reportage Live: TOKIO HOTEL @ Palasport di Padova, 26 Marzo 2010
marzo 28, 2010 by Dina De Paris aka Dinetta
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Tokio Hotel
Successo annunciato per la seconda tappa italiana del tour dei TOKIO HOTEL, rinomata pop-rock band composta dai gemelli Bill e Tom Kaulitz (voce e chitarra), Georg Listing (basso) e Gustav Schäfer (batteria).
Nati a Magdeburg, in Germania, i quattro amici avevano inizialmente formato una band chiamata Devilish. Ma è nel 2003, dopo il fortunato incontro col talent scout Peter Hoffman, che la band rinnova nome e look, ottenendo un contratto con la Universal. Ed il successo non si è fatto attendere, perchè dopo 2 dischi pubblicati in lingua tedesca, nel 2007 la loro fama è diventa mondiale, grazie all’uscita di “Scream” cantato in lingua inglese.
Il ritorno nel nostro paese del più grosso fenomeno musicale per teenager degli ultimi anni è sancito dall’uscita di “Humanoid“, pubblicato lo scorso 2 ottobre.
Centinaia di giovani fans, anche accompagnati da genitori, erano in coda già dal pomeriggio del giorno precedente per ottenere i posti migliori ed i soccorsi sono stati parecchio impegnati con gli svenimenti ed i malori delle temerarie.
Non ci son state band di supporto ed alle 21,00 lo show ha avuto inizio tra le urla impazzite del giovanissimo pubblico.
Il successo di questa band è dovuto sicuramente a 3 fattori: testi facilmente orecchiabili, temi adolescenziali trattati ed impatto visivo, soprattutto da parte del frontman, un talento naturale, di bell’aspetto e con un tono vocale decisamente notevole anche in versione live.

Tokio Hotel
Il sound dei quattro ha assunto, con l’ultimo album, una forza senza precedenti, con ispirazione a temi fantascientifici. Il palco infatti, ricordava una navicella spaziale. Tutto ciò grazie ad una grande semi-sfera metallica che conteneva una pedana mobile per Gustav, enormi schermi led, fumo artificiale, luci, l’apparizione di una moto futuristica e soprattutto l’abbigliamento eccentrico d Bill, che ricordava in tutto e per tutto un androide (con la sua tuta aderente in pelle nera e le varie giacche in stile alieno).
In quanto alla scaletta, la band ha presentato per intero “Humanoid“, più qualche pezzo tratto dalle versioni deluxe. Da citare sicuramente “Noise” (col quale si è aperto il concerto), “World Behind My Wall” ed “Automatic“. Notevole anche la scelta di suonare “Zoom Into Me” con tanto di piano che ha preso fuoco (rifacendosi al tema del loro ultimo video).
Dal precedente “Scream“, invece, soltanto 3 brani: “Break Away“, “Ready, Set, Go!” e “Monsoon“.
Concludendo direi che la magnetica voce dell’androgino Bill e l’energia dei compagni, hanno sicuramente saputo conquistare tutti i presenti, che lo hanno ringraziato cantando a squarciagola ogni singolo pezzo!
Live Report: KASABIAN @ NewAge club Treviso 20/02/2010
marzo 2, 2010 by Dina De Paris aka Dinetta
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Kasabian
In seguito al grande successo ottenuto ai Brit Awards 2010, dove hanno conquistato il titolo di “Best British Group”, ecco approdare in Italia l’attesissima band dei KASABIAN, con 3 date quasi tutte sold out, rispettivamente a Milano, Bologna e Roncade.
Questi ragazzi provenienti dall’inglese contea di Leicester, sono stati riconosciuti da Repubblica come “i migliori rappresentati della contaminazione tra musica rock ed elettronica di questo primo decennio del Duemila” assieme ad altrettanto importanti colonne portanti del genere quali Franz Ferdinand, Killers e Rapture.
Grazie alla pubblicazione del loro terzo album “West Rider Pauper Lunatic Asylum“ (nome preso da una specie di manicomio del diciannovesimo secolo situato nello Yorkshire), uscito nel giugno 2009, i Kasabian hanno confermato di avere un’identità ben precisa, fondendo i suoni elettronici tipici degli anni ‘70 con le sonorità rock e pop.
