Intervista agli HATTORIHANZO

luglio 19, 2008 by admin  
Filed under Interviste, Musica

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<p><b>Luca Dolce, batterista degli HattoriHanzo, ha risposto alle nostre
domande…<br>
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In questo periodo a cosa state lavorando? State registrando o vi state
preparando all’esibizione del 22/03 al Transilvania di Milano?<br>
</b>Per adesso registrazioni in vista non ce ne sono, anche se ne avremmo
proprio bisogno dato che stiamo componendo molti pezzi nuovi e stiamo facendo
nuovi arrangiamenti di vecchie canzoni. Per quanto riguarda il concerto al
Transilvania Live, stiamo valutando quali fra i pezzi della nostra scaletta
eseguire sul palco, visto che il numero dei brani è limitato a 5.<br>
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<b>Sul booklet del vostro EP ho letto la lunga lista dei generi che influenzano
la vostra musica, ma chi sono i vostri mentori? Voglio i nomi ed i cognomi!<br>
</b>Sicuramente i Blur sono tra le nostre band più apprezzate, se vuoi nomi e
cognomi ultimamente abbiamo apprezzato molto band come Ambulance LTD, Calla,
Franz Ferdinand ma, dato che siamo degli onnivori musicali, sicuramente siamo
veri appassionati di new wave (Talking Heads, Virgin Prunes e similari) e di
tutta la scena inglese, un gruppo per tutti: gli U2, come giustamente hai notato
tu. Per quanto riguarda la musica che suoniamo ci influenza molto il Pop Guitar
Oriented.<br>
<br>
<b>Sul sito leggo: "Gli HattoriHanzo incominceranno ad integrare nei loro brani
l’uso del campionatore per dare loro una maggiore compatezza". Qual è l’effetto
sonoro generale che sperate di ottenere? A che punto sono i vostri esperimenti?<br>
</b>Al momento siamo in piena fase di studio e stiamo provando tutte le
soluzioni che ci passano per la mente senza nessun limite, studiando inserti per
arricchire i nostri arrangiamenti, tappeti sonori con suoni anche "datati" e la
possibilità di doppiare la batteria sovrapponendone una elettronica… certe
soluzioni alla Ultravox. Stiamo sperimentando queste nuove sonorità per vedere
che impatto possono avere sulla nostra musica ed eventualmente utilizzarle nei
nostri brani.<br>
<br>
<b>In USA e in Europa, i discografici delle major pescano sempre più spesso (e
con successo) nel mondo indie/underground. In Italia come siamo messi? Quanto è
difficile emergere?<br>
</b>Per quanto riguarda la nostra esperienza personale, troviamo una situazione
pessima: i proprietari dei locali preferiscono far esibire le cover band che
garantiscono reddito, il materiale che spedisci alle etichette discografiche il
più delle volte viene ignorato, quindi non riesci ad avere un giudizio
professionale sulla tua musica e non sai se stai lavorando bene o se è meglio
che lasci perdere. Purtroppo non vediamo possibilità di miglioramento della
situazione poichè il mercato è fatto dalla gente che ascolta la musica e se
questa gente vuole cover band, tribute band e la classica musica leggera
italiana, chi propone il nostro genere musicale sarà sempre relegato in un
angolo fra mille difficoltà. Per uscire da questa impasse ci stiamo iscrivendo
al maggior numero di concorsi possibili per riuscire ad esibirci e a far
conoscere la nostra musica. Comunque sappiate che noi non ci arrenderemo!</p>

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