Nella data al New Age di Treviso, la band ha saputo regalare suoni raffinati, aspri e potenti, mettendo d’accordo i nostalgici del british pop, gli amanti dell’indie-rock e i fanatici della psichedelia alla Primal Scream.

Kasabian
Il frontman Tom Meighan e soci hanno saputo tenere discretamente in palco e nonostante gli atteggiamenti da divi hanno offerto ai fans una scaletta degna di nota.
Dal primo lavoro del 2004 “Kasabian“: Processed Beats, Club Foot e il cavallo di battaglia L.S.F. (brano con cui si è concluso il concerto).
Dal secondo, “Empire“del 2006: Shut The Runner, Stuntman e l’omonima Empire.
Ma è prevalentemente sull’ultimo album che la band ha concentrato l’attenzione, non facendo mancare, oltre ad altri accattivanti brani, pezzi come Julie And The Mothman, Underdog, Where Did All The Love Go? e Vlad The Impaler.
Insomma, un concerto che ha accontentato molte aspettative ed una carriera in continua evoluzione per questa band inglese che continua ad incassare successi.

http://www.flickr.com/photos/rockonit/sets/72157623369609753/
Recensione concerto: MARILYN MANSON @ Palaverde – TREVISO 26.11.09
novembre 29, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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MARILYN MANSON
In seguito alla pubblicazione del settimo album “The High End Of Low”, uscito nel maggio di quest’anno, ha fatto ritorno nel nostro paese l’artista più temuto dalle autorità: MARILYN MANSON. La formazione della band vede il rientro dell’ex bassista Twiggy Ramirez, alla tastiera Chris Vrenna ed alla batteria Ginger Fish. Sinceramente ho trovato assai esagerato l’impiego di uno spropositato numero di forze dell’ordine all’esterno del Palaverde (ma manco al G8!!!), tanto come l’ordinanza emessa dal sindaco di Villorba che vietava la vendita di alcolici ad una distanza inferiore ai 250 metri dal luogo del concerto, quanto l’aver impedito l’ingresso a tanti accessori (accendini, catene, cinture con borchie, ecc.) dei devoti eppur innoqui fans! Ma in seguito all’accoltellamento accaduto pochi giorni prima in un noto club trevigiano, in cui ha quasi perso la vita una povera ragazzina, c’era da aspettarsi tanta prudenza.

ESOTERICA
Alle 20.00, puntuali come un orologio svizzero, hanno aperto i britannici ESOTERICA, reduci dal lancio del loro secondo album “The Riddle”. Una band che, nonostante il successo in costante crescita nel Regno Unito, le persone presenti non conoscevano molto. Infatti ad accoglierli c’era il classico pubblico “manichino al cinema”. Verso gli ultimi pezzi xò, il frontman ha saputo coinvolgere la folla con battute di mani a ritmo e invitando tutti a cantare la parola “anyone” nell’orecchiabile ritornello dell’ultimo pezzo. A mio parere, una band che sicuramente avrà conquistato nuovi fans in Italia!

MARILYN MANSON
Dopo l’uscita di scena del gruppo, è sceso un enorme telo nero davanti al palco e già dalle 21.00 abbiamo potuto assistere alla fuoriuscita di un intenso fumo grigio ai lati. Ma è alle 21.15 che finalmente lo show ha inizio!
Ed ecco a noi il Reverendo, coi suoi 40 anni e qualche chiletto in più rispetto al passato. Personalmente era la prima volta che lo vedevo dal vivo, e come è stato giusto fare, ho optato per lo schema “rischio la vita, cerco di avvicinarmi il più possibile al palco”, ottenendo una discreta quinta fila davanti al bassista.
Anche se ho dovuto assistere al concerto tramite braccio costantemente alzato (non arrivo al metro e 60, aimè!) e fotocamera sempre in azione, ho passato un’ora e mezza davvero emozionante!

TIM SKOLD
Il controverso Manson, ci ha deliziati con una scaletta di una quindicina di pezzi, che ha fatto molto discutere. Soltanto un brano tratto dal lontano “Smells Like Children” del 1995, la bellissima “Sweet Dreams”. Dal successo del 1996, “Antichrist Superstar” (album che lo ha etichettato come l’anticristo per eccellenza), tre pezzi, tra cui la stupenda “Beautiful People”, con la quale si è concluso il concerto, ma che il Reverendo non ha purtroppo saputo interpretare a dovere, dimenticandosi pure le parole del testo (era finito, diciamocelo!). Da “Mechanical Animals” del 1998, ricordo “Dope Show”e “Rock Is Dead”, mentre da “Holy Wood” del 2000 “Disponsable Teens” e “The Love Song”. Quattro, invece, i brani tratti dall’ultimo album, tra cui la censurata “Pretty As A Swastika” e “We’re From America”.

MARILYN MANSON
Sono ben lontani i tempi in cui Brian Warner era visto dalla società come un pericoloso anticristo capace di portare alla pazzia giovani studenti soltanto ascoltando i suoi dischi. E del carismatico Reverendo di cui ero rimasta turbata (ma allo stesso tempo affascinata), guardando un dvd live all’incirca 10 anni fa, dove droga, sesso, imprecazioni e violenza facevano da padroni, è rimasto ben poco. Quello che mi sono trovata davanti è stato un indiscutibile artista che ha fatto della propria immagine un marchio di fabbrica, ma che, vuoi per l’età, vuoi per le delusioni d’amore o probabilmente per i troppi eccessi, mi è parso stanco. Un vero peccato, perché lo show prometteva grandi cose tra differenti travestimenti, luci e proiezioni ad effetto (ricordo in particolare il momento in cui sono apparse delle croci rovesciate nel suo cappotto nero) ed un’esplosiva conclusione. Insomma, auguro al Reverendo di ritrovare le forze ed attendo impaziente il suo ritorno in Italia!
Reportage Live: IMPERIAL NEVER SAY DIE 2009
novembre 28, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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DESPISED ICON
Anche quest’anno ha fatto tappa nel nostro paese l’IMPERIAL NEVER SAY DIE, tour che da 3 anni ci offre alcune tra le migliori realtà hardcore/death/metal attualmente in voga. A differenza della scorsa edizione, svoltasi solo a Cesena, quest’anno ha visto aggiungersi un’ulteriore data al New Age di Treviso, che ha avuto meno presenze del previsto, ma è stata comunque un successo! Il cast di questa edizione è stato particolarmente interessante.
Alle 19.15 hanno iniziato i californiani THE GHOST INSIDE, che col loro melodic-metalcore hanno surriscaldato e fatto cantare a squarciagola il pubblico presente, suonando brani da Fury And The Fallen Ones, (2008) tra i quali la bellissima “Faith Or Forgiveness”.
Alle 20.00 è il turno degli I WRESTLED A BEAR ONCE, band metal sperimentale proveniente dalla Louisiana, della quale ero assai curiosa di vedere in azione Krysta Cameron, cantante eccentrica, ma dotata di una melodica ed aggressiva voce. Purtroppo le mie aspettative non sono state soddisfatte, perché la frontman non si è presentata a causa di qualche problemino alle corde vocali, così la band si è esibita ugualmente con un set metal-acustico che all’inizio ha spaesato i presenti, ma che dopo pochissime e potenti note ha saputo conquistare applausi ed urla di apprezzamento! Veramente coinvolgenti, spero di rivederli presto in Italia e tutti in piena salute!

ARCHITECTS
Alle 20.35, direttamente da Chicago, prendono possesso del palco gli imponenti OCEANO, capitanati da “Hellraiser” (nome datogli ai tempi in cui era un Backyard Wrestler) Adam Warren, che col loro potente deathcore hanno saputo scatenare circle pit e mosh! In una parola: brutali!
Verso le 21.15 è il momento per gli AS BLOOD RUNS BLACK, osannati dalla folla, che con il loro deathcore (e la bellissima e biondissima chitarrista), hanno saputo infuocare gli spettatori, offrendo uno show assolutamente grandioso!
Alle 22.00 circa tocca ai “nintendo-core” HORSE THE BAND, di cui mi ha particolarmente colpito la pazzia del frontman Nathan Winneke, che tra urla, mosse tipiche di un malato di mente e ovazioni alla birra italiana che stava bevendo tra un brano e l’altro, si sono rivelati assai strani, ma validi e capaci di incantare tutti per il loro particolare sound!

HORSE THE BAND
Intorno alle 22.45 è finalmente il turno di quella che a mio parere meritava di essere la band principale della serata, gli inglesi ARCHITECTS. Me ne sono innamorata la prima volta che li ho visti, li ho adorati la seconda e ho avuto conferma del mio amore in questa terza! Questi 5 giovani, di talento ne hanno da vendere e a chi non mi crede consiglio vivamente di godersi un loro show, perchè la loro passione unita a tecnica e le capacità di dominare il palco del biondo Sam Carter, fanno di questa band una delle migliori in circolazione! Nel loro repertorio non sono mancati i successi “Buried At Sea”, “Early Grave”e “Follow The Water”. Assolutamente fantastici!
Alle 23.45 salgono i canadesi DESPISED ICON, considerati tra i fondatori del genere deathcore e già presenti nella scena dal 2002. I due singers Alexandre Erian e Steve Marois hanno dato ai fans uno show energico, ma il pubblico, per lo meno all’inizio del concerto, era assai inferiore a quello dei precendenti Architects.
Insomma, questo IMPERIAL NEVER SAY DIE è stato un festival che ci ha fatto conoscere delle band molto valide ed io non vedo l’ora che si ripeta!!!
Reportage del concerto: BRING ME THE HORIZION, A DAY TO REMEMBER e AUGUST BURNS RED
novembre 14, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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Bring Me The Horizon
Nessuno si sarebbe mai aspettato che questa data dei Bring Me The Horizon, che erano appena stati da noi a giugno al Rock In Idro, finisse sold out già da settimane.
Ad accogliermi in questo primo sabato di novembre è una Milano assai grigia, fredda e piovosa. Ho tentato di resistere allo shopping compulsivo, ma Corso Buenos Aires è come il miele per le api per qualsiasi ragazza di questa terra, quindi non sono riuscita ad arrivare ai Magazzini Generali per l’apertura, prevista alle ore 18.00, perdendomi lo show dei piemontesi Stigma, di cui ho potuto ascoltare distrattamente gli ultimi pezzi mentre ero in coda per il guardaroba.
Questa band deathcore nostrana ha appena concluso il tour promozionale di “When Midnight Strikes!” e presto entrerà in studio per il secondo album, prodotto da Jona Weinhofen (I Killed The Prom Queen, Bleeding Through e BMTH).
Alle 19.15 è il turno degli August Burns Red, band proveniente da Lancaster, Pennsylvania. Degni successori di band del calibro di Unearth e As I Lay Dying, ci hanno regalato una mezz’ora di puro metalcore tecnico e potente, che ha entusiasmato e scatenato la folla.
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Verso le 20.00 è il turno degli americani A Day To Remember, che col loro metalcore con influenze pop/punk hanno saputo offrire un discreto show ai loro fans, suonando per la maggiorparte brani tratti dal loro ultimo disco “Homesick”, uscito nel febbraio di quest’anno. Dal primo album del 2005 “And Their Name Was Treason” hanno suonato solo 2 brani: “You Should’ve Kill Me” e “Heartless”. Mentre dal precedente lavoro del 2007, “For Those Who Have Heart”, hanno estratto 4 brani: “Fast Forward to 2012”, “The Danger In Starting A Fire”, “A Shot In The Dark”e “The Plot To Bomb The Panhandle”. Concerto conclusosi, invece che con applausi per la band, con il coro “Oliver, Oliver!” esploso dai fans alla vista del cantante del gruppo headliner, innocentemente affacciatosi per assistere all’esibizione dei compagni!
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Alle 21.15 tocca agli inglesi Bring Me The Horizon. Il successo che questa band inglese ha nel nostro paese è in costante crescita, merito anche della bravura (o della bellezza? LOL) del frontman Oliver Sykes, ormai idolo di molte ragazzine, tanto che al suo primo tentativo di stage diving sulla folla, ne è uscito con la maglietta a brandelli! Solo 2 i brani estrapolati da “Count Your Blessings”, album del 2006 che li ha portati al successo: “Pray For Plagues” e “For Stevie Wonder’s Eyes Only”. I restanti 7 brani invece, sono stati estratti dal loro ultimo cd “Suicide Season”, tra cui le potenti “Chelsea Smile”, “The Comedown” e “Diamonds Aren’t Forever”. Il tutto si è concluso verso le 22.00 con un invasione sul palco di decine e decine di fans che si contendevano l’abbraccio al frontman!
Uno show purtroppo breve, ma non si può dire che i fortunati che sono riusciti ad avere il biglietto non ne siano usciti stanchi, ma felici!
Reportage Live del concerto dei CINEMA BIZARRE
ottobre 18, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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RECENSIONE CINEMA BIZARRE @ NEW AGE CLUB Treviso
Sulla scia del megasuccesso dei Tokio Hotel, ecco approdare in Italia per la seconda volta, e più precisamente al New Age Club di Roncade (TV), quelli che a vista d’occhio potrebbero apparire dei semplici “cloni” della rinomata band tedesca.
In realtà, l’approccio di questo singolare quintetto androgino, composto da Strify (vocals), Yu (guitar), Kiro (bass), Shin (drums) e Romeo (keyboard), è decisamente più dark nell’aspetto e più elettronico nella musica. Hanno influenze new wave e si ispirano alla cultura manga giapponese e alla visual art.
Arrivata al locale in piena tranquillità verso le 18.00, mi sorprendo di trovare già una lunga ed ordinata fila di ragazzine davanti all’ingresso e da voci di corridoio son venuta a conoscenza che alcune abbiano addirittura dormito fuori dal locale per potersi prendere il posto migliore! Beata gioventù!
Dopo una cena leggera, alle 19.30 circa entriamo e verso le 20.30 lo show ha inizio con la band di supporto, gli svedesi Blowsight, che col loro pop/rock/metal/punk hanno proposto una scaletta di 8 brani+intro, dove citerei la cover di Britney Spears “Toxic”, decisamente carina e di buon impatto sul pubblico.
Verso le 22 è il turno dei Cinema Bizzarre. Un telo bianco si abbassa impedendoci di vedere l’entrata dei ragazzi, ma pochi secondi dopo la band inizia a suonare ed il telo cade a terra scatenando urla impazzite! La sensualità teatrale nelle movenze del cantante e le sue doti vocali di tutto rispetto, rapiscono subito il pubblico, composto -neanche a dirlo- principalmente da femmine!Degno di nota anche il chitarrista, decisamente un bel vedere, hahaha
I restanti componenti invece li ho trovati un po’ spenti… Timidezza? Stanchezza? Chi lo sa! Fatto sta che il pubblico era talmente ipnotizzato dalla sensualità di Strify che tra un pezzo e l’altro si dimenticava anche di applaudire! La band Berlinese ha deliziato le fans con una scaletta di 21 pezzi, tra cui citerei dal primo album di esordio “Final Attraction” le ben note ed accattivanti Forever Or Never (remix version), Escape To The Stars (che contiene un sample di “Everything Counts” dei Depeche Mode) e Love Songs, They Kill Me (pezzo con cui si è concluso il concerto, con in più una versione remixata da Dave Aude che ha fatto scatenare l’intero dancefloor -me compresa-).
Dal loro ultimo lavoro “Toyz”, invece citerei l’omonima Toyz, La Generique (brano con cui è iniziato lo show), la bellissima I Came 2 Party (dove Strify ha indossato una maschera color oro nel pezzo campionato, ottima mossa scenografica che riprende il video!), Deeper And Deeper ed una bellissima versione acustica di Blasphemy!
Il concerto è terminato verso le 23 e devo dire che questa band, nonostante sembri costruita a puntino, ha saputo conquistarmi! ^_^
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Chemical Brothers @ Jesolo – 2 Agosto 2009
agosto 11, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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In questa calda, ma splendida domenica d’estate, la trafficatissima città di Jesolo ha visto affluire decine di migliaia di giovani per lo “Jesolo Beach Superstar Djs”, appuntamento annuale con i grandi dj internazionali a pochi chilometri da Venezia.
Quest’anno facevano da padroni i Chemical Brothers, duo elettronico britannico composto da Tom Rowlands e Ed Simons, famosi per i loro live-set di qualità e per essere stati pionieri del big beat, assieme a Prodigy, Fatboy Slim ed altre band. Oltre a loro, dalle 18.00 in poi, Albertino da Radio Dee Jay ha presentato altre esibizioni live, a cui io, essendo arrivata tardi, non ho potuto assistere.
Verso le 21.00 i Fratelli Chimici hanno iniziato il loro set con uno dei loro pezzi da 90: “Galvanize”, singolo estratto dal loro quinto album “Push The Button” (2005), che ha fatto risvegliare la folla, trasformando la spiaggia in un gigantesco dancefloor.
Da ricordare nel loro set la citazione di “Hey Boy, Hey Girl”, a mio parere il loro più grande successo, tratto dal terzo album “Surrender” (1999), ed i brani “Burst Generator” e “Saturate”, tratti da “We Are The Night” (2007), album che ha raccolto pareri discordanti poiché fortemente ispirato alla musica elettronica anni ’80, nonostante la prima posizione raggiunta nella classifica degli album britannica.
Durante tutto il set, il duo è rimasto sempre in postazione centrale, alternandosi a vicenda per qualche disco, tranne una breve uscita da parte di Ed per osservare meglio la massa danzante. Tutto sommato mi sono parsi entrambi un po’ annoiati. Mi sarei aspettata più entusiasmo da parte loro. Non dico salti mortali, ma almeno qualche sorriso verso il pubblico.
Come scenografia niente da dire. Un’enorme consolle luminosa, 15 megaschermi-led alle loro spalle che alternavano immagini a suon di musica e 5 torri d luci che proiettavano sulla folla i più svariati colori.
Ma c’è da sottolineare che i Chemical su dj set, non saranno mai come durante un live. Ne avevo già avuto conferma quando erano venuti al Muretto qualche anno fa. Infatti se proprio devo dire la mia ho trovato il mixaggio dei pezzi abbastanza noioso e ripetitivo.
Un vero peccato.
Alle 23.30 tutto è già concluso e la security invita tutti ad andarsene.
Attendo fiduciosa il loro prossimo LIVE…
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Reportage Live: PRODIGY in concerto a Padova
luglio 24, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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PRODIGY @ RADIO SHERWOOD – PADOVA 15.07.09
E pensare che stavo quasi per rinunciare a questo concerto. Motivo principale: la scelta del giorno infrasettimanale, che si sa, spiazza sempre noi onesti lavoratori. Ma anche perché alcuni amici mi avevano parlato di un gruppo che live non rendeva tanto come in cd. Invece all’ultimo ho deciso che, vedere una delle mie band preferite, che tra l’altro non avevo mai visto dal vivo, sarebbe stata un’occasione da non perdere. Ed ho fatto la scelta giusta!
Questo gruppo britannico, formatosi nel lontano 1990 da un incontro tra Keith Flint, Maxim Reality e Liam Howlett durante un rave party, non a caso ha venduto fino ad oggi oltre 16 milioni di dischi nel mondo. A scaldare il pubblico prima dello show, il dj Max Di Blas direttamente da Altavox, che con la sua minimal/techno/elettronica ha attivato i sederi di oltre 10.000 spettatori!
Ed ecco finalmente verso le 22.00 il terzetto inglese, accompagnato da 2 componenti live.
Vi dirò la verità. Se quello che avete fatto è stato osservarli da lontano, in disparte e magari con un binocolo forse avrete avuto l’idea di un gruppo che tutto sommato non vi ha emozionati come una volta. Ma se, come ho fatto io, avete trovato il coraggio d buttarvi in mezzo alla massa sudaticcia di giovani (e meno giovani – parli di me? ndcangia) danzanti, e magari anche a pochi metri dal palco, avrete vissuto un concerto a dir poco “strafigo”! Perché dopotutto è tra la folla che la loro musica prende davvero forma e solo così riuscirete a farvi un’idea della loro potenza live!
I tre ragazzi “prodigio” ci hanno fatto danzare con alcuni brani tratti dai loro primi album “Experience” e “Music For The Jilted Generation” quali: Out Of Space, Poison e Voodoo People.
Hanno poi infuocato la folla con i singoli di maggior successo tratti da “The Fat Of The Land”: Breathe, Firestarter, Diesel Power e la violenta Smack My Bitch Up.
Non sono mancati brani dal loro ultimo capolavoro “Invaders Must Die” come le fantastiche World’s On Fire, Omen, Warrior’s Dance, Invaders Must Die e Take Me To The Hospital.
Un’ora e mezza di danze sfrenate e litri di sudore persi (oltre a parecchi ematomi, haha!), ma credetemi se vi dico che è stata più che sufficiente, oltre non avrei potuto resistere! Insomma, i Prodigy son tornati per scassarvi i timpani e farvi scatenare a più non posso! Ed io, personalmente, gli auguro cento di questi giorni!!!
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Reportage Live: METRO STATION + LOST + AIRWAY
luglio 2, 2009 by Dina De Paris aka Dinetta
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@ ARENA ALPE ADRIA – LIGNANO SABBIADORO 27-06-09
Al mio arrivo al concerto, verso le 19.00, quella che mi trovo davanti è un’arena abbastanza vuota rispetto alle previsioni, con solo qualche centinaio di persone (ragazzine e genitori al seguito in particolar modo…). Sarà stato per colpa dei nuvoloni grigi che non promettevano nulla di buono? Chi lo sa!
Trovo subito on stage gli AIRWAY, una rock band con influenze scremo-core che si sta facendo strada nel panorama alternativo italiano, che, dopo aver terminato il soundcheck, alle 19.30 puntualmente inizia a suonare… Questa band trevigiana piace molto, infatti già dal primo pezzo il pubblico sembra apprezzare (vista anche la numerosa quantità di magliette della band indossate dai fans…). Spaziano tra brani tratti dal loro ultimo lavoro “Faded Lights” come Spring Time, The Answer, Faded Lights, My Revenge, Get On The Dancefloor ed alcuni brani tratti dal prossimo cd in uscita, che la band ha scritto in italiano per avvicinarsi ulteriormente ai fans, quali Mai Più, Colpisci e Nel Buio… Una buona performance la loro, tra la grinta del chitarrista Sandro ed i numeri del batterista-giocoliere Alessandro, che devo dire, non ha sbagliato una sola presa!
Verso le 20.30 è il turno della seconda band in scaletta: i LOST, band di culto tra i teenager. Nonostante Giulio, l’ex chitarrista, abbia lasciato la band per dedicarsi all’università, Walter, Luca, Roberto e Filippo se la sanno cavare egregiamente anche in quattro, regalando ai fans, ma soprattutto alle fans, un’ora di live piena di energia ed emozioni, riproponendo le loro hit di maggiore successo tratte dal precedente cd “XD”: Nel Silenzio, Ascolta, Oggi, Troppe Volte, Tra Pioggia E Nuvole, Standby e Una Nuova Scena ed anche brani tratti dal loro ultimo lavoro “Sospeso”: Sopra Il Mondo, Vieni Con Me, Sulla Mia Pelle, Immagini, Sospeso, In Mille Pezzi, oltre che le cover di Sexy Back di Justin Timberlake e So What di Pink. Lo show dei Lost è stato all’altezza delle aspettative dei fans (anche in questo caso le magliette ed i gadget della band abbondavano assai tra il pubblico…), che hanno dimostrato il loro apprezzamento con urla, applausi, cartelloni e qualche tenera lacrimuccia…
Verso le 22.15 è il turno degli attesi METRO STATION, terza volta in Italia x loro dopo la precedente tappa a Trl, Milano. Sinceramente mi aspettavo di più da questa tanto chiacchierata band, invece ho trovato uno show piuttosto breve ed un Trace Cyrus abbastanza stonato, vuoi per la sua incapacità di restare fermo, vuoi per i frequenti cambi di chitarra al volo, che comunque non sono bastati a fare della loro performance qualcosa da ricordare. A parte i singoli di successo Shake It e Seventeen Forever, neanche il pubblico sembrava particolarmente partecipe di ciò che aveva davanti. Tranne in due momenti… Quando il fratello di Hannah Montana (meglio conosciuta come Miley Cyrus) si è tolto la camicia e quando ha lanciato l’asciugamano (con cui si era asciugato il sudore di viso e corpo) tra le prime file, scatenando l’aggressività delle “fortunate” che sono riuscite a portarsi a casa la sudaticcia reliquia!
La cosa bella della giornata per i presenti è stata la disponibilità dei musicisti a firmare autografi e a fare foto con i fans dopo gli shows… Ricordo di aver visto molti visini felici che stringevano cimeli autografati dai loro idoli…
Alle 23.00 lo staff già ci stava invitando ad uscire…
Tutto sommato è stata una serata piacevole e la pioggia non è riuscita a rovinare questo appuntamento estivo… Ma le nuvole il mio weekend al mare lo hanno rovinato eccome!
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Lost
Airway
Metro Station











